Facebook censura il Capogruppo FdI al consiglio comunale di Massa

Incitamento all'odio politico? L'on. Donzelli: "Metodi da regime"


Facebook oscura Alessandro Amorese, responsabile nazionale editoria di Fratelli d'Italia e capogruppo in Consiglio comunale a Massa. Nato nel 1974 a Carrara, è laureato in Scienze Politiche e impegnato nella militanza politica fin da giovanissimo.

"Abbiamo stabilito che non puoi usare Facebook": è l'incipit della comunicazione ricevuta da Amorese, segnalato ripetutamente da altri utenti del social network per "incitamento all'odio" nei suoi post di contenuto politico.

"Avevo un profilo con circa cinquemila contatti - spiega Amorese - per me che faccio politica è un danno importante. Facebook non solo ha chiuso il mio profilo ma stabilito che non posso aprirne un altro. Di fatto non posso più usare il social network, sul quale fino a ieri gestivo anche alcune pagine culturali dedicate a cultura anticonformista. Non ho idea delle motivazioni della cancellazione: ho chiesto spiegazioni a Facebook che però non me le ha fornite, chiarendo soltanto che si tratta di una decisione insindacabile. Qualche giorno fa avevo trasmesso sul mio profilo la diretta di un convegno organizzato da Fratelli d'Italia sugli abusi di Bibbiano - aggiunge Amorese - ma voglio sperare che questo non c'entri niente".

"E' gravissimo che un esponente politico con un ruolo del genere venga in questo modo censurato: se ha scritto o fatto qualcosa violando le regole, Facebook ne renda note le motivazioni. Assumere una decisione del genere senza spiegarne le ragioni è un metodo da regime". Lo afferma il deputato e responsabile organizzazione nazionale di Fratelli d'Italia Giovanni Donzelli. "Siamo di fronte ad un serio problema di democrazia - conclude Donzelli - Fratelli d'Italia continuerà a battersi perché le libertà di ciascuno siano garantite in ogni contesto e per questo lavoreremo presto ad una proposta di legge che impedisca ai social network di agire arbitrariamente: anche loro devono rispettare le leggi e le regole di uno Stato di diritto".

Redazione Nove da Firenze