Cyber security a Firenze: patto in Prefettura contro le truffe bancarie

Tra le novità, la collocazione dei bancomat in aree blindate ad alta sicurezza. Il protocollo 2019 introduce anche l'obbligo per ogni istituto di dotarsi di videoregistrazione


Grande attenzione alla cyber security, alle truffe agli anziani e alle misure di difesa passiva. Questi i capisaldi del " Protocollo d'intesa per la prevenzione della criminalità ai danni delle banche e della clientela", rinnovato oggi a Palazzo Medici Riccardi tra il prefetto Laura Lega, il coordinatore nazionale OSSIF - il centro di ricerca dell'ABI sulla sicurezza anticrimine - Marco Iaconis e i delegati di 28 istituti di credito della provincia, alla presenza dei vertici provinciali delle forze dell'ordine: il questore Armando Nanei con la dirigente del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni Barbara Strappato, il colonnello Antonio Petti comandante dell'Arma dei Carabinieri e il generale Fabrizio Nieddu comandante della Guardia di Finanza.

L'intesa è stata sottoscritta la prima volta nel 2009 e successivamente aggiornata, facendo registrare fin da subito una flessione delle rapine, un trend in discesa confermato anche dagli ultimi dati consolidati: nel 2018 sono state compiute 2 rapine in provincia di Firenze e 1 nel capoluogo, mentre nel 2017 sono state, rispettivamente, 7 e 4.
Il patto 2019 rinsalda le linee operative già adottate nelle precedenti edizioni con alcune importanti novità introdotte perché l'azione della criminalità contro gli istituti di credito evolve grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie che permettono attacchi di cyber physical security. Si tratta di aggressioni multivettoriali in cui vengono usate congiuntamente violazione fisica, informatica e di social engineering, cioè l'insieme di tecniche che inducono le persone a rivelare informazioni riservate (come password e dati bancari) oppure ad autorizzare l'accesso al proprio computer nel quale vengono poi installati software dannosi. Su questo fronte, secondo il protocollo odierno, le banche si impegnano a censire gli episodi di cyber physical security per consentire a OSSIF di effettuare analisi del fenomeno da mettere a disposizione delle Forze dell'Ordine, nonché allo scopo di monitorare la diffusione degli attacchi ed elaborare strategie di difesa.
Altra importante novità riguarda il rapporto con la clientela più vulnerabile: le persone anziane o con una minore educazione finanziaria. Il protocollo prevede infatti l'impegno delle banche a fornire consigli contro i raggiri e numeri di soccorso a cui rivolgersi in caso di bisogno. Inoltre verrà svolto un monitoraggio delle truffe compiute allo scopo di individuare le buone pratiche da condividere per contenere il fenomeno.
Per quanto riguarda le misure di sicurezza da utilizzare per contrastare le rapine, il protocollo 2019 introduce l'obbligo per ogni dipendenza bancaria di dotarsi di videoregistrazione (con impegno ad utilizzare tecnologia digitale in sostituzione graduale di quella analogica laddove presente) e del dispositivo di custodia valori ad apertura ritardata oppure in alternativa del meccanismo di erogazione temporizzata del denaro. Oltre a queste misure, ciascuna filiale potrà scegliere anche altri sistemi di difesa secondo la propria valutazione di rischio, selezionandoli tra quelli suggeriti dal protocollo, come bussola, metal detector, rivelatore biometrico, vigilanza, sistema anticamuffamento, allarme antirapina, sistema di protezione perimetrale, bancone blindato, macchiatura e tracciabilità delle banconote.
Molta attenzione è riservata alle apparecchiature ATM che dovranno essere dotate di particolari sistemi di protezione, tra i quali il protocollo di quest'anno inserisce alcune novità, come la collocazione in area blindata ad alta sicurezza, i sistemi per rafforzare la blindatura e l'ancoraggio e i dispositivi per rintracciare gli ATM asportati. Inoltre, in base all'accordo, le banche si impegnano a comunicare le notizie sulle rapine e sui furti subiti ai propri bancomat, inserendo informazioni dettagliate nel Data-Base Anticrimine di OSSIF.
Un ulteriore punto qualificante del protocollo è il valore che viene dato al capitale umano attraverso i corsi di formazione per consentire al personale di comportarsi adeguatamente nelle diverse circostanze di rischio.
" Il protocollo compie dieci anni con risultati molto positivi , ha detto il prefetto Laura Lega, e il suo rinnovo rappresenta la volontà di continuare a lavorare insieme, in un'ottica di sicurezza partecipata che include istituzioni e forze di polizia e allarga il raggio di azione ad altri importanti attori del territorio".
"I risultati ottenuti ci dicono che andiamo nella direzione giusta , ha affermato Marco Iaconis e siamo molto soddisfatti del percorso intrapreso insieme alla Prefettura d i Firenze, con la quale abbiamo stretto un'alleanza strategica che vede una riduzione delle rapine e consente di proseguire concretamente sulla via della prevenzione".

Redazione Nove da Firenze