"Coronavirus, la Regione Toscana dia le mascherine agli operatori sanitari e pubblici"

La richiesta di Forza Italia mentre domani la Giunta riferirà in aula sull'emergenza. La Uil di Lucca: "Gli eroi sono tra noi". Biffoni elogia la comunità cinese di Prato e attacca Salvini: "E’ bellino che in Toscana la colpa è del governatore, in Lombardia e Veneto la colpa è del governo”. Striscione di Casapound contro Rossi


«Regione e Asl assicurino dotazioni di protezione massime per tutti coloro che operano in prima linea rispetto alle possibilità di contagio da Covid-19 come sanitari, operatori di sportelli pubblici e front office in generale, polizie locali, operatori ecologici…» A chiedere un’intervento massivo di protezione per le categorie di lavoratori e professionisti chiamati ad attività di maggiore esposizione rispetto al contagio è il Gruppo Forza Italia in Consiglio regionale, con il Capogruppo Maurizio Marchetti e il Consigliere Marco Stella (Vicepresidente dell’Assemblea toscana).

Proprio grazie a loro domani, nella seduta di Consiglio regionale, la giunta riferirà in aula per fare il punto sulle azioni messe in campo e sullo stato della situazione: «Col passare dei giorni, però, la diffusione del virus ha effettuato un salto di qualità con i primi contagi e le prime vittime in Italia e – richiamano Marchetti e Stella – anche casi di isolamento nella nostra regione, in particolare in Maremma. E’ stata amplificata la reperibilità dei medici di base, si invitano le persone a non recarsi nei pronto soccorso ma a rivolgersi ai canali dedicati. Dopodiché le scuole rimangono aperte, gli sportelli pubblici anche, le occasioni di assembramento non sono revocate e sui mezzi pubblici le persone si spostano regolarmente».

«E’ di tutta evidenza – proseguono Stella e Marchetti – che chi lavora in questi contesti meriti la massima attenzione e protezione, anche perché l’Oms stima che almeno il 5% dei contagi possa doversi a soggetti asintomatici. Per cui niente scuse: Regione e Asl si dotino di quantità massicce di strumenti di protezione individuale come le mascherine monouso con livello di protezione FFP2 o FFP3 senza valvola di espirazione, guanti in lattice e gel igienizzanti da distribuire a tutti i lavoratori in contatto con il pubblico: sanitari in primis, ma anche operatori di sportelli pubblici e di front office a qualunque titolo, polizie locali, operatori ecologici e tutte le altre categorie che ricadono in questa fattispecie. Invitiamo altresì Regione ed Asl ad assicurarsi che da parte ministeriale si proceda nella stessa direzione rispetto alle forze dell’ordine per il tramite delle prefetture».

