L'aveva scritto uno del Team Sapientoni, “la sosta farà bene alla Fiorentina”, ma già, uno di quelli che non puoi contestare e che riempiono di citazioni paginate e siti compiacenti. E infatti, ha fatto bene: perché alla Viola è riuscito un’altra volta, l’ennesima, il miracolo di resuscitare i morti: nella fattispecie, il miserevole Genoa targato Mister Simpatia Daniele De Rossi, il quale ha se non altro insegnato che a calcio si vince con la cazzimma quando si ha poco altro in mano e magari anche con le sportellate e mille manate in faccia alla gente quando ci si trova al cospetto – non si sa se compiacente, io propendo per un’altra ipotesi – di Sua Indecenza Maresca Fabio da Napoli, tra i peggiori cosiddetti fischietti della storia.
Vedere infatti alle voci: gialli a casaccio, fischi ancora più a casaccio, azioni interrotte per sceneggiate di gente in terra, falli inventati, buono solo a fischiare controfalli laterali (per carità, magari si vedesse più spesso, ma ci vuole altro, dai).
Quindi, dopo questa sosta così benefica, ecco gli effetti della cura Vanoli: e per cortesia lasciatemi in pace, anche se alla fine rimanessi l’ultimo, continuo a pensare che il “grazie, ciao” di giugno passato era il suo, e che più di tanto non se ne potrà mai cavare. Dunque, gli effetti: 14 gol 14 subiti in 6 partite, la media fa praticamente due e mezzo, probabilmente passerà avanti il solito povero derelitto Venezia, unica squadra che ha illuso (beh, un pochino anche il Napoli) sulla cura Vanoli, la quale sommata alla fantasmagorica cura Grosso ha dimostrato un altro teorema.
La Fiorentina non segna. Tolti i 4 al Venezia, restano TRE i gol in CINQUE partite, attacco più che stitico se si pensa che due volte la palla è schizzata nella porta altrui per opera di gambe altrui su invito del solito Jimenez, il quale deve provarci più spesso perché evidentemente ha più culo che anima. Beto – schierato a Marassi titolare dal 1’, una delle follie del post sosta, e non la sola – più Pellegrino per ora fanno… a miccino, rima strulla ma imbeccata.
E’ vero: sarebbero stati quattro, senza quello annullato per il fuorigioco del tacco di Valdepeñas: ma che volete farci, la regola sarà anche folle però quella è…
E dunque, la Fiorentina in cura Vanoli affronta il dopo-sosta (“farà bene”, tenete a mente) grosso modo così. Ingresso in campo impacciati e impauriti, ricordo del peggior Pioli, e comunque alla mercé di un Genoa penultimo in classifica (anzi, ormai ex penultimo) e orbo di ben 7 titolari 7, qualcuno magari anche di spessore. Regali a non finire da una difesa che fa paura solo a pensarla, perché Ranieri pur fresco di rinnovo offre il peggio che ti puoi immaginare fino al lisciaccio clamoroso sulla seconda rete, Dragusin perde quasi tutte le sportellate (e non solo, anche le distanze) con Osmajic, Valdepeñas continua a essere quello “che si farà” ma intanto dalla sua parte passano come nel burro, De Gea fa un paratone su punizione di El Shaarawy per rimediare a una barriera piazzata male ma intanto ne ha beccate due con vaste, vastissime colpe.
Avanti. Prendi due gol, riparti con un modesto tricche-tracche di consueti passaggini a mezzo metro o in alternativa giochesse e tacchesse e leziosità improponibili, un po’ di colpa va anche al bimbo Mastantuono al quale hanno detto “oggi non si deve tirare in porta”, si giochicchia, e comunque se non altro lui, Jimenez e il solito Ndour un po’ di garra ce la mettono, a parte il rigore in movimento sparato su Marte, eh, Ndour? Dunque, garra zero, intenzità meno ancora.
Anzi, semmai ritmi da bradipi in un campo cosparso di miele, da esperimenti di ipnosi collettiva, cambio similitudine perché ormai anche nelle Rsa hanno alzato la velocità del giropalla e l’invenzione di qualche filtrante preciso.
“Abbiamo regalato un tempo, sono sorpreso dell’approccio sbagliato”, dirà Vanoli alla fine. Già. Intendiamoci, è vero che in campo ci vanno loro, ma chi ce li manda? Chi ha avuto tutta la sosta per lavorarci giorno giorno, e non solo sul pallone ma anche sul carattere? Certo, mancavano i nazionali, ma se sono nazionali qualcosa vorrà dire, una spannetta in più gliela concederai, e poi l’ultimo a rientrare è stato l’albiceleste Franchino, che errori anche -acci a Marassi n’avrà fatti ma risparmiare non s’è certo risparmiato, anzi.
Quindi hai regalato qualcosa di più di un tempo. Tipo, la formazione. Mistero Gonçalves. Non gioca. Ho letto da qualche parte in questi giorni: si candida a essere l’uomo ovunque del gioco (gioco? non scherziamo, dai) di Vanoli. Tradotto: panchina. Gioca Gnonto. Che ancora non ho capito che mestiere fa. Gol? Naaaa. Cross? Mah. Difendere? Boh. Ah ecco: casino, quello sì. Poi mamma mia Beto, fuori condizione come pochi, in campo dal 1’, e una volta che aggancia e ridà un bellissimo pallone, il suddetto Gnonto sputtana ogni bene, e lui ripaga con la solita deliziosa rovesciata ciccata in pieno.
Ranieri? Aiuto!!! Aiuto!!! Ma si è già detto. Poi ci metti Oulaï che è bellino e dinamico ma si fa mangiare dagli avversari, e se gli metti a fianco Fagioli in giornata oscena come a Marassi, palle perse un m milione, anche velenose, gioco inventato meno di zero, allora siamo a dama.
Finito. Ah, sì. Non ditemi che nel secondo tempo hanno dimostrato carattere. Non mi incantate. Hanno perso con il Genoa penultimo. Europa? Salviamoci, casomai.
Genoa (3-4-2-1) Bijlow; Otoa (66' Marcandalli), Ostigard, Vasquez; Ehizibue, (80' Puczka), Frendrup, Traoré Ellertsson (80’ Sabelli); El Shaarawy (56' Wiafe), Messias (56' Vitinha); Osmajic . A disp. Mitaj, Baldanzi, Klisys, Drameh, Guglielmetti Da Souza, Sommariva, Lafont, Stolz. Allenatore: Daniele De Rossi.
Fiorentina (4-3-3): De Gea; Jimenez (80' Dodo), Dragusin, Ranieri (46' Viery), Valdepenas; Ndour, Fagioli, Oulai (46’ Njie); Mastantuono, Beto (64' Pellegrino), Gnonto (80' Gonçalves). A disp. Brescianini, POngracic, Joao Mario, Lezzerini, Christensen, Mazzeo. Allenatore: Paolo Vanoli.
Arbitro: Maresca di Napoli; assist. Colarossi-Fontemurato, quarto uff. Colombo; Var Abisso-Camplone
Reti: 7' Osmajic; 15' Messias; 72' Jimenez (aut)
Note: ammoniti Ranieri, Oulai, Viery, Vasquez, Wiafe, Vitinha, Sabelli. Angoli 4-3 Fiorentina. Spettatori 25mila circa