Festa San Francesco: Firenze e la Toscana protagoniste ad Assisi

Il Cardinale Betori ha celebrato la Messa e detto l'Omelia, il governatore Rossi ha portato assieme al sindaco gigliato Nardella l'olio che alimenterà per un anno la fiamma del Poverello. Il premier Conte, professore a Firenze: "San Francesco punto di riferimento per noi italiani"


ASSISI (Perugia) - "San Francesco rimane un punto di riferimento per noi italiani anche oggi, e non solo per noi italiani. Francesco parla a tutti con un linguaggio semplice". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo ad Assisi in occasione delle celebrazioni per la Festa di San Francesco Patrono d'Italia.

Anche la Toscana era rappresentata, anzi ha svolto un ruolo di primissimo piano perché la nostra regione, con il Governatore Enrico Rossi, è venuta in Umbria per donare l'olio che alimenterà, per un intero anno, la fiamma che arde davanti alla tomba del santo. Non solo: la Messa è stata celebrata dal Cardinale di Firenze, Giuseppe Betori, ed era presente anche il sindaco gigliato Dario Nardella con il Gonfalone della città. 

Enrico Rossi, ha sintetizzato in tre punti fondamentali il senso e l'attualità del messaggio di San Francesco parlando dalla Basilica superiore di Assisi: "Senza radicalità non c'è il necessario cambiamento. È questo uno dei tre elementi del messaggio che San Francesco ci ha lasciato e che sono ancora di grande attualità. L'altro è la sua decisione di schierarsi nettamente dalla parte dei poveri e con i più fragili. Il terzo è un'idea diversa del rapporto tra uomo e natura. Come oggi ci ricordano anche i ragazzi scesi in piazza per il clima, è necessario che l'uomo ritrovi un rapporto con il mondo meno violento e impattante e più secondo natura".

"Sono felice - ha aggiunto Enrico Rossi - di essere qui oggi a rappresentare la Toscana. Quelli che abbiamo sono un onore ed una responsabilità. C'è vicinanza e c'é un legame tra la Toscana e Francesco che si ritirò, prima di scrivere il suo Cantico, nel santuario della Verna. Il santo appartiene in modo profondo alla nostra cultura. Lui non si ferma all'indignazione, ma interviene concretamente, fonda un Ordine monastico e va dal Papa per ottenere il riconoscimento della sua Regola. Oggi siamo chiamati a vincere l'individualismo diffuso nella nostra società, riscoprendo nuove forme di condivisione e mettendo al centro il valore indiscutibile della vita umana. E, anche se non è facile cambiare, occorre far crescere il cambiamento e far si che si affermi".

E, al termine del suo intervento rivolto ai pellegrini accorsi ad Assisi e ripreso in diretta Rai, il presidente Enrico Rossi ha concluso dicendo che "la mia speranza è che la lampada che oggi abbiamo acceso possa essere anche il simbolo di questa volontà di cambiamento" e osservando che "la figura e l'insegnamento di San Francesco sono validi ancora oggi sia per i credenti che per i non credenti".

Redazione Nove da Firenze