Rubrica — Fiorentina

Fiorentina mancanza d’amore

Immagine concessa da violachannel.tv
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Si è deteriorata la questione calcistica vera


Quando tocchi per la prima volta un pallone, quando ne inizi a contemplare le forme fissandone i contorni netti e perfetti all’interno della tua mente: lì è la magia. Quella cosa inspiegabile e contagiosa che incanala ogni minima parte del tuo puzzle. Diventa unico il rapporto con l’oggetto che viene animato dall’energia che tu gli doni.

Nelle tribù, ugualmente oggigiorno, sceglievano i migliori guerrieri ai quali era collegato il destino di un popolo piccolo o grande che fosse. Così tale principio, in maniera meno rigida, fu applicato nello sport.

Esso veniva praticato durante i momenti pacifici tra paesi o città diversi. Insomma, una competizione senza guerra che, limitata dentro mura, infondeva sicurezza ai cittadini sfogandone qualsiasi sentore.

L’atleta rappresentava il migliore del popolo, cioè la massima espressione psico-fisica. Quindi assunse ben presto quel carattere “totemico” che lo trasformò in manifestazione metafisica. Il rapporto calciatore-tifoso ha quest’origine.

La problematica inerente Fiorentina e fiorentini prende causa dalla frattura del rapporto, con effetto la non accettazione e consequenziale rifiuto della realtà. Da una parte una società fredda, poco comunicativa, chiusa mentre dall’altra un tifo indolente che, per antipatia nei confronti dei DV, attende gli errori della squadra. Inoltre come tramite, frutto di questa miscela, troviamo un allenatore confuso e insicuro sulle scelte fruibili.

23,7 è una media importante perché fa capire a cosa giri attorno questo problema: un gruppo giovane che ha bisogno di vicinanza, calore e affetto. Non si pensa o si scorda presto ciò che questi ragazzi, qualcuno appena ventenne, abbiano passato o stiano passando. DA13, che riposi in pace, continuerà a rimbombare nelle loro teste; i cori a fine match contro il Sassuolo; la serie negativa di risultati; le offese alla dirigenza durante le gare, invece che qualche canto con cui incitare i giocatori e l’impazienza per qualunque sbaglio. Tutto comporta grande disequilibrio e instabilità.

Alla fine, saranno soli con nessuno che li guidi insegnando la distinzione giusto-sbagliato, bene-male. Troveranno una strada torbida.

DV, tifoseria e Pioli ma non Fiorentina.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo, di calcio e tifoso

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it