Firenze 2020-2025: un Piano del Verde per la Città del futuro

Avviato in Palazzo Vecchio il procedimento per il nuovo Piano operativo: approvata la delibera presentata dall’assessore Del Re. "Alle tematiche ambientali la centralità che meritano nello sviluppo del nostro territorio"


“È un momento importante per questa amministrazione perché diamo l’avvio al procedimento che porterà all’adozione del principale strumento di governo del territorio. Si avvicina infatti la scadenza del vigente regolamento urbanistico approvato nel 2015, e con questa delibera tracciamo anche un bilancio della sua operatività, che è senz’altro positivo". Così l'Assessore allUrbanistica e all'Ambiente Cecilia Del Re, dopo la Giunta di Palazzo Vecchio, su sua proposta, ha oggi approvato l’avvio del procedimento (come previsto dalla legge regionale 65 del 2014) per l’elaborazione del nuovo Piano operativo e della variante al Piano strutturale, in vista della scadenza del vigente regolamento urbanistico il prossimo 3 giugno. Parte così il percorso per ridisegnare la Firenze del futuro.

"La città è cresciuta in questi cinque anni - ha proseguito l’assessore Del Re - ma, oltre ad evidenziare i dati positivi della sua applicazione, poniamo poi già l’attenzione su alcuni temi sui quali occorrerà fare una nuova riflessione: dalla classificazione del patrimonio edilizio, all’housing sociale connessa ai piani attuativi, al sistema dei decolli e agli atterraggi all’interno di un Piano strutturale che vogliamo resti a volumi zero. Temi che avremo modo di approfondire nel percorso partecipato che partirà a febbraio e che struttureremo per avere una larga partecipazione con il coinvolgimento dei Quartieri, della cittadinanza e di stakeholder qualificati. Per la prima volta poi - ha concluso Del Re - assieme all’avvio del procedimento per il piano urbanistico, diamo avvio anche al procedimento di formazione del Piano del verde: questo ci consentirà di poter meglio pianificare e attuare le scelte strategiche legate al verde urbano previste nel programma di mandato, dando a questo strumento la centralità che merita nello sviluppo del nostro territorio”.

Tecnicamente il regolamento vigente, approvato nel 2015 con contestuale variante al piano strutturale, ha validità di cinque anni sia per le previsioni di opere pubbliche che per le aree di trasformazione soggette a piano attuativo o a intervento edilizio diretto convenzionato.

Contestualmente all’avvio per la formazione del nuovo Piano operativo, la giunta ha approvato anche l’avvio al procedimento di conformazione al Piano di indirizzo territoriale (Pit) paesaggistico, di valutazione ambientale strategica e di formazione del Piano del verde (piano di settore).

In base alla nuova disciplina regionale (contenuta nella legge regionale 65/2014), il piano operativo comunale sostituisce nominalmente il regolamento urbanistico, mantenendone invariato il ruolo. Il piano strutturale, invece, pur non avendo scadenza, sarà adeguato in considerazione di elementi fondamentali: il quadro conoscitivo, cioè le mutate condizioni del territorio da prendere in considerazione, e le nuove scelte programmatiche dell’Amministrazione.

A partire dal 2015, gli strumenti urbanistici comunali sono già stati oggetto di tre varianti di manutenzione che, oltre a rendere più chiara l’applicazione delle norme e aggiornare il quadro conoscitivo del territorio comunale, hanno accolto richieste di correzione o modifica arrivate da privati, evidenziate dalla direzione Urbanistica, da altri uffici comunali o da altri enti.

La formazione del Piano operativo e del Piano del verde

Sotto il profilo tecnico, la formazione del piano operativo partirà dalla revisione dei contenuti del vigente regolamento urbanistico per recepire le innovazioni introdotte dalla legge regionale 65 del 2014 e le più recenti modifiche introdotte dal legislatore statale in materia edilizia e urbanistica.

Sotto il profilo metodologico, l’Amministrazione comunale con la delibera approvata ha, in particolare, dato contestualmente l’avvio al procedimento di formazione del Piano del verde, quale strumento di settore (legge 10/2013), che nasca insieme alla nuova strumentazione urbanistica e sia con essa fortemente correlato, ma che contenga un livello di dettaglio molto ampio per quanto riguarda soprattutto l’implementazione del verde e i suoi criteri realizzativi. Il piano comunale del verde nasce quindi per guidare in modo corretto e coordinato l’attività dell’Amministrazione comunale nei prossimi anni e fornirà indicazioni per la progettazione, la gestione e la manutenzione del sistema del verde, da intendersi nelle sue molteplici combinazioni (ludico-ricreativo, ecologico, compensativo, mitigante). Con l’obiettivo di incrementare la sostenibilità ambientale, il piano dovrà elencare i principi generali secondo i quali l’attività dell’Amministrazione, ordinaria e straordinaria, dovrà essere concepita e progettata: aumento della copertura vegetale del terreno (arborea, arbustiva, erbacea), riduzione del fabbisogno idrico per sostenere il verde, diminuzione delle superfici impermeabilizzate, adozione di pratiche agronomiche a basso impatto energetico, aumento delle aree funzionali (aree gioco, aree cani).

Il programma di partecipazione

Il programma di partecipazione che l’amministrazione avvierà parte dall’esperienza sviluppata durante l’elaborazione del piano strutturale 2010 e del regolamento urbanistico 2015. E’ importante strutturare un processo di partecipazione mirato prima di tutto alla comprensione del ruolo dello strumento urbanistico sul territorio. Ogni volta che si affronta il tema delle previsioni urbanistiche e la cittadinanza viene chiamata a partecipare, infatti, la difficoltà maggiore è proprio quella di mantenere l’attenzione sui temi della “città futura”, delle nuove esigenze della cittadinanza a livello territoriale o di quartiere, senza lasciare spazio alle esigenze immediate che sono quelle che non riguardano la pianificazione ma la gestione della città (manutenzione di strade e marciapiedi, illuminazione pubblica, stato di conservazione dei giardini, mobilità, sicurezza). E’ opportuno coinvolgere una platea più ampia possibile con forme di partecipazione differenziate e un programma preciso di azioni: avviso pubblico rivolto a cittadini ed enti per implementare il quadro conoscitivo dello stato attuale della città e del territorio e rendere partecipato l’avvio di un nuovo strumento di pianificazione; charrette (progettazione partecipata) con rappresentanti dei cinque quartieri; tavolo di condivisione e coordinamento degli esiti del lavoro sui cinque quartieri; interviste a soggetti rappresentativi del territorio; laboratorio con stakeholders (associazioni di categoria, sindacati); focus speciale sul ‘piano del verde’; focus speciale sul nucleo storico Unesco; questionario on line; town planning meeting di chiusura dell’attività di partecipazione prima dell’adozione dello strumento.

Redazione Nove da Firenze