Coronavirus, in Regione primo piano sui 3 decessi a Ematologia di Careggi

La comunicazione letta dall'assessore regionale Stefano Ciuoffo e il dibattito in Consiglio


Firenze – “Nel periodo dall’1 aprile al 30 giugno sono stati ricoverati nel reparto di Ematologia di Careggi, in regime di ricovero ordinario, 61 pazienti. Il totale dei pazienti transitati nel reparto nello stesso periodo è di 75. In quel reparto non si è verificato alcun focolaio ”. Così l’assessore Stefano Ciuoffo nella comunicazione resa in aula lo scorso 7 luglio, in risposta anche all’interrogazione di Marco Stella (Forza Italia) sui tre decessi per Covid avvenuti a Ematologia nell’Azienda universitaria ospedaliera fiorentina.


Ciuoffo ha dato lettura della nota redatta dagli uffici, nella quale si ricorda che “tra il primo caso e i successivi due intercorre un periodo pari a un mese”. “Nessun altro paziente di Ematologia, nel periodo della degenza dei tre pazienti, è risultato positivo a tampone per la ricerca Sars-Cov-2”. Per la sicurezza di pazienti e operatori, l’accesso dei pazienti a tutti i reparti dell’ospedale prevede l’esecuzione di un tampone e il ricovero nei reparto no-Covid viene effettuato solo con esito negativo, “come era avvenuto per i tre casi citati”.

Tutti e tre i pazienti “avevano necessità urgente di trattamento in reparto specialistico per la grave patologia ematologica di base a rischio di morte imminente”, ha dichiarato l'assessore. Dal punto di vista clinico, al momento del ricovero presso il reparto di Ematologia, “risultavano immunodepressi e i due pazienti affetti da leucemia promielocitica acuta, neutropenici” .

A seguito dell’indagine epidemiologica effettuata dopo il primo caso, presso la degenza ematologica è stata introdotta la ripetizione del tampone ogni 7 giorni per i pazienti non provenienti dal domicilio, ma da altre strutture o reparti, “anche in assenza di sintomatologia sospetta”. Sempre a seguito dell’indagine epidemiologica relativa al primo caso, “tutti gli operatori venuti in contatto la paziente sono stati sottoposti a tampone; tutto il personale, incluso il personale della ditta di pulizie, è risultato negativo. L’indagine è stata ripetuta a seguito dei due casi successivi e si è registrata la positività di un tampone, “però dopo 9 giorni dal trasferimento dei due pazienti presso altro reparto”. Complessivamente sono stati eseguiti, sul personale medico e infermieristico e su quello dei servizi afferenti, 141 tamponi.
Le stanze di degenza del reparto sono strutturate “per garantire un assoluto isolamento” e l’unica modalità di visita consiste nell’utilizzo di un ballatoio esterno con colloqui tramite barriera in vetro. “Risulta che il personale del reparto di ematologia abbia sempre applicato le procedure” previste per la prevenzione del contagio ha concluso Ciuoffo.

Ha aperto il dibattito il consigliere del Movimento 5 stelle, Andrea Quartini: “C'è un quarto caso su cui la Giunta non ci ha dato informazioni”, ha dichiarato. “Non si è interpellato il rischio clinico e mi pare un fatto grave come è grave – ha continuato – aver pubblicato le generalità di una paziente deceduta. In un altro caso, invece, sembra che il sistema non sia stato capace di prenderlo in carico. La rete organizzativa è drammatica e inaccettabile in una sanità moderna”.

L'ipotesi di un quarto caso è stato smentita Enrico Sostegni (Pd): “Ad oggi non risulta” quindi l'analisi: “Fermo restando che c'erano tre persone negative all'accesso che poi si sono positivizzate, il sistema ha funzionato. Non ci sono stati contatti con i familiari, non ci sono stati altri casi e tutti gli operatori sono negativi”. “Per quello che attiene al Consiglio – ha continuato -, la comunicazione della Giunta dimostra che Careggi ha dato prova di buona gestione. È giusto capire bene cosa sia successo ma l'organizzazione che doveva tutelare i pazienti ha funzionato”.

Sulla vicenda la consigliera del gruppo misto Monica Pecori ha rilevato l'assenza del rischio clinico: “doveva essere attivato”.

Marco Stella (Forza Italia), ha affermato di "non capire i distinguo politici", perché "quando si va in ospedale si va con la speranza di essere curati e non di morire e perché affermare che il sistema ha funzionato non è la verità". Per questo ha espresso "vicinanza e solidarietà alle famiglie dei deceduti". E ha aggiunto: "Mi sorprende che ci accontenti della nota della direzione generale e che non si difenda un reparto, quello di ematologia, che funziona bene e che ha un approccio umano invidiabile".

"Riguardo ai tre decessi esprimo solidarietà alle famiglie e fiducia nell'azione dell'autorità giudiziaria, sperando anche che ci sia un'indagine interna", ha dichiarato Tommaso Fattori (Sì-Toscana a Sinistra). "Comprendo che la comunicazione dica che tutto ha funzionato – ha proseguito, - ma qualcosa, invece, non è andata per il verso giusto".

Serena Spinelli (gruppo Misto), esprimendo vicinanza alle famiglie dei tre deceduti nel reparto di ematologia, ha affermato: “Non voglio intervenire su questo punto perché, sulla base della comunicazione della Giunta, non sono in grado di esprimere un parere".

Redazione Nove da Firenze