Domani il report 2020 sulla criminalità a Firenze

In periodo Covid il rischio criminalità aumenta in modo esponenziale. Liquidità, burocrazia e criminalità i principali ostacoli per le imprese del terziario. A rischio usura soprattutto bar e ristoranti. n Toscana nel 2019 più di 1.600 casi di frode. Firenze è la provincia più colpita, con 390 casi, più di 1 al giorno


Firenze 18.07.2020.- Domani, domenica 19 luglio 2020 in occasione dell'anniversario della strage di via d'Amelio, alle ore 16.30, presso il giardino Caponnetto, la Fondazione Caponnetto presenterà il Report Omcom sulla criminalità a Firenze. In periodo Covid il rischio criminalità aumenta in modo esponenziale. Sono da attenzionare il riciclaggio, l'usura e le acquisizioni commerciali. L'area metropolitana fa gola ai gruppi criminali italiani e stranieri che, tra l'altro, incidono pure nelle cosiddette piazze di spaccio sul territorio. Di tutto questo si occupa il Report che ha ottenuto il patrocinio del Comune di Firenze. Sarà ufficialmente presentato alle ore 16.30 di domenica 19 luglio 2020 nel giardino Caponnetto, Lungarno del Tempio a Firenze. L’appuntamento è davanti alla targa che ricorda il giudice.

PREOCCUPAZIONE ANCHE A PISA

Prima il lockdown, una ripartenza che non c'è ancora, e sostegni alle imprese praticamente nulli, il rischio di infiltrazioni criminali nel tessuto economico aumenta progressivamente, anche in provincia di Pisa. A parlare è il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli: “L'indagine del Centro Studi di Confcommercio dimostra in tutta evidenza che l'esposizione degli imprenditori all'usura e ai tentativi della criminalità di appropriarsi di aziende, aumenta in condizione di temporanea ma grave fragilità come è l'attuale fase di post-lockdown. A rischiare più di tutti, soprattutto i bar e ristoranti, ovvero quelle attività che hanno sofferto e stanno soffrendo consistenti perdite di fatturato e di reddito”. L'indagine Format/Confcommercio, svolta a livello nazionale, evidenzia gli ostacoli maggiormente avvertiti dalle imprese durante l'emergenza sanitaria: liquidità e credito al primo posto (30,7%), calo dei consumi (29,8%), burocrazia (15%), costi della riapertura (13,3%), criminalità (11,1%). “La liquidità è uno dei problemi più gravi in questa fase, come dimostrano i dati più recenti di Banca d'Italia” - ammette Pieragnoli: “in Toscana il 21% delle imprese è a rischio illiquidità, percentuale che sale al 25% per le imprese del terziario e che tocca i livelli massimi per i comparti dell'alloggio e della ristorazione (32%). Proiettando questo dato a livello provinciale parliamo di qualcosa come 5-600 ristoranti e 3-400 bar. Comunque, è indiscutibilmente grave vedere comparire la criminalità tra i principali ostacoli dell'attività di impresa”. Secondo lo studio Confcommercio, l'indice di esposizione all'usura delle micro e piccole imprese del terziario in questa frangente storico è una frazione prossima al 10%. “Sarebbero più di duemila le imprese di Pisa e provincia esposte a pressioni della criminalità, almeno per quanto riguarda i prestiti a usura e l'acquisizione anomala, attraverso tentativi di acquisizione di attività a prezzi troppo inferiori o superiori a quelli di mercato; percentuale che sale al 13% per proprietari di bar e ristoranti, ovvero di quelle imprese tra le più fragili economicamente e per questo più vulnerabili” - ribadisce Pieragnoli. Un altro aspetto da evidenziare è che se da un lato due imprese su tre dichiarano molto o abbastanza efficace l'azione delle forze dell'ordine e della magistratura, e valutano altrettanto positivamente le diverse forme di collaborazione tra autorità centrali e locali, forze dell'ordine, magistratura e associazioni di categoria, dall'altro la comprensibile reticenza degli imprenditori a dichiararsi su questioni così delicate appare sensibilmente cresciuta durante la pandemia. “Come associazione siamo a disposizione di tutti gli imprenditori, per supporto, sostegno, consulenza e segnalazioni informali” - conclude il direttore Pieragnoli- “e ci rivolgiamo al prefetto Castaldo, al quale invieremo questo studio, confermandogli la nostra massima disponibilità alla collaborazione nell'ottica della tutela degli imprenditori, del rispetto della legalità e della salvaguardia del tessuto imprenditoriale pisano”.

LA SITUAZIONE DELLE FRODI IN TOSCANA

l’Osservatorio CRIF-Mister Credit sulle frodi creditizie tramite furti d’identità evidenzia che nel 2019 in Toscana, sono stati 1.652 i casi di frode rilevati, dato che posiziona la regione all’8° posto della graduatoria nazionale, guidata nell’ordine da Campania, Lombardia e Sicilia. A livello provinciale, il maggior numero di frodi creditizie è stato registrato nella provincia di Firenze, con 390 casi (che la collocano al 22° posto nel ranking nazionale), seguita da Pisa, con 216 (46^ posizione) e da Livorno, con 203. Oltre 150 casi in un anno anche a Lucca, Pistoia e Prato.

Redazione Nove da Firenze