Sulla sicurezza degli operatori interviene anche la Uil: “La sicurezza e l’incolumità di tutti gli operatori sanitari deve essere una priorità in una fase delicata come questa in cui si affronta il Coronavirus. Lanciamo un appello alla Regione, allo Stato, alla direzione aziendale, affinché siano assicurate le migliori condizioni organizzative e operative possibili: organici adeguati, copertura dei posti vacanti da mesi. In questo modo riusciremo a garantire al personale in ogni momento adeguati turni di riposo e ridurre i carichi di lavoro che gravano sulla condizione psicofisica degli operatori”. Lo sostiene la segreteria della Uil Fpl di Lucca e Versilia che esprime, in un momento di emergenza, la propria vicinanza a tutti “gli operatori che si trovano in ‘prima linea’, pronti ad affrontare ogni situazione con grande responsabilità, sacrificio e senso del dovere verso i cittadini. Ricordiamoci, sempre, che gli eroi non portano mantelli né volano, nella realtà li troviamo tra noi, pronti ad aiutare chi ha bisogno. E’ per questo che siamo convinti che sia necessario un piano emergenziale integrativo di ulteriore personale sanitario, pronto ad entrare in servizio per ogni eventuale emergenza”. D’altronde le notizie delle ultime ore dimostrano come a essere a rischio sia proprio chi si trova a confrontarsi con il Coronavirus, in prima linea appunto, a primo contatto con i pazienti e la popolazione: “Sono medici e infermieri del pronto soccorso. In particolare – prosegue la Uil Fpl - concentriamo l’attenzione sull'operatore infermiere di triage che si trova di fronte ai paziente che deve sottoporre a prima valutazione; come accaduto all'infermiere addetto al triage all'ospedale di Codogno (Lodi), risultato positivo al coronavirus. Sembrerebbe che fosse stato proprio lui a prendere in carico il 38enne lodigiano colpito da Covid-19. E ora che il Virus è in Italia sono stati disposti interventi più qualificati e protettivi per gli infermieri di triage?”. La domanda è lecita perché, per la segreteria del sindacato, “è impensabile di intercettare a domicilio tutti i possibili casi potenzialmente o realmente infetti: il caso di Codogno ci deve insegnare. Inoltre ci chiediamo se siano stati predisposti i percorsi dedicati previsti dal Ministero della salute e ribaditi dall’ordinanza regionale, per i pazienti con sintomi, separati dagli altri che non li presentano all’ingresso in area triage”. La preoccupazione è alta per gli operatori sanitari: “Ci auguriamo – conclude la Uil Fpl – che siano già dotati di tutte le protezioni individuali necessarie al fine di evitare un loro contagio! E ancora restando sul tema saremo meno preoccupati se sapessimo che i dispositivi di protezione individuale sono in numero adeguato alle necessità di tutti i reparti interessati (dalle ambulanze ai reparti)”.

Anche “la Fp-Cisl Firenze-Prato esprime la propria preoccupazione per l’evolvere della situazione venutasi a creare con l’allerta per la diffusione del Coronavirus. Nonostante siano già state diramate precedenti disposizioni, questa organizzazione sindacale chiede ai vertici della ASL Toscana Centro di far sì che vengano attuati ulteriori provvedimenti per mettere in sicurezza tutti gli operatori sanitari adibiti all’assistenza e comunque tutto il personale che ha contatti diretti con l’utenza, in qualsiasi modo avvengano. Chiediamo, qualora non fossero presenti in maniera sufficiente i dispositivi di sicurezza guanti monouso, mascherine, protezioni) per tutti coloro che svolgono mansioni al pubblico, che vengano forniti nel minor tempo possibile. La Cisl-Fp rimarrà attenta all’evolversi della situazione, con spirito collaborativo per tutelare sia i lavoratori che i cittadini.”

Matteo Biffoni, sindaco di Prato, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta”, condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano. Sulla situazione Coronavirus a Prato dove c’è una delle più grandi comunità cinesi d’Italia. “Dire che siamo tranquilli è troppo, c’è preoccupazione e noi cerchiamo di monitorare il tutto attraverso le attività sanitarie. Notiamo che gli unici ammalati al momento sono italiano. La comunità cinese ha tenuto un atteggiamento molto responsabile. Tutto il sistema si è mosso, ora le barriere sono state alzate per quanto possibile, l’importante è mantenere la lucidità. Ho trovato in questo caso una voglia di confrontarsi e di essere vicini alle istituzioni che raramente avevo visto prima. Il console di Firenze è stato molto presente, da parte della comunità cinese c’è stata una grande disponibilità, loro sono impauriti come e più di noi. Ero preoccupato che questo fatto diventasse un motivo di divisione e di scontro, per ora invece devo dire che tutta la comunità di Prato si è comportata in maniera molto matura. Qualche caso isolato di intolleranza si è verificato, ma non vi è stata alcuna escalation. Salvini? E’ bellino che in Toscana la colpa è del governatore, in Lombardia e Veneto la colpa è del governo”.

Enrico Rossi, i virus non hanno colori. La pericolosità sì: il tuo”. È questo il testo degli striscioni affissi in tutte le maggiori città della Toscana, dai militanti di CasaPound, in aperta contestazione con la gestione dell’emergenza coronavirus da parte del Governatore della Toscana, Enrico Rossi. A Firenze lo striscione è stato affisso sulla cancellata degli uffici della Regione Toscana a Novoli.

Redazione Nove da Firenze