Coronavirus: polemica sui dati

Adoc Alta Toscana: "I tamponi dai privati non vengono registrati, saltano tracciamento e controlli". Potenti (Lega): "Medici confermano che sistema sanitario in tilt". Davide Bacarella (+Europa Firenze): “La Toscana renda accessibili tutti i dati regionali e si faccia sentire dal governo”


Firenze 17.11.2020- Il Presidente della Toscana, Eugenio Giani, ha messo in discussione la necessità di ulteriori misure restrittive nella regione, che è appena passata da zona arancione a zona rossa.

“La situazione dei tamponi è arrivata al collasso e i cittadini non sanno davvero più dove sbattere la testa. Una ragazza di Massa Carrara ha chiamato i nostri uffici per sapere cosa fare perché ha dovuto aspettare il risultato del tampone per quasi tre settimane. Al ventesimo giorno è arrivata la risposta che era negativa. Nel frattempo avrebbe potuto positivizzarsi per qualsiasi altro motivo. Senza contare la perdita di giornate di lavoro, che sappiamo bene quanto e come incide sui liberi professionisti che non hanno trattamenti di favore o agevolazioni statali, e tutto il resto che comporta un isolamento forzato che alla fine è stato del tutto inutile”. A segnalare uno dei tanti disservizi che si stanno moltiplicando dall’inizio di novembre sono Mauro Bartolini e Valentina Sparavelli, presidente e referente di Adoc Alta Toscana: "Ci sono persone negative costrette a stare in casa quasi tre settimane e altre che alla fine sono state costrette a rivolgersi ai privati per avere una risposta. Tampone positivo ma nonostante ormai sia acclarato da oltre una settimana l’Asl non dà segni di vita – proseguono -. E’ chiaro che così salta tutto il sistema, compreso il tracciamento degli eventuali contatti. E anche l’app Immuni diventa del tutto inutile. Sono tantissime le denunce che continuano ad arrivare ai nostri sportelli”. Completamente sovraccarico e ingestibile il sistema delle prenotazioni online per tamponi molecolari o nei drive through: “E’ praticamente impossibile riuscire a connettersi e a trovare date disponibili. Ormai sembra diventato il click day del tampone: bisogna connettersi a mezzanotte precisa e cercare di essere i più veloci di tutti. Una follia – incalzano Bartolini e Sparavelli -. Siamo arrivati al punto che la quarantena finisce prima della data disponibile per il tampone. Infine c’è il problema pure dei laboratori privati: ci arrivano diverse segnalazioni di privati che ormai propongono prezzi alle stelle cercando di approfittare del momento. La Regione Toscana e le forze dell’ordine dovrebbero verificare con attenzione nei vari centri. A livello nazionale – concludono - Adoc ha già inoltrato le denunce alle autorità competenti e invitiamo tutti a segnalarci ulteriori disagi, disservizi e speculazioni”.

In piena emergenza Covid19, arrivano i tagli in un servizio fondamentale per i cittadini come è la continuità assistenziale notturna, la cosiddetta guardia medica. Dalle ore 24 alle 8 l’assistenza sarà solo una consulenza telefonica il che produrrà accessi impropri nelle strutture ospedalieri e gravi conseguenze sulla tenuta del 118 e dei Pronto soccorso. Questa la dura denuncia di Fismu a pochi giorni dall’ordinanza regionale n° 107 con cui si stabiliscono importanti obblighi correlati alla recente sottoscrizione dello stralcio ACN Medicina Generale relativo alla esecuzione di tamponi diagnostici del Covid19 (30 ott.2020). Nella pretesa osservanza dello stralcio dell’ACN per la medicina generale, infatti l’Accordo regionale, sancito da Fimmg e SNAMI, va a definire una riorganizzazione della medicina generale con adozione di un regime c.d. H16 nell’ambito della continuità assistenziale. La stessa viene indicata quale sperimentazione che potrebbe essere definitivamente adottata dopo la cessazione della emergenza pandemica.

Per Francesca Muti, segretaria regionale Fismu, “l’accordo (che sottende all’Ordinanza Regionale n. 107) si pone esplicitamente in violazione dall’Acn (Convenzione del 23 marzo 2005), perché limita le modalità operative dei medici di continuità assistenziale ed istituisce una consulenza telefonica sostitutiva (si stabilisce infatti che il servizio della Continuità Assistenziale, non operi più, in presenza, per la durata dell’intera notte ma sia limitato alla fascia oraria 20-24 per tutti i giorni della settimana)”.

