Toscana: la droga non teme il coronavirus

Arrestato a Carmignano dopo essere stato sorpreso con cocaina e hashish. Commerciante di saponi “capocordata” dei traffici a Portoferraio


I carabinieri della Stazione di Carmignano, nel corso di un servizio di controllo del territorio volto al rispetto delle regole per il contenimento della diffusione del virus "Covid19", procedevano al controllo di un giovane sospetto che sostava nel parcheggio pubblico sito a lato della Chianti Banca a Carmignano. Il ragazzo 30enne, sottoposto a perquisizione, veniva trovato in possesso di tre dosi di cocaina, 50 grammi di hashish e 300 euro in contanti, sequestrati poiché ritenuti provento dell' attività di spaccio. Tratto in arresto per detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente, nonché sanzionato per il mancato rispetto delle restrizioni per il contrasto al "Covid 19", è stato sottoposto agli arresti domiciliari presso la propria abitazione a disposizione dell’autorità giudiziaria pratese.

Malgrado l’emergenza sanitaria nazionale, la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza di Livorno sono intervenute oggi per stroncare un ingente traffico - con spaccio e consumo di droga sull’intero territorio dell’Isola d’Elba - che era stato organizzato da un commerciante di saponi. Affiancando cioè alla sua attività economica, autorizzata alla vendita nel periodo di restrizioni anti-Covid, un redditizio traffico di cocaina destinato ai consumatori elbani. Così aveva ritenuto illecitamente di incrementare i suoi profitti durante l’attuale crisi che ha colpito l’economia, anche quella isolana. Nella mattinata odierna a operare sono state 27 Fiamme Gialle della Compagnia di Portoferraio (LI), coadiuvate da 4 cani anti-droga. Hanno dato esecuzione all’ordine impartito dalla Procura della Repubblica di Livorno a seguito dell’ordinanza di applicazione della misura cautelare personale degli arresti domiciliari scattata a carico di otto persone ed emessa dal G.I.P. del Tribunale labronico (operazione Soap & Drugs). Investigazioni lunghe e complesse, iniziate nel gennaio 2019 e portate avanti con intercettazioni telefoniche e ambientali nonché con una serie di blitz effettuati sempre dalla GdF di Portoferraio, tra i quali l’arresto di un tassista elbano che era stato trovato in possesso, in una delle prime fasi delle indagini, di oltre 80 grammi di cocaina. In base a quanto ricostruito, il “quartier generale” dei traffici illeciti, finalizzati allo spaccio e al consumo della droga, era proprio stabilito a Portoferraio, nell’ufficio direzionale dell’impresario (uno stanzino della saponeria) il quale, nonostante il suo impegno nel settore del commercio di detersivi, non si faceva scrupoli a frequentare pluripregiudicati. Tra le persone arrestate spicca inoltre la figura di un componente di un’altra famiglia imprenditoriale elbana, amministratrice di uno degli hotel più prestigiosi del capoluogo. Le ordinanze di custodia cautelare hanno colpito non soltanto il titolare, a Portoferraio, dell’attività di prodotti per la casa e per l’igiene, ma anche i suoi sette complici, sia sul territorio elbano, sia, un ottavo, il fornitore della droga, a Roma. Nel corso delle indagini è stato appurato il traffico finalizzato allo spaccio e al consumo di più di 2 chilogrammi di cocaina per un valore di mercato pari a circa 200 mila euro e sono state identificate ulteriori 27 persone, 3 segnalate all’Autorità giudiziaria e allo stato indagate, e 24 a quella prefettizia per violazioni alla normativa antidroga.

Redazione Nove da Firenze