Dal 1 aprile abolito il superticket di € 10 per la digitalizzazione

Niente più costi sanitari aggiuntivi per i cittadini. Nuovo blocco operatorio del Santa Maria Nuova: sale hi tech nell’ospedale più antico del mondo. A Careggi interventi urologici all’avanguardia trasmessi dalle sale di Firenze al Congresso SIU LIVE di Roma. Nuovi protocolli per l'ictus negli ospedali AUSL TC. Anche nell'Asl Toscana nord ovest aumentano i trattamenti e si riduce la percentuale dei decessi


FOTOGRAFIE — FIRENZE- Da lunedì 1° aprile sarà abolito il cosiddetto “superticket”, ovvero il contributo di 10 euro per la digitalizzazione applicato alle prestazioni specialistiche di diagnostica per immagini (RM, TC, ecografie, RX, scintigrafie) secondo quanto è stato stabilito dalla Regione Toscana con delibera nel febbraio scorso. I cittadini non dovranno più sostenere il contributo che non sarà più previsto tra le voci di compartecipazione alla spesa sanitaria,riducendo così i costi per l’accesso alle prestazioni. 

La misura era già stata annunciata nella conferenza stampa di fine anno, e adottata con una delibera del febbraio scorso. Il contributo di 10 euro era stato introdotto in seguito alla Finanziaria del 2011, che imponeva alle Regioni un gettito, attraverso l'adozione di superticket. La Toscana introdusse i ticket aggiuntivi, facendo però la scelta di graduarli in base al reddito, ed esentando dal pagamento le famiglie con reddito inferiore ai 36.000 euro. Nel 2012 introdusse il contributo di 10 euro per la digitalizzazione, da applicare a tutte le prestazioni di diagnostica per immagini (Rm, Tc, ecografie, Rx, scintigrafie). Un contributo dovuto da tutti gli utenti (fino a un massimo di 30 euro l'anno) e applicato anche alle prestazioni erogate in pronto soccorso e cui non segue il ricovero. La Regione Toscana vuole sostenere i cittadini e le famiglie, riducendo i costi per l'accesso alle prestazioni sanitarie. Per farlo, utilizzerà i risultati del percorso di razionalizzazione della spesa intrapreso in quest'ultimo anno. In Toscana il contributo di 10 euro per la digitalizzazione pesa sul bilancio della sanità per circa 18 milioni (12,5 milioni per le prestazioni ambulatoriali, 5 per il pronto soccorso). Secondo i calcoli fatti dagli uffici regionali, i minori ricavi saranno compensati: dalle risorse assegnate alla Toscana in base alla ripartizione del fondo di 60 milioni previsto dalla legge nazionale 205 del 27 dicembre 2017, "Bilancio di previsione dello Stato per l'anno finanziario 2018 e bilancio pluriennale per il triennio 2018-2020"; e dai risparmi sui costi d'esercizio delle aziende sanitarie, da realizzarsi nell'ambito del complessivo percorso di efficientamento e razionalizzazione in atto nel Servizio sanitario regionale, senza che si determini la necessità di finanziamenti aggiuntivi a carico del bilancio regionale in favore di Asl e enti del SSR.

LAzienda Usl Tc si è già attivata per aggiornare i software Cup territoriali affinché non venga più calcolato il contributo di digitalizzazione per le prestazioni erogate. Da lunedì i Cup di Firenze, Prato, Pistoia ed Empoli saranno allineati con la nuova procedura informatica.

