Emanuele Petri: commemorazione per il 17° anniversario

La cerimonia stamani a Castiglion Fiorentino, in ricordo del sovrintendente capo della polizia di Stato, ucciso per mano delle Brigate rosse il 2 marzo 2003 sul treno 2304 Roma - Firenze


Questa mattina, a Castiglion Fiorentino (Arezzo), è stato commemorato il sovrintendente Emanuele Petri assassinato su un treno durante un conflitto a fuoco con due esponenti delle nuove Brigate rosse, il 2 marzo 2003. Medaglia d’Oro al valor civile alla memoria, Emanuele Petri, in servizio alla Polizia ferroviaria, perse la vita durante un'attività di controllo documenti su un treno regionale sulla tratta ferroviaria Roma-Firenze, all’altezza di Castiglion Fiorentino.

commemorazione Emanuele PetriLa cerimonia ha avuto inizio alle 10 con la Santa messa officiata da monsignor Riccardo Fontana presso la chiesa del Rivaio di Castiglion Fiorentino; alla cerimonia erano presenti il prefetto di Arezzo, Anna Palombi, il questore Salvatore Fabio Cilona, la signora Alma e Angelo, rispettivamente moglie e figlio del Sovrintendente, e le autorità locali.

Commemorazione Emanuele PetriLa cerimonia poi si è spostata sulla piazza della stazione ferroviaria della città dedicata al poliziotto morto in cui è presente un cippo a lui dedicato su cui è stata deposta una corona d’alloro.

Il comune di Cortona, con il sindaco Luciano Meoni, ha preso parte alla cerimonia di commemorazione: «Una tragedia enorme che sconvolse l’opinione pubblica e che non deve essere dimenticata», afferma Meoni. «17 anni dopo, il ricordo di quanto accadde quel giorno è ancora vivo e abbiamo il dovere di mantenerlo, sia per rispetto verso i familiari, sia per rispetto verso tutti coloro che hanno perduto la vita per mano del terrorismo. Tutti noi proviamo angoscia e orrore ogni volta che leggiamo di nuovi attentati – afferma Meoni ancor di più ricordando quella disgrazia, dove un servitore delle istituzioni perse la vita durante l’adempimento del proprio dovere. Il dolore si rafforza pensando che Petri era agente stimato presso la Polfer di Terontola. Il suo ricordo ci deve dare la forza per quella che è la nostra grande sfida, conclude Meoni: garantire la sicurezza, colpire ogni forma di propaganda del terrorismo ed evitare nuove forme di violenze. A chi semina paura si deve reagire con nuovo coraggio».

Redazione Nove da Firenze