Dipendenti comunali: da domani col test sierologico positivo tampone gratis alla ASL

La risposta ai rilievi dell’RSU di Palazzo Vecchio in materia di tempi certi e garanzie per chi si sottopone, su base volontaria, all’esame


a Regione Toscana ha definito di inserire tra i soggetti cui dare la priorità per la esecuzione dei test sierologici rapidi anche la Polizia Municipale e i dipendenti pubblici la cui attività implica contatto con il pubblico (per attività a contatto con il pubblico si intendono attività svolte in luogo pubblico e luogo aperto al pubblico nei confronti di un'utenza indistinta). Coloro che rientrano nelle tipologie sopra definite, sono chiamati a sottoporsi al test su base volontaria. Alcuni gruppi di loro hanno ricevuto la richiesta di comunicare entro domani lunedì 4 maggio alle ore 10 la propria disponibilità ad effettuare il test.

“Da domani in caso di test sierologico positivo il dipendente potrà chiamare direttamente l’ASL per richiedere il tampone senza passare dal proprio medico curante”. È quanto annuncia l’assessore al personale Alessandro Martini rispondendo alle preoccupazioni e ai rilievi evidenziati dalla RSU di Palazzo Vecchio. Premesso che “l’Amministrazione ha messo e mette sempre al primo posto la tutela e il benessere dei propri dipendenti”, l’assessore Martini ricorda come i sindacati abbiano giustamente evidenziato un problema di tempi certi e garanzie per i lavoratori che si sottoporranno al test. In particolare modo il fatto che alcuni medici curanti non si sarebbero resi disponibili “a redigere una certificazione sulla base di test non aventi valore diagnostico e conseguentemente a chiedere il tampone in assenza di sintomi coerenti”. “Prima dell’attivazione di questo screening - spiega l’assessore - avevamo informato i dipendenti che solo alcuni ricadevano tra coloro per i quali sarebbe stato effettuato prioritariamente il test sulla base dell’ordinanza regionale (Polizia Municipale e lavoratori che svolgono attività a contatto con il pubblico ), evidenziando che il test non forniva dati certi sulla malattia, che le persone sarebbero state messe in quarantena in attesa del tampone e che il test era volontario”. Sulla questione sollevata dai sindacati sulla “mancata richiesta del medico curante per l’effettuazione del tampone” l’assessore Martini aggiunge che “la Regione Toscana, anche su sollecitazione dei comuni, ha già risolto il problema e da lunedì ai laboratori di analisi forniranno a coloro che sono risultati positivi un numero telefonico della Asl per chiedere il tampone post test sierologico positivi”. La telefonata può essere fatta direttamente dal dipendente senza attestazione del medico curante. Inoltre, per velocizzare l’effettuazione del tampone, saranno date indicazioni per utilizzare anche le sedi di drive-trought, ovvero dove è possibile effettuare il tampone restando in auto. Per coloro che hanno già avuto un risultato positivo del test saranno direttamente i laboratori di analisi a comunicare gli elenchi alla ASL. Una procedura che riduce notevolmente i tempi. “Stiamo attraversando un periodo particolarmente difficile che ci ha messo di fronte ad emergenze inedite - sottolinea l’assessore - . E da domani con l’avvio della fase 2 le incertezze aumentano perché la gestione della ripartenza deve fare i conti con l’incognita della possibile, recrudescenza del virus. Per questo voglio ribadire alla RSU e a coloro i quali sollecitano chiarimenti su misure, peraltro richieste anche dai sindacati, che abbiamo non solo la necessità ma soprattutto la possibilità e la volontà di assumere insieme decisioni mirate alla qualità del lavoro e alla tutela dei nostri dipendenti” conclude l’assessore Martini.

"E’ indispensabile garantire ai lavoratori che si sottopongono al test la certezza di poter effettuare il tampone in caso di test positivo o dubbio, la certezza sui tempi del medesimo, il riconoscimento di impossibilità a recarsi al lavoro alla stregua della malattia in caso di esito positivo o dubbio del test fino all’esecuzione del tampone e il rinvio del termine previsto già per domani per comunicare la propria disponibilità a fare il test sierologico -interviene il consigliere di Forza Italia Jacopo Cellai, che in merito aveva presentato una domanda di attualità- Altrimenti il lavoratore che volontariamente decide di effettuare il test paradossalmente rischia di più di quello che si rifiuta. E questo non è accettabile".

Redazione Nove da Firenze