"Emergenza Coronavirus, Conte ha lasciato il cerino in mano alle banche"

Commercio, Marchetti (FI): «Fondo perduto ormai unica ancora. Governo incapace di far arrivare sostegni e dare garanzie. Tocca alla Regione creare un portafoglio per le erogazioni e farsi garante per i soldi promessi"


«Dopo tanti annunci di milioni e miliardi di liquidità, il Governo si è dimostrato incapace di far arrivare i soldi alle persone e di far arrivare le garanzie proprie e di Sace alle banche che dovrebbero erogarli. Conte chiede un atto d’amore? Ma le banche non sono l’Opera Pia: custodiscono i risparmi di tutti ed è giusto che li tutelino o si mandano tutti i risparmiatori gambe all’aria. E allora, ora tocca alla Regione. Si lascino lavorare in sicurezza negozi e imprese, si vicari il Governo sulle garanzie alle erogazioni e, sui sostegni, si rastrelli il bilancio in ogni angolino per creare un portafoglio da aprire per le erogazioni a fondo perduto, che ormai con tutto questo ritardo rimangono la sola ancora di salvezza possibile. E non è detto che basti»: parola del Capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale Maurizio Marchetti che così si schiera al fianco dei commercianti che oggi si accingono a dar vita a una controserrata di protesta.

«Le attività sono state chiuse a marzo. In quel mese si sono annunciati i sostegni del Cura Italia. Ebbene: oggi siamo a maggio, primo giorno di ‘fase 2’ e la gran parte di questi imprenditori, negozianti, commercianti non ha ancora visto un centesimo – sottolinea Marchetti – né spesso avuto nemmeno accesso all’avvio delle pratiche gravate da stratificazioni burocratiche assurde sempre, assassine in questo grave tempo. Non solo: non li si lascia nemmeno riaprire. Non si aiuta, né si mette in condizione di riprendere a camminare da sé. Così è un atto di killeraggio economico. Noi non ci stiamo».
Marchetti si schiera dunque dalla parte degli esercenti: «Dimostrano di avere il loro protocollo? Dimostrano di aver adeguato i loro spazi alle misure anti-contagio? Ottimo, diamo loro il via libera. Farà bene a loro, farà bene a chi ancora dopo il lockdown può concedersi un acquisto. Farà bene e basta. Questo da un lato. Dall’altro però i soldi promessi col Cura Italia vanno erogati e replicati ma non bastano già più. Il prestito, piuttosto che lo slittamento delle scadenze, col passare delle settimane hanno perduto di senso: dopo due mesi senza entrate, ormai la sola possibile ancora per salvare il salvabile è il fondo perduto, possibilmente senza intermediari e dietro autocertificazione. Una forma di helicopiter money dallo Stato all’Iban dell’avente diritto. Non c’è altra soluzione».
Il Capogruppo di Forza Italia contesta duramente l’operato del Governo: «Conte ha promesso milioni e miliardi in interventi televisivi in diretta durante i telegiornali serali – incalza – e poi ha lasciato il cerino in mano alle banche che ancora attendono le garanzie promesse dallo Stato da un lato, da Sace dall’altro. E come dovrebbero fare a erogare i soldi, in assenza di garanzie? Conte invoca un atto d’amore: è matto? Le banche non sono enti benefici e i soldi che movimentano sono i risparmi di tutti noi. Volevano abolire la povertà, stanno abolendo persino la sopravvivenza. Coi suoi Dpcm Conte ha creato un corto circuito che rischia di incenerirci tutti».
Marchetti chiede coraggio alla Regione: «I cittadini il coraggio hanno dimostrato. Ora lo stesso coraggio deve dimostrarlo la Regione rimettendo in moto le attività, facendosi garante dei prestiti e trovando soldi da far arrivare subito. Ripartire in sicurezza si può e si deve. Oggi».

Redazione Nove da Firenze