Covid 19: Nardella e altri sindaci toscani scrivono al premier Conte e al Presidente Rossi

🔴 Emergenza Coronavirus, la nuova ordinanza del Ministro della Salute

Nonostante la nuova ordinanza del Ministero della Salute, gli amministratori toscani chiedono ulteriori provvedimenti. Ieri a Firenze sei persone denunciate: cinque italiani fermati in due auto e un cingalese residente fuori comune che stava lavando la macchina in zona via Masaccio. La Lega: "Assembramenti e disordini, servono più presidi". Controlli a Livorno su oltre 850 persone e 600 esercizi commerciali


VIDEO E FOTO — Chiusura, sull'intero territorio nazionale, di tutte le attività che non facciano parte del settore alimentare, medicale o sanitario e delle relative filiere di produzione e di distribuzione o dell'informazione e degli altri settori essenziali, finché non sia passato il momento più critico. E' l'obiettivo della richiesta indirizzata al Presidente del Consiglio dei Ministri, Giuseppe Conte, e al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, dal Sindaco della Città Metropolitana di Firenze Dario Nardella, dal Sindaco di Prato Matteo Biffoni e da quelli di Pistoia Alessandro Tomasi, di Arezzo Alessandro Ghinelli, di Pisa Michele Conti e tutti i Sindaci della provincia di Firenze, della provincia di Pisa e della zona Asl Toscana Centro, il Presidente della Provincia di Lucca e Sindaco di Capannori Luca Menesini. Sono in arrivo le adesioni di altri sindaci delle province di Prato e Pistoia e della zona Asl Toscana Centro. Di seguito l'intero contenuto:

"Gentilissimi,
innanzitutto vogliamo ringraziarvi per il vostro impegno costante e gravoso di queste settimane.
L'Italia sta vivendo un momento drammatico: la lotta al COVID 19 mette a dura prova le nostre comunità e noi, come Sindaci - seguendo le indicazioni degli esperti e applicando i provvedimenti della Regione e del Governo nazionale - stiamo mettendo in campo tutte le misure che ci auguriamo possano prima contenere e poi battere il Virus.
Le strutture sanitarie, i cittadini, le famiglie, le associazioni, i sindacati, le imprese: tutti sono in campo e ognuno sta facendo il massimo per vincere questa battaglia.
Ora, però, stiamo entrando nella settimana più complicata. A quanto ci dicono gli scienziati, i prossimi giorni saranno decisivi per combattere il virus e per verificare l'efficacia delle misure che stiamo mettendo in campo. Niente potrà essere lasciato al caso.
Da parte nostra, siamo impegnati a far rispettare le misure previste dal Governo e dalla Regione Toscana. La Polizia Municipale è impegnata al massimo in verifiche e controlli; abbiamo attivato le modalità di lavoro agile nei nostri Enti, in modo da limitare al massimo gli spostamenti del personale. In collaborazione con le associazioni di volontariato, abbiamo potenziato i servizi di assistenza a abbiamo sviluppato sistemi di consegna a domicilio per chi ne abbia bisogno. Abbiamo posticipato le scadenze dei pagamenti delle tasse e imposte comunali, e abbiamo posticipato anche il versamento dell'imposta di soggiorno. In alcuni casi, i canoni dovuti dagli esercizi commerciali sono stati aboliti per tutto il periodo di chiusura. Insomma, si fa tutto il possibile per contribuire al successo di questa battaglia, cercando di non lasciare indietro nessuno.
Prendiamo atto delle misure sin qui adottate che abbiamo difese e spiegate oltre che applicate, ma ora siamo convinti che ci voglia uno sforzo in più. Ci chiediamo: ha senso limitare gli spostamenti delle persone, oppure chiudere le scuole, se poi ogni mattina migliaia di lavoratori si recano ai posti di lavoro nelle fabbriche affollando i mezzi di trasporto? Inevitabilmente, per quanto giustificati formalmente e con tutte le protezioni disponibili, entrano in contatto con altre persone, per strada e nei luoghi di lavoro. In molti contesti lavorativi, inoltre, le misure di sicurezza per la salute e la tutela dei lavoratori, non sono di fatto applicabili o lo sono parzialmente.
Non è forse il caso di fare una valutazione attenta, in un momento così drammatico, limitando al massimo il movimento e la presenza di persone nelle nostre strade?
Noi, dunque, chiediamo che sia fatto uno sforzo ulteriore: quello della chiusura, sull'intero territorio nazionale, di tutte le attività che non facciano parte del settore alimentare, medicale o sanitario e delle relative filiere di produzione e di distribuzione o dell'informazione e degli altri settori essenziali, finché non sia passato il momento più critico. Questo con le modalità e per il periodo che riterrete più opportuni.
Pensiamo che si debbano mettere in campo tutte, ma proprio tutte le misure che ci consentano di vincere questa battaglia. Lo sappiamo: è un sacrificio importante che si chiede al mondo delle imprese. Ma in questi giorni, in queste settimane non bisogna lasciare niente di intentato.
L'Italia è un grande Paese. La nostra reazione è un esempio per tutto il mondo. Siamo un esempio perché sappiamo essere uniti nella difficoltà. Siamo convinti che, tutti insieme, sapremo rialzarci più forti di prima. Ma, tutti insieme dobbiamo anche sapere quand'è il momento di fermarci. Noi crediamo che questo momento sia adesso".

