Coronavirus: in Toscana due casi positivi

Tende davanti agli ospedali. Giannoni (Nursind): “Misure straordinarie e assunzioni per fronteggiare la situazione nei presidi ospedalieri della Toscana”. Alcuni negozi denunciano un crollo del fatturato fino al 70%. La presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini: “Ora si pensi a risolvere l’emergenza sanitaria ma non dimentichiamoci delle imprese, dobbiamo salvare l’occupazione”


In Toscana sono due i casi positivi validati dall’Istituto superiore di sanità. Il primo, a Pescia, riguarda un informatico di 49 anni rientrato giovedì sera da Codogno (Lombardia) dove ha soggiornato tre giorni per lavoro. Fin da venerdì si è messo in autoisolamento volontario su indicazione del medico di famiglia e sotto sorveglianza della Asl. Ieri mattina, lunedì, a seguito di un picco febbrile, ha contattato le strutture sanitarie che gli hanno mandato un’ambulanza del 118 a casa per portarlo, in isolamento, in ospedale a Pistoia per tutti gli accertamenti. L’uomo al momento è in buone condizioni di salute, in isolamento nel reparto di malattie infettive.

Il secondo caso riguarda invece un imprenditore fiorentino di 63 anni che ieri mattina, lunedì 24, alle 7.30, è giunto in ambulanza al pronto soccorso di Santa Maria Nuova con sintomi influenzali e difficoltà respiratorie ed è stato poi trasferito al Santa Maria Annunziata a Ponte a Niccheri in isolamento, nel reparto di malattie infettive. E’ stabile e non intubato.

Per quanto riguarda invece la donna prelevata ieri sera dalla stazione di Santa Maria Novella in isolamento, come prescritto dal protocollo sanitario del Covid19 da subito applicato in Toscana, è stata condotta all’ospedale di Careggi e sottoposta a tampone che ha dato esito negativo.

In tutte le strutture di Pronto Soccorso degli ospedali è stato attivato in maniera preliminare un pre-triage per le persone che provengono dalle zone a rischio e che presentano sintomi come febbre, tosse e malattie respiratorie acute, che vengono così indirizzate ad un percorso dedicato. Verrà anche fatta indossare la mascherina alle persone per le quali questa misura viene ritenuta necessaria, prima che arrivino all’interno del pronto soccorso. Negli ospedali è in corso di istituzione un unico ingresso controllatocheck point, oltre ovviamente al Pronto Soccorso. Qui, nei prossimi giorni, partirà un servizio di controllo durante il quale saranno chieste informazioni in merito alla eventuale presenza di tosse o raffreddore e sarà rilevata la temperatura tramite termoscan. Se necessario all’ingresso, come in tutte le sale di attesa presenti in ospedale, sarà richiesto di indossare una mascherina come misure cautelativa nei confronti delle altre persone.

Resta confermata la raccomandazione a tutte le persone che manifestano sintomi influenzali di rimanere a casa e consultarsi con il proprio medico curante. Chi, tra questi, deve effettuare prestazioni ambulatoriali non urgenti può rinunciare alla visita o all'esame senza il pagamento di alcuna penalità per la mancata disdetta.

“Misure straordinarie e provvedimenti urgenti per tutelare gli infermieri al lavoro nei presidi ospedalieri toscani e fronteggiare la situazione provocata dalla diffusione del Coronavirus”. Il sindacato autonomo degli infermieri Nursind scrive al Presidente della Regione Enrico Rossi, all’Assessore alla Salute Stefania Saccardi e alle Direzioni delle Asl toscane per avere risposte circa gli interventi messi in atto a tutela del personale sanitario, inevitabilmente più esposto al virus. “Non riusciamo a comprendere le iniziative poste in essere all’Ospedale di Arezzo e Siena Le Scotte con punti di pre-filtraggio ospedalieri, diversamente dai presidi ospedalieri dalle altre aziende regionali – scrive il segretario regionale Giampaolo Giannoni nella missiva diffusa oggi - tra l’altro con l’utilizzo di personale infermieristico e sanitario in regime di straordinario; personale che già in ‘regime ordinario’ è sottoposto a turnazioni e carichi di lavoro insostenibili. Risulta inoltre che in molte strutture aziendali regionali non siano stati ancora forniti i dispositivi di protezione individuale idonei per la protezione degli operatori”. “Per questo, oltre ad incrementare le ‘pulizie’ nelle strutture ospedaliere e in particolare nelle zone di attesa (come da ordinanza n.2 del 22/02/2020 a firma del presidente della Giunta Regionale Enrico Rossi) ci aspettiamo provvedimenti urgenti e straordinari per l’assunzione di infermieri ed operatori sanitari”, aggiunge Giannoni. “Preoccupati della già grave situazione riguardante la carenza di personale infermieristico delle aziende sanitarie Toscane – prosegue la lettera del Nursind - esortiamo la Regione e le Direzioni delle Asl ad attuare tutti gli interventi previsti dalle linee guida internazionali per prevenire e limitare il diffondersi del virus tra gli operatori sanitari e tra la popolazione tutta”. “Non sfugge la gravità dell’eventuale necessità di porre in quarantena una quantità di infermieri tale da rendere non operative intere strutture aziendali”, conclude Giannoni.

