Le notti fiorentine sono interrotte dal rumore della movida, ma tra le 23:00 e l'una, esplosioni sistematiche squarciano il silenzio, documentate da video e fotografie dei residenti.
Le denunce di Dmitrij Palagi e Francesca Lupo (Sinistra Progetto Comune) si focalizzano però soltanto sul rione di San Niccolò e si concentrano sull'uso di botti come strumento di intrattenimento per la clientela nei locali di lussoai piedi del Piazzale Michelangelo.
Secondo gli esponenti della sinistra critica, mentre la socialità dal basso e gli spazi sociali fuori dalle logiche di profitto vengono passati al setaccio con chirurgia repressiva, le imprese che monetizzano la notte fiorentina sembrano godere di una zona franca, dove le licenze di pubblica sicurezza diventano un optional e il diritto al riposo dei cittadini un fastidio trascurabile.
Anche se non viene detto espressamente l'obiettivo della polemica è il locale The Lodge, in Viale Poggi. Presenteranno un'interrogazione consiliare per amplificare un esposto firmato da 90 fortunati residenti di Viale Poggi e Via dei Bastioni che denuncia l'impossibilità di dormire. Non è la prima volta che Sinistra Progetto Comune prende di mira il locale alle Rampe. Sin dal 2021 Palagi accusa di irregolarità commerciali i gestori.
Eppure il Presidente del Quartiere 1, Mirco Rufilli dichiara di non aver ancora ricevuto segnalazioni dai residenti del rione sulla questione oggetto della denuncia di Palagi.
Piuttosto, mentre la politica di sinistra si avvita sulle beghe dei locali, più volte in questi anni Salvatore Calleri, Presidente della Fondazione Antonino Caponnetto, ha ricordato che i fuochi d'artificio, sparati in tutte le piazze del centro storico, sono un "simbolo di potenza" e uno strumento di controllo del territorio. Non è solo rumore; è "territorial marking". Calleri ha avvertito più volte: "I fuochi dimostrano che la città è cambiata e che il controllo del territorio è sempre più difficile".
Una grammatica criminale precisa che la Sinistra fiorentina sembra di non saper leggere. I punti critici sono noti:
- Piazza Beccaria e Porta a Prato: Segnali per l'arrivo di nuove partite di droga o celebrazioni di scarcerazioni (come quella documentata il 18 dicembre 2020).
- Campo di Marte e San Salvi: Zone dove i botti sono diventati "campanelli d'allarme" costanti.
Sottovalutare i segnali criminali denunciati dalla Fondazione Caponnetto, preferendo accusare di violazioni sistematiche i locali notturni, significa dimenticare che la sovranità sul territorio nelle notti fiorentine, da qualche anno, non appartiene più allo Stato, ma a chi esibisce l'impunità di segnare il quartiere che "controlla". I "campanelli d'allarme" stanno suonando da anni: è tempo che la sinistra fiorentina risponda.