Sarebbe certamente stupito e meravigliato Folco Portinari, il padre della Beatrice cantata da Dante Alighieri, se sapesse che, dopo 731 anni, l’ospedale Santa Maria Nuova, che egli fece edificare donando il terreno, oggi rappresenta ancora una viva testimonianza dell’evoluzione sanitaria. Sono stati investiti 3 milioni di euro per l’intervento strutturale e 1 milione di euro per rinnovare l’intera dotazione chirurgica, tecnologica ed informatica. Nuova anche la Centrale di Sterilizzazione (altri 180.000 euro). Sale hi tech sono state dunque realizzate all’interno di un ospedale che è in attività dal 1288, oggi diretto dalla dottoressa Francesca Ciraolo. L’ingegnere Luca Meucci, dell’area tecnica aziendale, che ha coordinato l’intervento, è riuscito a innestare le esigenze richieste dalla moderna chirurgia, all’interno di una area monumentale di grande valore storico, artistico, culturale e scientifico. Le nuove sale, infatti, sono equipaggiate di sistemi di chirurgia videolaparoscopica di ultima generazione con processore ad altissima risoluzione (4k), uno dei quali completo di modulo per visione 3-D. La dotazione delle tecnologie elettromedicali, comprende, tra le altre, tavoli operatori, sistemi di monitoraggio multiparametrico con centralina dedicata, sistemi portatili di diagnostica d’immagine ed apparecchiature dedicate alle diverse specialità chirurgiche. E’ anche presente un sistema di Integrazione Video che consente la gestione e l’indirizzamento di tutti i segnali video in sala operatoria, con possibilità di registrazione, videoconferenza e interfacciamento con la rete degli altri sistemi informatizzati ospedalieri, per la visualizzazione di immagini radiologiche e anagrafica dei pazienti. Le équipe che si alternano nelle sale sono quelle di chirurgia generale e di chirurgia bariatrica dirette dal dottor Marcello Lucchese, di otorinolaringoiatria diretta dal dottor Paolo Porzio, di ginecologia diretta dal dottor Alberto Mattei e di ortopedia e traumatologia diretta dal dottor Giovanni Zaccherotti, oltre a quelle di anestesia e rianimazione dirette dal dottor Massimo Barattini. Le sale sono coordinate dal dottor Simone Giannozzi. L’organico che afferisce alle sale operatorie comprende 11 chirurghi, 7 otorinolaringoiatri, 4 ginecologi, 4 ortopedici 10 anestesisti, 20 infermieri e 6 operatori socio sanitari. Interessante ricordare che nel mese di maggio durante il quattordicesimo congresso internazionale dei ginecologi è prevista anche una lezione magistrale di anatomia su cadavere live surgery che si svolgerà nelle stesse sale del comparto operatorio che nel 500 furono utilizzate da Leonardo da Vinci.

Nei giorni scorsi l’Urologia oncologica dell’Azienda Careggi di Firenze ha partecipato ad uno dei maggiori eventi scientifici internazionali del settore il SIU LIVE di Roma con 35 centri collegati in videoconferenza che hanno trasmesso oltre 100 procedure chirurgiche in diretta. Nelle sale di Careggi sono stati eseguiti 3 interventi con tecniche particolarmente innovative di chirurgia robotica e mini invasiva. Nella prima giornata, il Professor Lorenzo Masieri, direttore dell’urologia dell’ospedale pediatrico Meyer, ha eseguito una nefrectomia parziale per tumore del rene condotta mediante la tecnica di enucleazione robot assistita Endoscopic Robot Assisted Simple Enucleation che consente di asportare la neoplasia garantendo la massima preservazione funzionale dell’organo. Quindi il dottor Agostino Tuccio e il dottor Afonso Crisci hanno eseguito una particolare procedura endoscopica per il trattamento della calcolosi renale complessa. Nella seconda giornata il professor Andrea Minervini, responsabile del programma di chirurgia mini invasiva robotica dell’Urologia oncologica e andrologica diretta dal professor Marco Carini, ha eseguito un intervento di ricostruzione della vescica con una tecnica messa a punto dallo stesso Minervini e da Carini chiamata Florence Robotic Intracorporeal Neobladder che consiste nella sostituzione delle vescica affetta da tumore con un nuovo organo ricostruito utilizzando una parte dell’intestino del paziente.