I lavoratori sono molto preoccupati per quanto sta accadendo nel nostro paese; per questo è necessario che chi dirige gli uffici pubblici tuteli la loro salute” Questo il monito che Sandra Badii Segretario Regionale di Confintesa funzione pubblica Toscana rivolge ai dirigenti delle amministrazioni pubbliche del territorio toscano dopo aver appreso che la propagazione del coronavirus si sta verificando anche in questa regione. “Abbiamo inviato una nota a tutti i dirigenti degli uffici pubblici per capire come stanno tutelando la salute dei dipendenti soprattutto quelli esposti al pubblico come ad esempio presso le dogane, i musei, le prefetture, gli uffici del lavoro. In questo momento le parole di rassicurazione da sole non servono a nulla, ci vogliono fatti concreti come una differente e protetta canalizzazione degli accessi del pubblico, la distribuzione di dispositivi di protezione, una accurata disinfezione giornaliera degli uffici con appositi prodotti, una formazione ed informazione circa le più efficaci norme di profilassi da poter utilizzare e dove non è possibile attuare tutto questo, ricercare immediatamente altre soluzioni, non ultima quella di una chiusura parziale o totale degli uffici! Confintesa FP non starà a guardare: in caso in cui le amministrazioni prendessero sotto gamba la situazioneprosegue Badiiriterremo direttamente responsabili i dirigenti per qualsiasi negligenza soprattutto nella malaugurata ipotesi che qualche dipendente posso contrarre la malattia”. Così conclude Sandra Badii precisando che Confintesa FP Toscana è disponibile a dare il proprio contributo e collaborazione alle amministrazioni con un dialogo costruttivo dato che la pubblica amministrazione deve dare il giusto esempio con azioni efficaci quale punto di riferimento per tutti i cittadini e le imprese.

E’ stato rinviato a data da destinarsi l’evento “Mostra il tuo supporto per le malattie rare”, in programma il prossimo giovedì 27 febbraio, all’Auditorium di Sant’Apollonia di via San Gallo a Firenze, organizzato nell’ambito della Giornata mondiale delle Malattie Rare 2020. Il programma, articolato in tre sessioni, è dedicato alla condivisione di storie, progetti e risultati conseguiti grazie all’impegno del gruppo di Coordinamento regionale per le malattie rare, dei professionisti della Rete regionale e delle associazioni dei pazienti. L’iniziativa è stata annullata a scopo preventivo per ridurre il possibile rischio di esposizione al Coronavirus e contenere la sua diffusione, nel rispetto delle misure precauzionali, varate a livello ministeriale.

Rinviate nei giorni dal 29 marzo al 1 aprile le fiere Tirreno C.T. e Balnearia, in programma questo fine settimana a Carrara Fiere. «Visto il veloce avvicendarsi di notizie circa il rischio di contagio da Corona Virus abbiamo ritenuto opportuno rinviare un evento così importante per numeri in segno di responsabilità e rispetto nei confronti dei nostri espositori e dei visitatori stessi». Commenta così Paolo Caldana, l’amministratore delegato di Tirreno Trade, società che organizza l’evento. «Abbiamo anche individuato le nuove date contando in un ritorno alla normalità, dal 29 marzo al 1 aprile. Ci scusiamo intanto per il disagio procurato, anche se indipendente dalla nostra volontà".

