Democratici: domani Carlo Calenda a Firenze

Prima all'università di Novoli e poi alla Feltrinelli di piazza della Repubblica


Giovedì 8 novembre alle ore 15:30 Carlo Calenda presenterà il suo libro Orizzonti Selvaggi (Feltrinelli), intervistato dai Giovani Democratici di Firenze, presso le Librerie Universitarie, al Polo di Scienze Sociali di Novoli. Poi, dalle ore 18.00, sarà alla Feltrinelli di piazza della Repubblica 26. Partecipa Enrico Rossi

Alessio Franchino Segretario Metropolitano GD Firenze spiega “Un pezzo importante della classe dirigente ha da tempo rotto la relazione di fiducia con i cittadini. Il libro cerca di ricostruire le motivazioni del declino di una intera classe politica. Ne discuteremo con l'autore in un confronto aperto. Intervistandolo ma anche provando a portare la nostra idea di una classe politica che ha più che mai bisogno di una struttura solida, legata al territorio. L'idea di un partito liquido ha avuto la sola funzione di evidenziare le disfunzioni di una struttura in declino. Siamo ancora convinti però, nell'epoca del pensiero veloce, dei messaggi istantanei, che un Partito granitico possa avere un valore, una funzione di formazione, di filtro al bombardamento di informazioni scorrette. Ed infine un partito che possa essere un argine vero, fatto di persone, alle aggressioni verso i più deboli, verso le vittime della nostra società. I Giovani Democratici ci sono e sono forti, siamo pronti a lanciare questa sfida a tutta la classe dirigente del PD" conclude il segretario Franchino. 

Carlo Calenda è stato viceministro dello Sviluppo economico con delega al commercio internazionale, Rappresentante permanente dell’Italia presso l’Unione europea e da marzo 2016 ministro dello Sviluppo economico, prima con il governo Renzi e poi con il governo Gentiloni. Ha presieduto il consiglio del commercio dell’Ue, di cui è stato membro per cinque anni, durante il semestre di presidenza italiana, e i G7 Energia e Innovazione. Prima di entrare in politica è stato manager alla Ferrari, a Sky e direttore degli Affari internazionali in Confindustria. È stato uno dei fondatori di Scelta Civica nel 2013. Con Feltrinelli ha pubblicato Orizzonti selvaggi. Capire la paura e ritrovare il coraggio (2018).

Il libro

Molte certezze che hanno accompagnato le ultime generazioni si sono sgretolate. In Occidente il passato recente è diventato sinonimo di sconfitta, il futuro di paura e il presente di ingiustizia. La ragione non sta solo nella velocità delle trasformazioni tecnologiche ed economiche, che per la prima volta ha superato la capacità della società di adattarvisi. La responsabilità è in gran parte della classe dirigente che, arrendendosi davanti alla rapidità del cambiamento, ha rinunciato a governarlo, rompendo così la relazione di fiducia con i cittadini. La tecnica ha sostituito la politica e travolto il pensiero, la cultura, l’identità e infine l’uomo. Per questo le forze populiste e sovraniste, che hanno ridato diritto di cittadinanza alle paure diffuse, vincono le elezioni e mettono in discussione i principi della democrazia liberale. La sfida per i progressisti non è esorcizzare la paura con gli slogan, ma comprenderla e affrontarla mettendo in campo un progetto per una democrazia che abbia l’obiettivo di tutelare i diritti e le libertà e di potenziare l’uomo e la società, anche attraverso l’azione di uno Stato capace di proteggere gli sconfitti e gestire le trasformazioni. Perché quella che è iniziata è una battaglia per la democrazia, e i progressisti la stanno perdendo per mancanza di visione, progetti e iniziativa politica. La Storia è tornata in Occidente. È un ritorno che spaventa, ma che al contempo può spingere nuovamente le persone a impegnarsi. Questo libro ricostruisce le ragioni della caduta dell’Occidente, analizza la consistenza delle paure globali e propone una visione e un progetto per affrontarle. Immergersi nelle inquietudini e definire i contorni dei nostri orizzonti selvaggi è il primo passo per ricostruire un pensiero politico credibile, capace di coinvolgere e mobilitare i cittadini. Perché “la paura ci accompagna sempre. In qualunque epoca, in qualsiasi mare. Capirla e dominarla è lo spirito del progresso. E il progresso è lo spirito dell’uomo”.

Redazione Nove da Firenze