Il "Luigi Ferraris" regala al Genoa il primo successo di questo campionato. Il 2-1 finale sulla Fiorentina è il manifesto di una squadra capace di rigenerarsi attraverso un riassetto tattico, per poi difendere il bottino con le unghie e con i denti dentro una ripresa drammatica.
Ci sono voluti sei tentativi a Mister Daniele De Rossi per stappare la prima vittoria in Serie A sulla panchina rossoblù. Dall'altra parte, una Fiorentina guidata sul terreno di gioco da David De Gea — schierato con la fascia di capitano — e dalle direttive di Mister Vanoli, ha pagato a caro prezzo una mezz'ora iniziale da incubo, travolta dall'aggressività e dalle idee della compagine genovese.
Il primo sigillo genoano
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Il capolavoro di Daniele De Rossi nasce dalla lavagna prima ancora che dalle gambe dei suoi uomini. Al sesto tentativo in campionato, DDR accantona la difesa a tre per varare una linea difensiva a quattro. Questa scelta si è rivelata il grimaldello per garantire ampiezza, fluidità in fase di prima costruzione e un'immediata densità centrale in grado di soffocare sul nascere la manovra viola.
Libera da compiti difensivi asfissianti, la linea offensiva ha visto l'impiego contemporaneo di giocolieri e fantasisti come Junior Messias e Stephan El Shaarawy. Muovendosi con continui smarcamenti tra le linee e attaccando gli spazi intermedi, il Genoa ha sbloccato la mente, producendo trenta minuti di dominio assoluto conditi da sovrapposizioni, ritmo alto e una transizione positiva letale che ha disorientato la struttura difensiva di Vanoli.
L'avvio del Genoa è stato una spinta travolgente. Pronti-via e l'ariete Osmajic sblocca il match firmando il suo terzo centro stagionale, lesto a capitalizzare un assist involontario generato dalla deviazione di Ellertsson. Il nazionale montenegrino, riferimento fisico dominante d'attacco, sfiora subito il raddoppio imbeccato da un filtrante di El Shaarawy, confermando il momento di grazia.
Pochi minuti dopo, Osmajic si traveste da rifinitore: sfrutta un clamoroso buco della retroguardia gigliata e serve a Junior Messias il pallone del 2-0. L'intesa tra i due è stata perfetta per tutta la prima frazione, con lo stesso Messias capace di innescare poco dopo un bolide dello stesso Osmajic fermato solo dai riflessi del portiere viola. Un uragano tattico ed emotivo che nei primi trenta minuti ha scardinato le certezze della Fiorentina.
De Gea capitano e leader della Fiorentina
Nella serata amara della truppa di Vanoli, la figura di David De Gea emerge per statura morale e tecnica. Indossare la fascia di capitano ha responsabilizzato ulteriormente lo spagnolo, fondamentale nel tenere in vita la Fiorentina durante la tempesta del primo tempo. La sua risposta sulla punizione ben indirizzata di El Shaarawy e la parata sul siluro da fuori di Osmajic hanno evitato un passivo ben più pesante.
Nel post-partita, il clima nello spogliatoio viola ha evidenziato la consapevolezza di aver concesso un tempo di troppo agli avversari, bilanciato però dalla veemente reazione d'orgoglio vista nella ripresa.
Nella seconda frazione, la fisionomia del match è cambiata. Il Genoa, dopo aver speso moltissimo, ha abbassato il baricentro in un blocco basso compatto, cercando di congelare il ritmo gara con l'innesto di forze fresche. La Fiorentina, che nel primo tempo aveva collezionato solo conclusioni fuori misura con Oulai e Ranieri, ha alzato la pressione. La gara si è riaperta quando un tracciante velenoso di Jimenez ha provocato la deviazione di Vasquez nella propria porta.
Si è innescato così un finale drammatico condotto con l'assalto all'arma bianca dei viola. Bijlow si è superato respingendo la stoccata a botta sicura di Mastantuono, prima che salisse Ndour: il centrocampista prima ha spedito sopra la traversa il pallone del possibile 2-2, poi ha fatto tremare il Ferraris incocciando un palo clamoroso con un destro potente da fuori area. Il Genoa ha difeso in apnea nei mischioni finali, resistendo fino al triplice fischio.
Nella sesta giornata del campionato di Serie A il Genoa trova la liberazione tattica ed emotiva che inseguiva dall'inizio del torneo, dimostrando che l'assetto con la difesa a quattro e la qualità dei fantasisti tra le linee può spalancare prospettive ben diverse. La Fiorentina torna a casa con importanti compiti da svolgere sull'approccio difensivo, pur salvando la reazione di carattere guidata dal suo capitano De Gea.