Coronavirus: sindacati in sciopero per la tutela della salute dei lavoratori

Fim Fiom Uilm della Toscana: "Non ci sono le condizioni minime. Fermare la produzione domani e martedì in attesa di chiarezza su DCPM".


2.277 contagiati e 91 morti in Toscana. 19 decessi nelle ultime 24 ore. Con questi numeri il Governo ha disposto la chiusura di tutte le attività economiche non essenziali.

Tuttavia Confindustria Toscana, in attesa di chiarimenti sulle modalità di chiusura delle attività produttive, ha chiesto una proroga di 72 ore. E Unic-Concerie, come noto piuttosto fiorenti nei nostri territori, nei giorni scorsi aveva affermato che "la pelle italiana non si ferma mai" e che “le aziende conciarie italiane, continuano nella loro attività, con rinnovata forza e coraggio”.

Le federazioni del Partito Comunista di Pisa e di Firenze esprimono forte preoccupazione per i lavoratori: "Nessuna proroga per le attività produttive. Vogliono farci credere che la salute dei lavoratori e delle lavoratrici delle pelletterie sia sacrificabile sull'altare del profitto. Ma una borsetta griffata può valere la salute degli operai e delle loro famiglie? Vogliamo l'immediata chiusura delle aziende conciarie con la salvaguardia dei salari, senza il ricorso, da parte dell'azienda, al saccheggio di ferie, permessi e congedi in quanto diritti spettanti ai lavoratori. La salute non è un lusso ma un diritto umano".

E anche Fim, Fiom, Uilm della Toscana sollecitano tutte le imprese e le loro associazioni di rappresentanza a optare per una fermata generale di lunedì 23 e martedì 24 marzo.

"A seguito delle comunicazione del Presidente del Consiglio Conte e del Decreto Legge, in attesa, delle necessarie precisazioni attuative dello stesso, riteniamo che le aziende debbano agire per mettere in sicurezza gli impianti e prepararsi per il fermo produttivo -affermano per Fim, Fiom e Uilm Alessandro Beccastrini, Massimo Braccini, Vincenzo Renda- In attesa dei necessari chiarimenti e di capire cosa dovrà essere fermato e cosa eventualmente dovrà proseguire nell'attività, riteniamo non esserci le condizioni minime tra le lavoratrici e lavoratori di serenità e tranquillità tali per tornare domani al lavoro. Sono fatte salve le attività necessarie per mettere in sicurezza gli impianti ed altre eventuali inderogabili e documentabili".

Nelle aziende nelle quali non si riscontrerà tale disponibilità si agirà con lo sciopero confermato a livello nazionale da Fim Fiom e Uilm.

Redazione Nove da Firenze