Fine vita, dibattito aperto

Medici Firenze: “Serve legge nazionale e più informazione ai cittadini”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
26 Gennaio 2026 11:06
Fine vita, dibattito aperto

Firenze, 26 gennaio 2026 - “Le scelte consapevoli della persona assistita nelle fasi finali della vita devono poter contare su regole chiare e strumenti di tutela efficaci. Per questo non è più rinviabile una legge quadro nazionale e, allo stesso tempo, è necessario potenziare l’informazione ai cittadini sulle Disposizioni anticipate di trattamento”.

A dirlo è stato Pietro Dattolo, presidente dell’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri di Firenze, durante il convegno Autodeterminazione nel fine vita, che si è tenuto sabato scorso nella sede dell’Ordine.

All’iniziativa hanno partecipato oltre cento persone, tra cui rappresentanti delle istituzioni, della magistratura e dell’avvocatura, come il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, la presidente della Sezione Famiglia e del Tribunale delle Imprese Silvia Governatori, il docente di Biodiritto delle Università di Siena e Firenze Gianni Baldini e la consigliera dell’Ordine degli Avvocati Giuseppina Abbate.

“Il fine vita è un tema molto sentito dai medici – aggiunge Dattolo – perché coinvolge direttamente la relazione con i pazienti, la responsabilità etica dei professionisti e il rispetto della libertà di scelta della persona assistita. La Toscana ha avuto il merito di porre il tema e di colmare un vuoto legislativo, ma è necessario che il Parlamento definisca una legge nazionale chiara, mentre le Regioni devono prepararsi sugli aspetti operativi”.

“Dal 12 gennaio scorso, con la presa d’atto dell’eliminazione dei punti indicati dalla Consulta, la legge della Regione Toscana sul fine vita è in vigore - ha detto il presidente della Regione Giani intervenendo durante il dibattito -. La Corte costituzionale ha infatti confermato la validità del provvedimento e la potestà delle Regioni di disciplinare la materia per quanto di loro competenza. In assenza di una norma nazionale, la nostra legge traduce in procedure obiettive, imparziali, neutre e uguali per tutti i principi affermati dalla Corte Costituzionale con la sentenza 242 del 2019, permettendo così ai cittadini di accedere a un percorso di fine vita medicalmente assistito nel rispetto del principio di autodeterminazione. La legge toscana ha dunque colmato un vuoto, rispetto al quale rimane ancora necessario un intervento normativo nazionale”.

Durante il convegno, coordinato da Massimo Martelloni, responsabile scientifico e coordinatore della Commissione Bioetica dell’Ordine, sono stati approfonditi gli aspetti medico-legali, costituzionali e clinici del fine vita, con uno sguardo anche al contesto europeo e internazionale e sono state chiarite le differenze tra morte naturale per rifiuto dei sostegni vitali (legge 219/2017), morte volontaria medicalmente assistita (legge regionale 16/2025 e Codice deontologia medica, articolo 17 integrato il 6/2/2020) ed eutanasia.

“Abbiamo voluto creare uno spazio di confronto multidisciplinare e multiprofessionale – spiega Martelloni – mettendo al centro la persona assistita, la qualità del vivere e del morire, e il ruolo di una medicina che sappia accompagnare, non solo curare, valorizzando l’autodeterminazione delle persone assistite e la risposta alla sofferenza dell’essere umano come qualificata risposta sanitaria e sociale , che dovrebbe essere il punto di partenza per qualsiasi soluzione legislativa nazionale anche in tema di morte volontaria medicalmente assistita, questione attualmente inquadrabile anche fuori dai livelli essenziali di assistenza nel rispetto della ultima sentenza della Corte Costituzionale 204/2025 che ha chiarito il valore degli interventi legislativi regionali ed in tal senso della legge della Regione Toscana 16/2025 che è intervenuta su aspetti organizzativi che solo in parte dovranno essere aggiornati in attesa della futura legge nazionale”.

“Il fine vita – prosegue Martelloni – riguarda scelte consapevoli che coinvolgono pazienti, familiari e professionisti nel Servizio sanitario nazionale. È essenziale affrontare questi temi con strumenti culturali e professionali adeguati, con attenzione ai profili etici, clinici e giuridici".

Dal dibattito è emersa con forza anche la necessità di potenziare la comunicazione sulle Disposizioni anticipate di trattamento, perché ancora troppi toscani non usufruiscono di questo strumento. “C’è ancora molto da fare per promuovere le Dat, che restano poco diffuse. Senza questi strumenti – nota Dattolo – nel momento della fragilità, si rischia di tornare a una situazione di incertezza e di difficoltà a decidere”.

Il percorso dell’Ordine dei Medici di Firenze sul tema del fine vita prosegue mercoledì 28 gennaio, sempre nella sede di via Giulio Cesare Vanini 15. La serata inizierà alle 19.30 con la presentazione a cura di Roberto Comi, seguita dalla proiezione del film “Le invasioni barbariche” di Denys Arcand, che racconta la storia di un uomo gravemente malato e delle scelte personali e relazionali che caratterizzano le fasi finali della vita.

Al termine della proiezione è previsto un dibattito aperto, moderato dai consiglieri Massimo Martelloni e Maria Grazia Mori, insieme a Comi, per discutere aspetti etici, clinici e di relazione medico-paziente. L’incontro rientra nel ciclo delle Pillole del mercoledì, momento dedicato al dialogo culturale e professionale tra gli iscritti.

I posti sono limitati: per informazioni e iscrizioni 055 0750625 – t.delucia@omceofi.it.

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