“È importante in questo frangente che tutte le energie del Paese siano concentrate nel risolvere l’emergenza sanitaria, ma non dimentichiamo che anche il sistema imprese nel suo complesso sta vivendo sulla propria pelle gli effetti devastanti del Coronavirus e, forse ancor di più, della sua psicosi. È necessario prendere provvedimenti per non lasciare soli gli imprenditori e i professionisti di ogni categoria economica, che in questo momento faticano a programmare il futuro delle loro attività perfino sul brevissimo periodo”. Lo dice la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini, su sollecitazione della base associativa dell’organizzazione, che a livello regionale rappresenta oltre 40 mila operatori. E lo fa all’indomani della nota congiunta siglata insieme alle federazioni regionali del turismo per chiedere lo stato di calamità. “Purtroppo è emergenza per tutti,” prosegue la presidente di Confcommercio Toscana, “bene ha fatto il Governo a prevedere agevolazioni per sostenere le aziende delle zone ora direttamente interessate dal contagio, ma occorre estendere le stesse misure anche al resto del Paese perché in questo momento tutta l’economia italiana è bloccata. In Toscana ci sono negozi che hanno visto un crollo del fatturato fino al 70%, gli imprenditori non sanno quanto potranno reggere se le cose non cambiano. Si tratta anche di salvare l’occupazione”. Tra le richieste di Confcommercio Toscana, “la moratoria sui mutui, lo slittamento delle scadenze relative ai tributi e ai pagamenti dei fornitori, poi un accordo con il sistema bancario per evitare che possibili insoluti di questo periodo abbiano un impatto lungo devastante sul rating creditizio delle imprese”, spiega il direttore regionale Franco Marinoni. “Il Coronavirus ha messo le nostre imprese in un periodo di “quarantena commerciale” che non sappiamo quanto potrà prolungarsi, per questo è necessario anche prendere provvedimenti sulla corretta gestione dei rapporti di lavoro”, prosegue Franco Marinoni, “in particolare vorremmo che fossero valutati la sospensione dei premi assicurativi, come già avvenuto in passato per eventi sismici, la previsione di sostegno anche ai lavoratori autonomi e l'estensione delle previsioni delle causale del fondo di integrazione salariale anche alle imprese non comprese nelle sfera di applicazione della legge.

Tra le richieste anche la cassa in deroga per imprese soprattutto commerciali" “La nostra confederazione nazionale sta lavorando con grande impegno per portare queste richieste dei territori all’attenzione del Governo. Confidiamo che vengano prese nella dovuta attenzione”, conclude la presidente di Confcommercio Toscana Anna Lapini.

“Se la politica non interviene con misure straordinarie di sostegno, commercio e turismo rischiano il collasso”. E' uno scenario molto preoccupante quello che Federica Grassini, presidente di Confcommercio Provincia di Pisa vede davanti a sé: “A livello nazionale e regionale abbiamo chiesto lo stato di calamità, perché siamo davanti ad una emergenza che non risparmia più nessuno. Se l'incertezza regna sovrana e gli imprenditori sono completamente disarmati, il dato certo è che i negozi sono deserti, i ristoranti semi vuoti, il turismo è in picchiata, gli eventi annullati. Insomma, accanto all'emergenza sanitaria esplode una emergenza economica dai contorni inquietanti”.

“Più della crisi economica e della stagnazione poté il virus” - aggiunge amareggiata la presidente che in provincia di Pisa rappresenta oltre 5 mila imprese: “tra psicosi collettiva, incertezza delle istituzioni e paralisi generalizzata, tutto il sistema economico rischia di finire in ginocchio per un tempo indefinito. Non ce lo possiamo permettere! La tenuta di tante imprese e attività commerciali nel breve termine è a serio rischio, senza contare l'occupazione. Ci basti un solo dato: nei mesi di febbraio, marzo e aprile, in Toscana, nel solo commercio erano previste 9.960 nuove assunzioni e 20.480 nei servizi turistici di alloggio e ristorazione. Al contempo, nella provincia di Pisa erano previste 1.010 nuove assunzioni nel commercio e 1.310 nel turismo. E' chiaro che con tutto quanto sta accadendo, una grandissima parte di questi nuovi contratti di lavoro previsti rischiano di andare letteralmente in fumo”. Conclude la presidente di Confcommercio Pisa che “per salvaguardare gli attuali posti di lavoro e la tenuta delle imprese occorre che tutte le istituzioni dal Governo centrale all'ultimo comune, introducano sostegni e agevolazioni per le attività commerciali, quali una moratoria per mutui, IVA, Imu, Tari, il differimento delle tratte ai fornitori, una moratoria degli insoluti bancari in Banca d'Italia, il congelamento dei canoni di affitto, la previsione di sostegno ai lavoratori autonomi, la cassa in deroga per le imprese commerciali”.

Redazione Nove da Firenze