Da "importante" a "diffusa": come si evolve il linguaggio politico in Toscana

Il termine più utilizzato resta "importante", ma dopo mesi di battage sulla "Toscana diffusa", il primato comincia a vacillare


Se provassimo a indicare la parola da sempre più abusata nel gergo politico e istituzionale toscano, vincerebbe a mani basse il termine “importante”. Ovvio, penserete. Non è detto. Il giudizio “importante” ha subìto un’autentica impennata sotto le due giunte di Enrico Rossi. L’ex presidente ha utilizzato questa parola, nei suoi dieci anni, ad un ritmo crescente. Praticamente ogni iniziativa è stata salutata da Rossi col termine ‘importante’. Un buon modo per uscire dall’imbarazzo delle dichiarazioni iniziali, in conferenza stampa o durante un convegno. E del resto chi può negare che qualcosa che viene organizzato dalla Regione o da un Comune debba essere “importante”? Con varie declinazioni: “trovo importante”, “è molto importante”, “è sicuramente importante che”. E questo termine resta in cima alla classifica. Se un giornalista prova a fare la ricerca nella propria posta, troverà ogni giorno dai 10 ai 20 comunicati che utilizzano la parola ‘importante”. Soltanto nella giornata di oggi, 7 gennaio, si sono registrati “un importante traguardo tecnologico”, “un momento importante per gli studenti”, una “importante conclusione di lavori”, “un importante lavoro fatto in questi mesi” e così via.

Ma la leadership del termine “importante” comincia a essere minacciato dagli aggettivi “diffuso” e “diffusa”. Tutto è cominciato il 21 gennaio 2020, quando l’attuale presidente Eugenio Giani lanciò la sua campagna elettorale marcando il concetto di “Toscana diffusa” su cui poi ha insistito a ogni comizio, e insiste tuttora in ogni intervento. E pure per festeggiare la sua elezione, Giani ha ribadito di credere nella “Toscana diffusa”, oltre che “unita”.

Ma che cos’è la Toscana diffusa? che significa? Gli addetti ai lavori, dopo un anno che lo sentono ripetere, un po’ un’idea vaga se la sono fatta. Sostanzialmente, si tratta di rendere il territorio toscano il più uniforme possibile in termini di diritti, servizi e trattamento da parte delle istituzioni. Rimane un po’ l’imbarazzo, diffuso anch’esso, ogni volta che si sente ripetere che la Toscana è o deve essere “diffusa”. Un po’ come se in Umbria, in mancanza di un’Umbria diffusa, potesse saltare fuori un pezzettino di Marche o di Lazio.

L’espressione però ha attecchito, al punto che, adesso, quando un sindaco, deve ottenere più posti letto o più corse di pullman per i propri concittadini, ricorda a Giani che “più volte ha manifestato l’idea di valorizzare quella che lui stesso ha definito la Toscana diffusa”.

Dopodiché l’espressione “diffusa” ha iniziato a diffondersi, appunto, a macchia d’olio. Iniziano i lavori per la banda ultra-larga a Cinigiano? Non c’è problema, ecco l’assessore Ciuoffo che prontamente festeggia “il consolidamento del concetto di Toscana diffusa e connessa”. Saranno investiti soldi del Recovery Fund nel trasporto pubblico locale? Per l’assessore Baccelli non si tratta di altro che della “mobilità leggera nella Toscana diffusa”.

Il sindaco Nardella (questo era lo scorso maggio) era convinto di poter ripartire con i festival e i teatri? Bene, diamo largo alla “cultura diffusa”. Vengono rinnovati i finanziamenti ai teatri? Benissimo, per la consigliera regionale Cristina Giachi è la volta del “teatro toscano diffuso”. E poi abbiamo il presidente del Consiglio regionale, Antonio Mazzeo, pronto a difendere “il principio di Toscana Diffusa [maiuscolo] dei piccoli borghi”. E l’elenco potrebbe continuare all’infinito, googlare per credere. Fino ad imbattersi in qualcuno che si è talmente assuefatto a un certo tipo di messaggio da utilizzarlo pure su Tripadvisor: ci siamo fermati a pranzo appena arrivati in zona, quasi a caso. Il luogo è perfettamente inserito nel contesto storico locale, con arredi in legno e tanta toscanità diffusa, quindi perfetto” (La Bottega di Giovannino).

ps. volendo variare, il dizionario suggerisce i seguenti sinonimi: sparso, largo, esteso, ampio, dilatato, emanato, sprigionato, emesso, versato.

Marco Bazzichi