"Cotto, la Regione Toscana si impegni per salvarlo"

La Fillea Cgil Firenze lancia una campagna per il rilancio del settore. La consigliera Spinelli (Articolo 1) accoglie positivamente la campagna annunciata da Fillea Cgil per affrontare radicalmente la crisi del settore


FIRENZE 17.06.2019 - Negli ultimi 10 anni, i dipendenti sono passati da mille a meno di cento (tra tagli, sacrifici, casse integrazioni e ritardi abissali nei pagamenti degli stipendi) e di aziende ne sono rimaste solo tre, tutte che provano ad andare avanti tra mille difficoltà. La crisi del cotto industriale fiorentino è drammatica e il tempo sta per scadere: occorre mettere in campo presto una iniziativa che inverta la tendenza. La Fillea Cgil di Firenze lancia una campagna di ascolto, proposta e confronto nei prossimi giorni con aziende, istituzioni e territorio per capire chi ha il coraggio di accettare la sfida su come rilanciare questo settore.

“L’attuale situazione delle industrie del cotto fiorentino del chianti si può definire drammatica, seppure con qualche realtà che ci dà fiducia e speranza”, dice Marco Carletti, segretario generale della Fillea Cgil di Firenze. Il quale continua:“Il lungo periodo della crisi ha depauperato questo territorio di un tessuto industriale importante al livello nazionale. L’importanza era data dalla materia prima con la quale viene prodotto il cotto. Meno commesse, meno investimenti, allungamento dei tempi di cantierizzazione, ricerca della compressione dei prezzi sono le cause del disastro che stimo vivendo nel settore delle costruzioni. In questo periodo, le aziende industriali del cotto fiorentino del Chianti hanno assistito immobili agli eventi, registrando chiusure, fallimenti, liquidazioni industriali. Le aziende sopravvissute hanno enormi difficoltà ad andare avanti e il prezzo maggiore lo pagano i dipendenti con casse integrazioni e ritardi abissali nel riscuotere gli stipendi. Per noi è giunto il momento di dire: basta, fermi tutti” .

"Sul cotto fiorentino e toscano ho presentato nei mesi scorsi due mozioni, poi approvate dal Consiglio regionale, in riferimento alle ultime crisi aziendali del settore. Oltre a questo a febbraio, insieme alle organizzazioni sindacali di categoria abbiamo chiesto all’assessore Stefano Ciuoffo di attivare un tavolo di confronto per affrontarne la crisi, che nell’ultimo decennio ha falcidiato imprese e marchi storici e decimato i posti di lavoro, e mettere in campo azioni per il rilancio". – dichiara la consigliera regionale Serena Spinelli (Articolo 1).

"Purtroppo, dopo una prima e positiva riunione, non ho avuto notizie rispetto ad ulteriori sviluppi, che invece sono quanto mai necessari. Anche per questo accolgo positivamente l’iniziativa di Fillea Cgil Firenze che ha annunciato l’avvio di una campagna dedicata ad affrontare radicalmente la crisi del cotto e a riaprirne le prospettive per il futuro, a partire da un rinnovato confronto e sinergia tra le aziende, le istituzioni e il territorio" – prosegue Serena Spinelli.

"Torno anche a rilanciare la proposta, stralciata alcune settimane fa dalla nuova legge regionale in materia di qualità degli appalti pubblici, di inserire criteri premianti a favore dell’utilizzo di materiali di provenienti da filiera corta, produzioni locali e regionali. Una misura che sarebbe un piccolo ma concreto passo in avanti e che deve soprattutto incrociarsi con azioni progettuali, di attrazione di investimenti, per incentivare la ricerca e lo sviluppo del prodotto, per valorizzare un patrimonio di conoscenza, per favorire la creazione di reti e filiere del cotto toscano. Un percorso nel quale la Regione Toscana è chiamata a mettere in campo tutte le azioni di propria competenza" – conclude la consigliera Serena Spinelli.

Redazione Nove da Firenze