Decesso Ospedale di Livorno, sepolto senza avvisare i parenti: protesta della comunità senegalese

​Circa un centinaio questa mattina i manifestanti arrivati all'Ospedale di Livorno per protestare


Un paziente del reparto di malattie infettive non ce l'ha fatta e dopo 5 mesi di cure è deceduto. L'uomo, residente a Livorno da quasi 30 anni, diventa una salma da trasferire alla tumulazione. Secondo la comunità senegalese, alla quale il deceduto appartiene, la procedura sarebbe stata sbagliata. Secondo la Asl l'operato dei sanitari ha rispettato i protocolli.
L'uomo, un livornese di origini senegalesi, ha diritto ad una degna sepoltura che potrebbe prevedere una nuova tumulazione?

 I fatti. L'uomo, un senegalese di 59 anni, residente a Livorno da 28 anni e con regolare permesso di soggiorno è morto il 15 gennaio nel reparto di malattie infettive. La salma è stata trasferita in camera mortuaria, da qui al cimitero dove il venerdì 19 sarebbe stato sepolto.

L'accusa “Nessuno ha avvertito del decesso i familiari, la comunità senegalese oppure il consolato senegalese”. La notizia della morte sarebbe stata appresa solo domenica scorsa, casualmente durante una visita in reparto.
La comunità ha messo in evidenza che "è musulmano, ha diritto di scegliere come e dove essere sepolto".

L’Azienda Usl Toscana nord ovest interviene ed esprime le proprie condoglianze alla comunità senegalese "per la perdita del loro membro avvenuta martedì scorso 15 gennaio all’Ospedale di Livorno".

"L’uomo è stato ricoverato per circa 5 mesi nel reparto di Malattie Infettive -spiega in una nota l'Azienda Usl Toscana nord ovest - dove ha ricevuto tutte le cure necessarie alla gestione di una patologia con prognosi infausta e in fase avanzata che, alla fine, ha avuto il sopravvento. Come previsto dalle procedure in questi casi, il personale del reparto ha chiamato, come si potrà evidenziare a seguito di riscontri tecnici, i numeri segnalati dal paziente in cartelle clinica che sono gli unici autorizzati ad essere informati sulla sua situazione clinica. Dai due cellulari indicati dal paziente non è però arrivata alcuna risposta nonostante sia stato lasciato anche un messaggio nella segreteria telefonica.
La salma, come avviene in caso di decessi ospedalieri, è stata successivamente trasferita alla morgue. Qui vi è rimasta per le 48 ore indicate per la presentazione dei familiari. Trascorso senza esito questo tempo è stato successivamente contattato il servizio di polizia mortuaria per il trasferimento al cimitero comunale".

Redazione Nove da Firenze