Coronavirus: nessun uomo è un’isola, l’importanza delle relazioni sociali

#distantimauniti per il benessere fisico e mentale


Il rapido diffondersi del virus ci ha repentinamente costretti a chiuderci nelle nostre abitazioni in una forma di isolamento che ci ha privati dell’aspetto più naturale dell’uomo: le relazioni sociali.Il periodo che stiamo vivendo ha letteralmente stravolto i nostri comportamenti, gli incontri di lavoro, di studio, lo svago ed i semplici rapporti di vicinanza, il naturale modo di essere e le abitudini più semplici. Tutto questo rischia però di compromettere il pieno controllo di se e delle proprie emozioni.

L’isolamento può portare a dubbi sulla propria consapevolezza, a mettere in gioco le proprie certezze fino a sfociare in veri e propri conflitti interni, tuttavia in senso diametralmente opposto può divenire un’opportunità per evidenziare ciò che normalmente abbiamo ma che la routine ha portato a far divenire “invisibile”, l’attuale condizione può essere altresì lo stimolo per arricchire lo spirito familiare e riflettere su ciò che è veramente importante e su ciò di cui in realtà si può fare a meno.

Un valido esempio è stato l’incessante riferimento al lavoro agile (o smart working), arrivato con entusiasmo nelle case degli italiani ma in alcuni casi, svanito l’effetto novità, è riaffiorato il bisogno del contatto fisico e visivo con il collega, la propria scrivania e l’ambiente che rappresenta il concreto raggiungimento di una realizzazione personale.

Questo distanziamento sociale per fermare il coronavirus durerà molto e dovremo cambiare radicalmente quasi tutto quello che facciamo: esercizio fisico, shopping, gestione della nostra salute, educazione, ecc.

In una società ci reggiamo gli uni sugli altri, e mai come adesso ce ne dobbiamo rendere conto. Sarà fondamentale confermare le relazioni con gli amici, conoscenti, parenti ed oggi la tecnologia può già venirci in soccorso grazie alle videochiamate o per mezzo delle più disparate piattaforme di comunicazione e social. Abbiamo la possibilità di sentirci telefonicamente con libertà di tempo e di frequenza, possiamo far sentire vicini sia gli anziani ma anche e soprattutto i bambini favorendo l’interazione con videochiamate di gruppo come fosse un gioco e proteggerli da questo momento cosi distante dal loro delicato mondo.

Tutto questo può aiutarci in questo momento di difficoltà ma dovremo essere anche in grado di ritornare appena possibile ad una normale interazione, ritrovare la fiducia gli uni verso gli altri e coltivare il bisogno sociale alla base di ogni sana relazione. Questo virus ci sta cambiando nel presente ma dovremo essere in grado di ripristinare la normalità favorendo una equilibrata vita relazionale e godere del contatto altrui, di uno sguardo e di un abbraccio, elementi fondamentali per il nostro benessere e la nostra vita.

A.L.

Redazione Nove da Firenze