Delfini spiaggiati: troppi cetacei morti nel mare toscano

L'esito delle analisi dimostra la presenza di Morbillivirus CeMV. Fratoni: "Analisi mostrano anche presenza DDT e PCB, Italia firmi carta di Stoccolma"


FIRENZE- Dall'inizio dell'anno 40, 22 solo nel periodo estivo (1 giugno-11 agosto). Sembra essere il Morbillivirus la causa dei numerosi decessi dei delfini trovati spiaggiati lungo le coste toscane nel corso degli ultimi mesi. L'unità operativa Toscana Nord dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale Lazio e Toscana ha trasmesso all'assessorato regionale all'ambiente l'esito delle analisi degli organi prelevati ad alcuni dei delfini spiaggiati (si ricorda che l'autopsia è stata possibile solo sugli esemplari rinvenuti poco dopo il decesso e quindi in condizioni non alterate dal deterioramento dei tessuti). I 4 soggetti analizzati dall'IZS (tutti ritrovati sulle coste toscane nei mesi di giugno e luglio 2019) hanno evidenziato "una importante positività per il Morbillivirus dei cetacei (CeMV)", secondo quanto riportato nella relazione. Tutti e quattro i soggetti, dunque, sono risultati positivi al virus CeMV, che colpisce soltanto i cetacei ed è patogeno solo per questi animali.

"Le indagini istologiche ed in parte quelle batteriologiche risultano ancora in corso - si legge ancora nella relazione - ma i dati preliminari sembrerebbero confermare il sospetto diagnostico per CeMV. Il riscontro di morbillivirus nei mammiferi marini spiaggiati in Toscana non è una novità; già nel 2013 e ancora nel 2016 si è assistito ad importanti epidemie di tale virosi che però hanno interessato principalmente la specie Stenella striata". La relazione si conclude ricordando che "ulteriori indagini di epidemiologia molecolare, per stabilire una eventuale correlazione tra le epidemie del 2013 e del 2016 sono in corso sugli stipiti virali isolati".

Le analisi relative ai casi toscani sono seguita dall'IZS Lazio e Toscana, mentre di altri casi in altre regioni (soprattutto in Liguria) si occupa il Centro di Referenza Nazionale per la diagnosi dei Mammiferi marini spiaggiati (C.Re.Di.Ma) presso l'IZS del Piemonte Liguria e Valle d'Aosta.

"L'esito delle analisi batteriologiche delle prime 4 autopsie sembra andare in un'unica direzione, la presenza di Morbillivirus CeMV - dice l'assessore regionale all'ambiente Federica Fratoni - E' una risposta che in qualche modo ci aspettavamo, ma che non può certo rallegrarci visto che nel 2013 il Morbillivirus CeMV causò la morte di molti delfini. Si tratta di un virus pericoloso esclusivamente per i cetacei, che i delfini si trasmettono attraverso il contatto fisico. Dunque al momento non sembrano esserci pericoli ambientali, tuttavia è triste prendere atto di quanto sta avvenendo e sentirsi impotenti davanti alla morte di queste splendide creature". "Attendiamo l'esito della altre 4 autopsie effettuate - ha concluso l'assessore e delle analisi ecotossicologiche portate avanti dall'Università di Siena su richiesta della Regione Toscana, ma le analisi del primo gruppo non lasciano spazio a molti dubbi". I delfini sottoposti ad autopsia per i quali è stato diagnosticato il Morbillivirus CeMV sono:- soggetto n.1: maschio adulto rinvenuto il 27 giugno all'Isola d'Elba;- soggetto n.2: femmina adulta rinvenuta il 21 luglio a S.Vincenzo (LI);- soggetto n.3: maschio adulto rinvenuto il 21 luglio a Viareggio (LU);- soggetto n.4: femmina adulta rinvenuta il 25 luglio a Baratti (LI). Da gennaio ad agosto 2019 sono stati recuperati 37 cetacei spiaggiati. Il primo semestre dell'anno non mostra grandi differenze statistiche rispetto al numero delle carcasse rinvenute negli stessi periodi degli anni precedenti, mentre dal mese di giugno si registra un picco, con ben 21 delfini spiaggiati (15 tursiopi, 4 stenelle e due animali di specie indeterminata per la cattiva conservazione delle carcasse), cioè il 58,33% del totale da gennaio.

"Siamo impotenti davanti a questo virus - continua l'assessore - ma potremmo fare molto circa un altro problema evidenziato dalle analisi di tessuti e degli organi prelevati durante gli esami autoptici dei delfini, infatti la nota dei tre istituti evidenzia livelli elevati di DDTs e PCBs, policlorobifenili organoclorurati di vecchia generazione utilizzati anche come insetticidi ed ancora presenti nel Mar Mediterraneo. Questi prodotti possono avere un effetto immunosoppressore e dunque possono aver contribuito al diffondersi della malattia ed ai suoi effetti. Per questo faccio un appello al Governo perchè finalmente l'Italia aderisca alla Convenzione di Stoccolma del 2001, che mette al bando gli inquinanti organici persistenti. Il nostro è l'unico Paese europeo a non aver ancora sottoscritto quel patto di civiltà ed è giunto il momento di rimediare a questo errore".

Redazione Nove da Firenze