“Il servizio di guardia medica è strategico sul territorio - continua Marco Bruni, responsabile aziendale Fismu continuità assistenziale - e viene organizzato appunto per garantire l’attività assistenziale per l'intero arco della giornata e per tutti i giorni della settimana come continuità di assistenza nelle cure primarie, da assicurare senza soluzione di continuità”, ciò è menzionato proprio fra gli adempimenti dei Livelli Essenziali di Assistenza-LEA. Lo stesso ‘Patto per la salute’ per gli anni 2014-2016 invitava a tenere distinti la continuità assistenziale e l’emergenza per assicurare percorsi differenziati coerenti con l’assistenza in emergenza urgenza e per la gestione dei codici di minore gravità”. “Di fronte a questo grave vulnus dell’assistenza domiciliare notturna che coinvolgerà e penalizzerà tutti i cittadini - sottolinea Bruni - si pongono importanti interrogativi sui quali riflettere! La condizione di pandemia può legittimare un completo stravolgimento dell’orario lavorativo, come contrattualmente stabilito, oltre che lasciare i cittadini di interi territori spesso disagiati da un punto di vista orogeografico, senza la consueta risposta assistenziale della Guardia Medica? Sul piano pratico poi, non è fatalmente prevedibile che l’interruzione della continuità dell’assistenza alle ore 24 crei tutti i presupposti per un sovraccarico del 118 prima e del Pronto Soccorso? Questa previsione di riorganizzazione non sembra quantomeno inappropriata e pericolosa in un momento drammatico della sanità italiana?”

Su questi dubbi, insiste la segreteria regionale, Francesca Muti: “L’ipotesi di dare in carico ai medici che operano nei sistemi di emergenza territoriale e Pronto Soccorsi anche le patologie ‘triagiate’ come codici a bassa criticità, vanno ad amplificare ed esasperare la condizione di stress lavoro correlato, che purtroppo interessa tutti i sanitari che da 9 mesi combattono in prima linea contro il mostro dell’epidemia. L’interruzione della Continuità dell’Assistenza alle ore 24, con l’introduzione della sola consulenza telefonica dalle 24 alle 8, è una scelta sbagliata sul piano assistenziale. Infine ci chiediamo per quale motivo, se vi era la necessità di supporto da parte del personale medico della continuità assistenziale nell’assistenza diurna non si è valutata la possibilità, salvaguardando il consueto modello e orario di servizio, di estendere il contratto di lavoro della Continuità Assistenziale alle 38 ore settimanali, destinandone 14 al servizio diurno come è previsto in ACN?. Sarebbe stata una scelta di buonsenso per la sanità toscana”. “Un ultimo aspetto sul quale riflettere, che denunciamo con allarme - conclude Muti - riguarda la possibilità prevista nell’Ordinanza n.107 ed inserita nell’accordo in allegato alla stessa, che il regime cosiddetto h16 rimanga confermato per la Continuità Assistenziale oltre il periodo di emergenza Covid. Appare piuttosto palese come il problema del Covid19 possa rappresentare un pretesto per introdurre un modello assistenziale che, individuato come lecito nel particolare contesto legato allo stato emergenziale in cui ci troviamo, non può che ritenersi invece del tutto illegittimo in quanto non esiste alcun riferimento normativo che lo contempli, né leggi, né ACN”.

«Con le affermazioni del dottore livornese Paolo Biasci, presidente della Federazione Italiana Medici Pediatri, si conferma - dopo quanto già affermato dal dottor Sani - la gravissima serie di circostanze di malasanità in Toscana. In particolare parrebbe emergere un'irresponsabile gestione amministrativa di tutta la struttura Asl Nord- Ovest. In relazione a quanto sta emergendo dalla viva voce dei professionisti impegnati in prima linea mi riservo di presentare una denuncia contro ignoti presso la Procura della Repubblica di Livorno affinché si indaghi sulle inefficienze di un sistema della sanità Toscana che dimostra la più totale carenza proprio in una fase di emergenza come quella attuale dovuta alla diffusione della pandemia COVID-19. L'illustre medico, infatti, ha affermato sulle pagine dell'edizione odierna de Il Tirreno: il sistema sanitario é in tilt, diciamolo senza mezzi termini (...) noi pediatri troviamo spesso il portale della Regione intasato e non riusciamo a richiedere tamponi. Biasci ha inoltre aggiunto: noi medici dicevamo che in autunno ci sarebbe stata un'altra ondata, ma sembra che nessuno ci abbia ascoltato (...) il Dipartimento di prevenzione ASL Nord Ovest non funziona (...) ha fallito su tutti i fronti, il tracciamento non viene eseguito nel modo corretto. Ora basta buonismo sulla pelle dei cittadini e dei bambini in particolare i quali, come afferma il medico, sono i primi a rimetterci. Ci attiveremo per far emergere la verità ed ascoltare finalmente gli uomini in prima linea, trascurati, derisi o peggio, redarguiti per quanto affermano». E' quanto afferma l'On. Manfredi Potenti, deputato toscano della Lega-Salvini Premier e membro II Commissione Giustizia.

“Arrivati a questo punto - spiega Davide Bacarella, coordinatore del gruppo +Europa Firenze - abbiamo bisogno di maggiore trasparenza. Abbiamo bisogno di più dati: dati obiettivi, accurati, disaggregati, anonimi e sempre aggiornati. Sia per consentire alla comunità scientifica di rielaborarli e verificarli, sia per permettere all’opinione pubblica di conoscerli”. “Oggi - continua Bacarella - la Toscana contesta gli attuali criteri di valutazione e ha l’occasione di farsi sentire. Lo faccia davvero: renda accessibili tutti i dati delle rilevazioni regionali e apra una discussione costruttiva che senz'altro sarà utile per programmare le settimane a venire senza improvvisazioni né salti nel buio”.

Redazione Nove da Firenze