E' pur vero che l’impegno delle forze dell'ordine contro gli irresponsabili è quotidiano. A dieci giorni dall’entrata in vigore del decreto governativo, emanato per fronteggiare l’emergenza coronavirus, i gli agenti di pubblica sicurezza compiono continui controlli alle persone e ai veicoli in transito per accertare il rispetto delle misure di sicurezza adottate.

Continuano i controlli della Polizia Municipale di Firenze sul rispetto delle disposizioni del DPCM in relazione alle misura di contenimento del Covid-1 e delle ordinanze del sindaco Dario Nardella. Ieri venerdì 20 marzo le pattuglie hanno effettuato verifiche in 14 attività commerciali senza riscontrare violazioni. I controlli hanno riguardato anche le persone tra quelle a piedi e quelle a bordo di veicoli. In questo caso invece sono scattate sei denunce: la prima a carico di un cittadino cingalese residente in un comune limitrofo, sorpreso in via Buonvicini, dove risiede invece un parente, a lavare un veicolo in strada. Attività vietata dal Regolamento di Polizia Urbana e quindi si è aggiunta anche la sanzione amministrativa di 160 euro. In via Maragliano sono stati denunciati tre italiani a bordo di un'auto che, fermati dalla Polizia Municipale, hanno spiegato di andare a fare rifornimento di carburante. Gli ultimi due denunciati sono stati fermati dalle pattuglie sempre a bordo di un’auto. Privi di autocertificazione, hanno riempito il modulo consegnatogli dagli agenti e quale motivo della loro presenza in strada hanno scritto il conducente la ricerca di una farmacia perché la figlia sarebbe stata malata e il passeggero l’accompagnamento dell’amico. I due hanno rifiutato di fornire altri dati per poter fare le verifiche sull’autenticità delle dichiarazioni.

“Riceviamo quotidianamente segnalazioni - dichiara il Capogruppo della Lega a Palazzo Vecchio, Federico Bussolin - dai cittadini in merito a episodi di spaccio e frequenti assembramenti. Bene la chiusura dei grandi parchi ma una transenna non può sostituire la divisa, soprattutto in luoghi come l’ex foresteria Pertini dove i residenti dell’area rimangono in balia di balordi ed ubriachi. Abbiamo chiesto all’amministrazione un impegno maggiore - conclude Bussolin - nell’organizzazione dei presidi e, vista l’emergenza, la risposta deve essere rapida”.

