Coronavirus: meno incidenti e inquinamento da traffico nei due mesi di restrizioni

Dal 4 maggio in Toscana parte la Fase 2 anche per 8.459 imprese che operano nella vendita e riparazione di auto e moto


L'emergenza Covid impone di ripensare alcuni aspetti legati al nostro stile di vita. In particolare, riguardo alla mobilità, la situazione attuale offre dei dati davvero importanti su cui riflettere. E’ possibile ad esempio analizzare come il lockdown abbia impattato sull’incidentalità legata al traffico, così come sull'inquinamento atmosferico.

A Livorno, ad esempio, la Polizia Municipale dal primo marzo 2019 al 20 aprile 2019 aveva rilevato 191 i sinistri, mentre nello stesso periodo di quest’anno sono stati 56. Altro dato molto interessante una riduzione dei livelli di NO2 (biossido di azoto) in aria del 37%. Siamo passati da una media nel mese di marzo del triennio 2017-2019 di 35 microgrammi per metro cubo ad una media di 22 microgrammi per metro cubo nel mese di marzo del 2020, e la riduzione arriva al 40% se si prende in considerazione il periodo successivo all’8 marzo, data di inizio del lockdown.

Dal 4 maggio parte in Italia la Fase 2 dell’emergenza Covid-19, che prevede la riapertura anche delle attività del settore automotive che si occupano di “commercio all'ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli” (codice ATECO 45) e che consente, quindi, il regolare svolgimento sia delle concessionarie che effettuano vendite all’ingrosso, sia di quelle che effettuano vendite al dettaglio. Si tratta di quasi 157.700 imprese attive nel I trim. 2020 sul territorio nazionale pronte a ripartire, di cui 8.459 in Toscana. Tra le province a Firenze sono 2.105, a Pisa 932, a Lucca 925, ad Arezzo 781, a Pistoia 753, a Livorno 725, a Prato 640, a Grosseto 592, a Siena 535 e a Massa Carrara 471.

Redazione Nove da Firenze