Si è svolta ad Empoli la prima Conferenza dello Stroke System, organizzata dal direttore del dipartimento delle specialistiche mediche dottor Giancarlo Landini e dal direttore della struttura complessa di medicina dottor Luca Masotti, con lo scopo di mettere a fuoco i percorsi diagnostico terapeutici assistenziali fino ad oggi realizzati, e di fare il punto sui progetti futuri nell’assistenza allo stroke nell’Azienda USL Toscana Centro. E' stato un evento che ha visto l'aula magna del Polo per la Formazione aziendale gremita di professionisti che hanno seguito i lavori per l'intera giornata. L'ictus rappresenta la terza causa di mortalità e la principale causa di disabilità nell’età adulta. Il dottor Pasquale Palumbo, direttore dell’area aziendale malattie cerebrovascolari e degenerative, ha spiegato che l’appropriata gestione di questa temibile patologia richiede un’efficiente organizzazione, all’interno di una rete ospedaliera coordinata con percorsi omogenei e condivisi secondo il modello dell’intensità di cura. All’interno dell'Azienda USL Toscana Centro, un gruppo di lavoro multidisciplinare compone lo Stroke System aziendale che ha la finalità di elaborare, condividere e diffondere percorsi diagnostico-terapeutico-assistenziali basati su evidenze consolidate di letteratura da applicare nelle singole realtà ospedaliere.E’ emerso che tutti gli otto ospedali della rete ictus dell’Azienda stanno lavorando per migliorare e rendere più omogeneo il trattamento dell'ictus che richiede tempestività ed efficienza organizzativa, perchè circa l'80% degli ictus se trattati entro le prime ore possono trarre notevole benefici fino ad un recupero completo. Nel 2018 sono stati trattati con trombolisi 437 pazienti in fase clinica acuta con un incremento di 80 trattamenti rispetto l'anno precedente.Si è anche discusso dell'implementazione di un protocollo sperimentale che sulla base delle ultime evidenze scientifiche disponibili e con l'ausilio della Risonanza Magnetica, prevede di trattare anche i pazienti con ictus ad esordio indeterminato. Inoltre sono stati analizzati altri progetti come un protocollo per stabilire lo stato di salute dei pazienti dopo 3 mesi dalla dimissione o anche su come organizzare nell'ospedale per intensità di cure le aree dedicate all'assistenza all'ictus. Infine nel corso dell'evento è stato presentato un protocollo per la gestione dell'emorragia cerebrale nei setting dell'emergenza.

Aumentano i trattamenti di fibrinolisi effettuati e si riduce in maniera significativa la percentuale di decessi entro 30 giorni per ictus anche all'Azienda USL Toscana nord ovest. Come emerge dagli ultimi dati relativi al percorso ictus, le azioni realizzate all’interno dell’area vasta nord ovest -insieme a Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana- hanno infatti portato ad un notevole miglioramento sia in termini quantitativi che in termini qualitativi degli indicatori di attività di processo e di esito. La fibrinolisi è un trattamento che viene effettuato in urgenza in un centro specializzato (stroke unit) a seguito dell’insorgenza dei sintomi di un ictus ischemico, che è causato dall’improvvisa ostruzione di un’arteria cerebrale. In caso di ictus, un intervento precoce può fare la differenza nel percorso diagnostico-terapeutico dell’ictus in fase acuta. Il fattore tempo è infatti determinante per la corretta gestione di una patologia che rappresenta la principale causa di disabilità permanente, la seconda causa di demenza e la terza causa di morte nella popolazione. Per quanto riguarda i trattamenti complessivi in area vasta nord ovest, il trend degli ultimi anni è in continuo aumento: si è passati da 135 nel 2014, a 174 nel 2015, a 275 nel 2016, fino a 375 nel 2017, con particolare sviluppo delle procedure interventistiche. Proprio nel 2017 nella nord ovest si è registrata la migliore performance regionale rispetto alla percentuali di pazienti con ictus candidabili alle procedure fibrinolitiche o interventistiche e di pazienti trattati. La tendenza per i trattamenti salva-vita (fibrinolisi) garantiti ai pazienti con ictus è in costante incremento - oltre che a livello complessivo - anche nei singoli territori: dal 2015 al 2017 a Massa si è passati da 42 trattamenti a 59, a Lucca da 27 a 49, in Versilia da 15 a 18, a Pontedera da 0 a 10, a Livorno da 36 a 38, a Cecina da 0 a 17, a Piombino da 0 a 10, all’isola d’Elba (telestroke) da 0 a 10. La rete ictus è inoltre integrata con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana che effettua i trattamenti fibrinolitici per i casi che si verificano nel territorio di Pisa e rappresenta il centro di riferimento al quale sono inviati, applicando le specifiche procedure concordate tra gli ospedali dell’area vasta, i casi che necessitano di intervento di disostruzione meccanica intraarteriosa. Questo intervento, che consiste nelle rimozione meccanica dell’ostruzione presente in un arteria cerebrale, rappresenta un’ulteriore possibilità di recupero per il paziente colpito da ictus. I trattamenti effettuati nell’ospedale di Cisanello nel 2017 sono stati 103 di cui 41 di disostruzione meccanica e sono in continuo aumento. Contemporaneamente la percentuale di decessi entro 30 giorni per ictus, nell’area vasta nord ovest si è ridotta in maniera significativa: secondo i dati dell’Agenzia regionale di sanità si è passati dal 15,3% del 2015 all’11,6 del 2016 fino al 9,8% del 2017. Il trend dei trattamenti per l’anno 2018 conferma un ulteriore miglioramento della performance della rete ictus di area vasta.

Redazione Nove da Firenze