“A Sorgane - dichiara la Consigliera di Q3 della Lega Barbara Nannucci - si è consapevoli di cosa comporti avere un centro di accoglienza sotto casa: persone ubriache in giro per il Quartiere senza alcun ritegno e senza il rispetto di niente e nessuno. Chiediamo più sicurezza per noi e per i nostri figli. Il degrado, la promiscuità e l’assenza di qualsiasi tipo di controllo aumentano l’ansia e la paura in tutti noi. Se l’apertura h24 del centro verrà prorogata l’Amministrazione comunale dovrà garantire un presidio fisso di polizia municipale. La Foresteria - conclude Nannucci - non è ancora un albergo ed il quartiere intero si batterà perché non lo diventi mai”

“Siamo costantemente in ascolto - dichiara il Capogruppo del Q3 della Lega, Alessio Di Giulio - con i cittadini di Sorgane. Il degrado nato attorno all’ex Foresteria Pertini sia da monito anche per progetti futuri: rimaniamo convinti della necessità che si converta in Casa di riposo, anziché in un centro accoglienza. Rimarremo vigili - conclude Di Giulio - durante tutto il periodo emergenziale”.

A Livorno, dall'inizio delle misure restrittive per la prevenzione del coronavirus a oggi, la Polizia Municipale ha controllato oltre 850 persone, una media di 100 persone al giorno. Di queste, 20 sono state denunciate. Molte delle autocertificazioni però sono ancora al vaglio degli inquirenti, quindi il numero delle persone denunciate non è definitivo, perché ci sono dei controlli che devono esser fatti necessariamente d ufficio. Sono poi state effettuate verifiche su oltre 600 esercizi commerciali e sono scattate 8 denunce: bar aperti oltre l' orario (quando era possibile stare aperti), distanze all' interno di esercizi di ristorazione non rispettate (anche in questo caso quando potevano stare aperti), market aperti oltre le 21, lavanderie a gettoni aperte oltre le 21. Oggi al mercato di piazza Cavallotti sono state sequestrate 18 mascherine, tra l'altro di scarsa qualità, a un venditore abusivo che le vendeva a 15 euro l'una. Oltre che per commercio abusivo, gli è stata contestata anche la violazione dell'ordinanza.

Dal sindaco di Cortona, Luciano Meoni, giunge un ringraziamento pubblico ai carabinieri, impegnati a monitorare il comprensorio per garantire l’osservanza delle norme anti-contagio: «Ringrazio l'arma dei carabinieri per l'impegno profuso nel controllo del territorio. In questo difficile momento tutte le istituzioni sono impegnate per tutelare la nostra salute. Grazie».

Transenne, fettuccia e cartelli nei parchi di Altopascio, comprese le aree gioco, e nella zona degli orti urbani della Paduletta. Già nei giorni scorsi, prima ancora dell’ordinanza del Ministero della Salute di ieri sera, l’amministrazione D’Ambrosio, per invitare i cittadini a restare a casa ed evitare di ritrovarsi nei parchi pubblici del territorio, aveva fatto recintare le aree verdi comunali. Un modo concreto per limitare la diffusione del contagio da Covid-19 e far capire a quante più persone possibili che oggi l’unica cosa da fare è stare a casa e contenere le uscite solo agli spostamenti strettamente necessari, per motivi di lavoro o di salute. In base alla nuova ordinanza ministeriale, poi, portare fuori il cane o fare una passeggiata non sono attività vietate, ma vanno svolte esclusivamente nei pressi della propria abitazione.

Dal pomeriggio di sabato 21 marzo, sulla facciata del Palazzo Comunale di Rignano sull'Arno è appeso uno striscione con su scritto #RESTIAMOACASA, ovvero l'invito rivolto a tutti i cittadini rignanesi in questa fase emergenziale durante l'epidemia Covid-19. "Il messaggio da condividere è uno solo: #RESTIAMOACASA", ha ricordato il Sindaco Daniele Lorenzini sui propri canali social.

Il palazzo comunale è invece illuminato con il tricolore ad Altopascio. È il gesto di solidarietà che ha voluto regalare alla comunità e più in generale all’Italia un elettricista di Altopascio. “Nella giornata più drammatica per l’Italia e per tante, troppe persone, ecco l’abbraccio di Altopascio. Uniti, ma distanti: ne usciremo, facendo ognuno la propria parte”, il messaggio del sindaco, Sara D’Ambrosio.

Redazione Nove da Firenze