Cyberbullismo, proposte del Corecom Toscana: contrasto, prevenzione e punizione

Brogi: “Occorre un patentino per l’uso consapevole della rete”. Pinzani: “Empatia come deterrente al bullismo”


“Il bullismo oggi è ancora più insidioso, con l’avvento dei social quella che un tempo poteva essere una battuta che si cancellava a fine giornata, oggi resta nella memoria digitale”. Con queste parole il presidente di Corecom Toscana Enzo Brogi ha aperto, in Consiglio regionale, il convegno “Sbullizziamoci”, organizzato in occasione della giornata nazionale contro bullismo e cyber bullismo.

In collegamento skype, la senatrice Elena Ferrara, prima firmataria della legge contro il cyberbullismo, (la 71 del 29 maggio 2017) ne ha ricordato l’importanza: “è uno strumento che non solo indica le misure di carattere preventivo e educativo nei confronti dei minori, ma individua anche percorsi formativi del personale scolastico”, referenti nelle scuole con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto del cyberbullismo, promuove un ruolo attivo di studenti ed ex studenti in attività di peer education. (educatori alla pari, della stessa età). La legge è stata dedicata a Carolina Picchio, la ragazza che si è tolta la vita a 14 annidopo essere stata vittima di episodi di cyberbullismo.

Di fronte ad una platea di studenti del liceo Giovanni da San Giovanni Val d’Arno e dell’Istituto comprensivo Balducci di Fiesole, sono stati numerosi gli interventi di tecnici, studiosi, giornalisti che da tempo si occupano della materia e le testimonianze di giovani vittime del dark web come Chiara La Porta.

“È un momento per ragionare con i ragazzi – ha detto Brogi –. Vogliamo dare loro un avvertimento affinché usino con attenzione la rete. Quando andranno a cercare lavoro, più del curriculum conteranno i profili social”. Per questo, secondo il presidente del Corecom, “ci vorrebbe un ‘patentino’ per l’educazione all’uso consapevole della rete internet e ai diritti e doveri ad esso connessi, una sorta di manuale di istruzioni d’uso del telefonino, uno strumento fantastico che può trasformarsi in un’arma pericolosa”. Fondamentale, poi, lavorare in sinergia con le scuole, le famiglie e con la polizia postale.

Sulla necessità “di attrezzare il nostro sistema penale” si è soffermato il presidente del Consiglio regionale, Eugenio Giani. “Per poter ‘sbullizzare’ – ha detto Giani – vanno introdotti nuovi reati rivolti specificatamente alla rete; soprattutto se penso alle ‘fake news’, alla querela della persona offesa, all’effetto che possono produrre sia dal punto di vista della deformazione dell’informazione che dei riflessi psicologici sugli adolescenti ”. “È il momento di rendersi conto – ha aggiunto il presidente – che una parte preponderante della comunicazione ormai passa dai social e che i ragazzi ne sono dipendenti. L’agorà oggi è la rete”.

Milva Segato dell’Ufficio scolastico regionale ha parlato di un “fenomeno preoccupate, non solo per le segnalazioni che arrivano alle scuole, ma per i dati che Istat dava già nel 2014 e che oggi si pensa siano in aumento esponenziale”. “Poco più del 50 per cento degli 11-17enni – ha ricordato Segato – ha subito qualche episodio di cyber bullismo e bullismo. Il 19,8 per cento subisce atti di bullismo più volte al mese e le ragazze sono più di frequente vittime di cyber bullismo” (7,1% contro il 4,6% dei ragazzi, ndr).

Pesante è l'impatto del cyberbullismo sulla vita di molti teenager e adolescenti, dagli effetti devastanti che possono durare nel tempo e portare alla scelta del suicidio, ma anche la fuga nella dipendenza o nella delinquenza. E proprio della cattiveria on-line che scaturisce dalla vita virtuale, ha parlato Diego Cabras, autore del libro Never Never.

“Mi piace parlare di bullismo non solo come tutela della vittima ex post – è intervenuta Elettra Pinzani di Corecom Toscana – ma anche come prevenzione sotto l’aspetto dell’empatia, intesa come capacità di condividere la sofferenza altrui, quindi empatia come deterrente al bullismo”.

Elena Falcomatà e Marino Di Nardo, presidenza del Consiglio dei Ministri, hanno presentato l’app “Senza paura, liberi dal bullismo”, rivolta agli studenti delle scuole secondarie di primo grado e scaricabile gratuitamente su cellulari e tablet. Si tratta di un aiuto per riconoscere dai primi segni la forma di prepotenza virtuale attuata attraverso l'uso di internet e delle tecnologie digitali.

Tra i presenti anche Nadia Giannattasio, funzionario della Questura di Firenze, e Filippo Lucci, coordinatore nazionale Corecom. Sono intervenuti anche David Fabbri, studente e autore del libro “L’idea. No al bullismo”, Gianluca Massettini, Polizia postale e delle comunicazioni per la Toscana; Francesco Marinari, responsabile redazione lanazione.it , Elisa Marcheselli, Roberta Rachini e Alessio Pieri, Associazione Era.

Redazione Nove da Firenze