Covid-19: la giunta regionale sotto accusa da destra e sinistra

PRC chiede a Rossi di non perdere tempo. La Pietra (FdI) denuncia una differenza tra numero di contagi pubblicati dalla Regione e quelli pubblicati dalle Asl. Carpini: "Garantire gli istituti democratici". Forza Italia: “I medici di famiglia devono operare in piena sicurezza”


Fermare la strage causata dal contagio da coronavirus nelle Residenze Sanitarie Assistite, evitando di mandare allo sbaraglio gli ospiti e gli operatori sanitari. E' questo il senso dell’appello lanciato dalla Segreteria Regionale del PRC Toscana. Il partio accusa la Regione e tutta la “catena di comando” delle altre istituzioni, di essersi mossa male e in ritardo. Con gravissime e tragiche conseguenze. Per questo Rifondazione Comunista della Toscana ha promosso un appello urgente aperto a tutti, che ha raccolto centinaia di firme in tutta la Toscana, e inviato oggi al presidente della Regione. Hanno sottoscritto, fra gli altri, consiglieri regionali e comunali, operatori sanitari e rappresentanti di associazioni impegnate sul campo, centinaia firme, tante e tanti che in tutti i territori della toscana stanno vivendo o vedendo il dramma in corso. Le richieste sono precise e pressanti: adeguati approvvigionamenti per le RSA toscane di Dispositivi di Protezione Individuale che garantiscano un’effettiva copertura del fabbisogno per gli ospiti e un’adeguata protezione, che sia fatto direttamente il tampone a tutti gli ospiti e il personale delle RSA in considerazione della attuale scarsa sensibilità e attendibilità del test sierologico. Che sia colmata la situazione di disomogeneità territoriale, riguardante le RSA toscane, nelle tre Aree Vaste, sia per distribuzione di dispositivi di protezione che per effettuazione diretta dei tamponi. Che sia evitata la trasformazione delle RSA in strutture Covid-19, in quanto strutturalmente non adatte, e la presa in carico degli ospiti positivi asintomatici o con sintomi lievi presso altre strutture dedicate. Un rafforzamento straordinario di personale dedicato domiciliare (sanitario, socio-sanitario e socio assistenziale) territoriali per la presa in carico degli anziani soli, dei disabili e delle persone con problematiche psichiatriche. Infine chiediamo la presa in carico dei senza fissa dimora anche attraverso l’attivazione delle USCA territoriali.

“Ricordiamo -affermano gli esponenti azzurri Jacopo Cellai, Giampaolo Giannelli, Andrea Migliorini, Elio Ferlaino- che vi sarà una fase 2 della pandemia, nella quale comunque i controlli non dovranno essere allentati, e sarà indispensabile, oltre ad approntare regole chiare per il contenimento, avere DPI per tutti. Rivolgiamo quindi un accorato appello – concludono Cellai, Giannelli, Migliorini, Ferlaino (FI)– affinché in questa fase, ancora emergenziale, sia risolta, dal Governo e dalla Regione Toscana, la grave lacuna della mancata fornitura dei dispositivi di protezione individuale ai medici di medicina generale, ai pediatri di libera scelta e ai farmacisti, affinché possano continuare a garantire un adeguato servizio quotidiano ai loro pazienti, senza rischi per la loro salute”.

“Una differenza tra i numeri comunicati dai vari Enti ai soggetti deputati, sia per il numero dei contagiati che per i morti, con divergenze che raggiungono decine di unità nel solo comprensorio di Prato, rispetto a quelli comunicati dalla ASL competente”. Ad averlo notato il senatore di Fratelli d’Italia, Patrizio La Pietra, che ha inviato un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e ai ministri della Salute, dell’Interno e degli Affari regionali e le Autonomia. Da qui la richiesta di “quali siano i motivi per i quali, dati così importanti, possano essere così diversi da parte della Regione Toscana o delle Asl competenti del territorio toscano”. Inoltre, il senatore di FdI chiede al governo “se ciò possa minacciare la salute e la sicurezza pubblica nella gestione di un così grave e difficile momento, in quanto parametri fondamentali per le scelte operative da fare per il contenimento del contagio”. Una situazione, continua il senatore La Pietra, che porta a chiedere se “il governatore uscente Enrico Rossi e la sua giunta siano in grado di gestire al meglio la situazione di crisi determinata dalla pandemia Covid-19 e se siano capaci di interfacciarsi con le Istituzioni preposte, non tralasciando nulla e non sottovalutando nulla, al fine di garantire il miglior servizio e la massima sicurezza ai cittadini toscani”. Per questo, conclude la Pietra, “ho chiesto al governo di intervenire e al tempo stesso al capogruppo in Consiglio comunale Belgiorno di verificare, con una analoga interrogazione, anche attraverso il Comune di Prato i motivi di questa incongruenza, che se non ben spiegata getterebbe seri dubbi sulla efficacia degli uffici preposti".

"L'emergenza sanitaria in corso ormai da settimane pare fargli eco il consigliere metropolitano Enrico Carpini (capogruppo di Territori Beni Comuni)- ci pone di fronte a moltissime domande, ma il surplus di informazioni disponibili, tipico della società dei media che ci caratterizza, fa sì che per i cittadini non sia sempre facile avere delle risposte attendibili". Come devono essere interpretati "i dati ufficiali sull'evoluzione dei contagi nella nostra area metropolitana? Quali sono le disposizioni per la distribuzione dei dispositivi di protezione? In un momento nel quale il ruolo della Prefettura si dimostra fondamentale come cinghia di trasmissione tra le scelte centrali e quelle periferiche, come si declinano sul territorio su cui ha competenza gli aiuti in arrivo dal livello nazionale e regionale?". Garantire la continuità amministrativa e l'intermediazione degli istituti democratici "è, anche in questo momento, fondamentale per far sentire i cittadini vicini alle istituzioni. Lo si faccia con tutti i mezzi disponibili e a tutti i livelli".

"Non volendo entrare nel merito sulla congruità degli aumenti per gli operatori sanitari annunciati dal Presidente Rossi -affermano Elisa Montemagni e Jacopo Alberti, Consiglieri regionali della Lega-riteniamo che sia doveroso, invece, chiedere che vengano il più possibile accorciati i tempi per l'approvazione di una specifica Legge da parte del Consiglio." "In casi emergenziali come l'attuale-proseguono i Consiglieri-pensiamo che si possa ed anzi si debba fare un'eccezione alla regola che prevede la convocazione dell'assise regionale ogni quindici giorni; il tutto, tenendo anche presente che la solita burocrazia, inevitabilmente, comporterà poi un ulteriore differimento dell'entrata in vigore del provvedimento." "Da parte nostra-concludono i rappresentanti del Carroccio-siamo, pertanto, disponibili in qualsiasi momento a discutere di questa importante tematica; sono, infatti, diverse settimane ormai che medici ed infermieri sono in prima linea per combattere la dura battaglia contro il Coronavirus, essendo anche sottoposti ad inevitabile stress fisico e psicologico; vogliamo, dunque, come Istituzione, stringere i tempi e riconoscere velocemente ai nostri meravigliosi sanitari un doveroso aumento dei loro compensi?"

Redazione Nove da Firenze