Crisi di governo, la soluzione secondo Nardella: "ConteTer" più europeo

Il sindaco di Firenze favorevole a una conferma del premier, il presidente del Consiglio regionale Mazzeo non fa nomi: "La priorità oggi non deve essere il destino dell'uno o dell'altro leader ma l'attenzione ai tanti cittadini in difficoltà. I partiti devono aiutare il Capo dello Stato". Deidda: "Direi che non abbiamo capito tutto tutto"


La crisi di governo, formalmente scatenata dall'ex sindaco di Firenze Matteo Renzi, leader di Italia Viva, secondo il suo successo Dario Nardella ha una soluzione: "Crisi lampo e maggioranza larga per un #ConteTer che abbia nell’Europa la stella polare. Solo così la crisi può diventare opportunità per gestire Recovery fund, rilancio economico e campagna vaccini", scrive oggi il primo cittadino sui social", scrive sui social.

In mattinata era intervenuto sull'argomento anche il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, il quale non fa nomi: "Tra poche ore il premier Conte salirà al Quirinale per rassegnare le dimissioni. Quando Italia Viva ha deciso di aprire la crisi avevo auspicato un gesto di responsabilità da parte dei protagonisti chiedendo di ascoltare veramente l'appello del Capo dello Stato e oggi torno a ripetere la necessità di lasciare da parte i muscoli e di usare cervello e cuore. La priorità oggi non deve essere il destino dell'uno o dell'altro leader ma piuttosto l'attenzione ai tanti cittadini in difficoltà, la gestione dell'emergenza sanitaria e sociale e la capacità di dare risposte concrete ai bisogni delle persone. Tutto il resto, in questo momento, è incomprensibile. Sono sicuro che il Presidente Mattarella saprà guidarci fuori anche da questa difficile situazione, ma i partiti devono aiutarlo. C'è un solo percorso possibile ed è tracciato lungo due confini: Costituzione e Europa. E' dentro questo recinto che vanno trovate in Parlamento le forze per governare. Perché l'Italia ora ha bisogno di un Governo forte e autorevole, in grado di guidare il piano delle vaccinazioni e di definire assieme alla UE, con il contributo di tutti, un futuro di crescita equa e sostenibile attraverso un Recovery Plan che guardi al domani.

Tra i sindaci intervenuti sull'argomento, Giulia Deidda di Santa Croce sull'Arno che ieri ha scritto su Facebook: "Per chi sostiene un governo, non è mai il tempo di aprirne una crisi. Per chi invece vorrebbe vederne un altro, è sempre tardi. Questo purtroppo avviene da quando si sono sbiaditi i confini tra le tribune elettorali e il lavoro delle Istituzioni. Resto comunque dell'idea che l'Italia abbia bisogno, in questa fase, di collaborazione, coesione e lucidità da parte di tutti. Lo dico da sindaco: la cittadinanza, il mondo del lavoro, le famiglie, le persone in difficoltà si rivolgono ai Comuni per avere risposte concrete, sostegno immediato e dar loro in risposta questo balletto di nomi, nomine e fotofinish non fa altro che erodere ancora di più la fiducia che resta nelle Istitituzioni. Ed è un peccato. Domattina Conte salirà al Colle per presentare le sue dimissioni al Presidente della Repubblica. Il Presidente Mattarella nemmeno un mese fa ci diceva: "Questo è tempo dei costruttori, non di inseguire illusori vantaggi di parte". Direi che non abbiamo capito tutto tutto".

Redazione Nove da Firenze