Coronavirus: volantino fake denunciato dal Comune di Firenze

Contiene la falsa informazione che dal 22 marzo sarebbe vietato uscire di casa salvo che per fare la spesa o gravi motivi di salute. La Regione denuncia coloro che diffondono post falsi del presidente Rossi sui social network


Con un post sui social nella serata di domenica 22 marzo, il Comune di Firenze segnala che ha denunciato alle autorità la diffusione da parte di ignoti di un volantino-fake con il logo del Comune e informazioni infondate sull'obbligo di uscire di casa solo per fare la spesa o gravi moltivi di salute. Nella parte iniziale del volantino fake c'è scritto esattamente: 

"Si informano tutti i cittadini che è VIETATO USCIRE fuori dalla propria residenza anche singolarmente salvo che per gli spostamenti motivati da: 

situazioni di necessità alimentari (spesa)

motivi di grave salute"

e poi che dal 22 marzo sarebbe anche vietato uscire per andare al lavoro pena multa, firmato presidente del Consiglio.

Ecco il post su Twitter di Palazzo Vecchio con il quale denuncia l'accaduto:

"Ci segnalano la diffusione di questo documento sull’emergenza #Coronavirus con logo del @comunefi: non è un documento ufficiale del Comune di Firenze. Diffidiamo dal condividere il file e dall’utilizzare format e loghi del Comune per ogni altra informazione. Scattata la denuncia".

I cittadini sui social vengono invitati a verificare sempre che la fonte di informazione sia istituzionale www.governo.it www.comune.fi.it

Inoltre, in queste ore sono tornati a circolare sui social network immagini di post totalmente falsi sul Coronavirus attribuiti al presidente della Regione Toscana Enrico Rossi. Già nelle scorse settimane la Regione aveva diffidato dal veicolare questo materiale, soprattutto in una fase così grave dell’emergenza sanitaria. L’appello è caduto nel vuoto e quindi la Regione Toscana procederà contro gli autori dei post falsi e anche contro chi – pur diffidato – contribuirà alla loro diffusione.

Tutti i messaggi, già raccolti e catalogati, saranno inviati alla Polizia postale e alla magistratura.

Contemporaneamente, l’avvocatura regionale si attiverà presso Facebook e Twitter per chiedere la rimozione di questi post. Gli eventuali risarcimenti economici saranno destinati al potenziamento del Servizio sanitario regionale e alla Protezione civile regionale.

Redazione Nove da Firenze