​Diamanti, il caso in Toscana: i risparmiatori chiedono i danni morali e patrimoniali

Dopo le indagini della Procura di Milano si aprono nuove possibilità di tutela ed intanto Confconsumatori sollecita Bpm a risarcire


La Procura di Milano ha disposto sequestri per 700 milioni nell'ambito delle indagini per truffa e riciclaggio, ultimo evento riguardante la vicenda dei diamanti venduti tramite canale bancario.
Alla luce delle indagini della Procura di Milano sulle banche che hanno venduto diamanti da investimento, i consumatori coinvolti potranno richiedere anche il danno morale, oltre a quello patrimoniale.

Anna D'Antuono, avvocato e consulente Aduc ricorda "Lo scorso 15 gennaio, dopo dilatori e inconsistenti "tavoli di conciliazione" che non hanno portato a nulla se non a far guadagnare tempo alle banche, la Intermarket Diamond Business (Idb) è stata dichiarata fallita dal Tribunale di Milano. I possessori di pietre che ancora non se le sono viste consegnare devono entro il prossimo 8 marzo presentare istanza di restituzione ai sensi dell'art. art. 87 bis, comma 1, della Legge Fallimentare. Tutti i danneggiati, che siano o meno in possesso delle pietre, devono -sempre entro il prossimo 8 marzo- valutare se fare comunque istanza di insinuazione al passivo. Istruzioni ed approfondimenti sono nell'articolo da noi pubblicato lo scorso 14 febbraio. Viene da chiedersi se davvero le banche - e per esse ci riferiamo ad Unicredit , Banco Bpm e agli altri istituti che secondo anche la sanzione Agcm (con il distinguo per la posizione di Ubi Banca e della Love Diamond) hanno collocato diamanti rivelatisi una solenne fregatura - non abbiano capito che si è giunti all'ultimo atto e che la Catena di Sant'Antonio (con rispetto per il Santo protettore dei poveri e degli oppressi) si è ormai spezzata. Ostinarsi nella decisione di non rimborsare i clienti a questo punto non avrà solo un costo in termini di credibilità, ma potrebbe portare ad un esborso maggiore. In un periodo in cui sembra essere di moda l'analisi costi benefici per ogni cosa, forse i vertici direttivi delle banche dovrebbero commissionarne una. Con urgenza".

In Toscana ad oggi i casi trattati per i diamanti sono circa 60 con risparmi bruciati per oltre 1 milione di euro, anche se alcuni hanno raggiunto transazioni con le banche coinvolte ottenendo rimborsi parziali dal 50 al 70% dell’investimento. "Rimborsi parziali che non andranno più bene per il fallimento Idb e per l’indagine della Procura di Milano" fa sapere Confconsumatori che si costituirà parte offesa insieme ai propri associati nel processo penale che si avvierà nei prossimi mesi. Per il momento, l’associazione continua a sollecitare Banco Bpm a risarcire i clienti danneggiati e ricorda ai consumatori che non hanno conservato i diamanti la scadenza dell’8 marzo per richiederne la restituzione. 

Confconsumatori riepiloga "Dopo che i risparmiatori hanno dovuto prendere atto del fallimento di Idb, la notizia delle articolate e complesse indagini della Procura di Milano che hanno condotto al sequestro di 700 milioni di euro a carico di Idb (già fallita il 10 gennaio 19) e di Dpi, oltre che delle cinque banche coinvolte nella vendita di diamanti (Bpm, Unicredit, Intesa San Paolo, Mps e Banca Aletti), evidenzia e certifica il comportamento quantomeno scorretto di banche e società venditrici".

 Confconsumatori assiste e tutela
centinaia di persone in tutta Italia, piccoli risparmiatori, famiglie, pensionati e piccoli imprenditori che, fidandosi del bancario di turno, sono stati convinti a investire i propri risparmi, talvolta anche totalmente o comunque in misura rilevante, in diamanti. "Investimenti che venivano ingannevolmente sbandierati come sicuri e addirittura facilmente smobilizzati. A questo punto, i consumatori-risparmiatori devono sapere che hanno diritto anche al risarcimento del danno morale, oltre a quello patrimoniale, essendo vittime inconsapevoli di reato".
Confconsumatori nei prossimi giorni si costituirà parte offesa insieme ai propri associati, depositando l'atto alla Procura di Milano. Inoltre, l’associazione chiede, in attesa della fine delle indagini, "che Banco Bpm, unica banca che ad oggi non ha risarcito per intero i propri clienti, si affretti a rimborsare il danno patrimoniale totale al 100% in favore delle vittime".

Anche il Codacons scende in campo a tutela degli investitori coinvolti. "Al di là delle singole responsabilità che saranno accertate dalla magistratura, tutti coloro che hanno investito i propri risparmi nell’acquisto dei diamanti oggetto di inchiesta da parte della Procura di Milano devono avere indietro quanto pagato – afferma l’associazione – Se ciò non avverrà, sarà inevitabile una pioggia di azioni risarcitorie nelle aule di giustizia, di cui il Codacons si farà promotore in tutta Italia.
In tal senso l’associazione – che già nel 2017 attraverso un esposto all’Antitrust fece elevare una multa per più di 15 milioni di euro nei confronti due società venditrici di diamanti e 4 banche, per aver venduto le pietre a prezzi gonfiati - chiede oggi un incontro con gli istituti di credito coinvolti nella vicenda al fine di studiare i meccanismi di rimborso in favore degli investitori".

Redazione Nove da Firenze