Coronavirus: già in Procura l'esposto della Lega contro Rossi

foto Agenzia Dire

Consiglieri regionali e parlamentari lo hanno presentato oggi in Palazzo di Giustizia. Nel mirino le misure della Regione e il termine "fascioleghisti" usato dal governatore. Chiesta una informazione più puntuale e trasparente. Giani: "Iniziativa patetica in un momento come questo"


(DIRE) Firenze, 24 feb. - Consiglieri regionali e parlamentari della Lega sono andati in procura, a Firenze, per presentare un esposto contro il governatore toscano Enrico Rossi. Il documento, si spiega dal Carroccio, chiede che venga effettuata un'indagine "per verificare compiutamente se nelle decisioni assunte" nei giorni dell'allerta del coronavirus, "così come nella pubblicazione di un post sui social in cui etichettava come 'fascioleghisti' tutti coloro i quali non la pensassero come lui su come affrontare la tematica, si possano ravvisare o meno ipotesi di reato". 

Secondo i leghisti, infatti, "le misure adottate per la prevenzione ed il contenimento del coronavirus non siano state, a tempo debito, adeguate ed incisive per garantire il diritto alla salute d'individui di qualsiasi nazionalità essi siano. A nostro avviso, infatti, sarebbe stato necessario prevedere una quarantena obbligatoria per le persone, italiane, cinesi o di altri Paesi, provenienti dalla Cina".

Detto questo il termine 'fascioleghista' "offende, a nostro avviso, palesemente sia chi è stato eletto nelle fila della Lega, sia i milioni di elettori che hanno votato per il partito guidato da Matteo Salvini". Per questo "qualora l'autorità competente dovesse ravvisare condotte penalmente rilevanti, l'esposto avrà valore di denuncia-querela nei confronti del presidente Rossi".

L'esposto è stato sottoscritto dai parlamentari Mario Lolini e Manuel Vescovi, e dai consiglieri regionali Elisa Montemagni, Jacopo Alberti, Marco Casucci, Luciana Bartolini e Roberto Biasci.

Lo stesso Alberti, portavoce dell'opposizione in Consiglio regionale, in una nota afferma: "La Regione Toscana informi i cittadini in modo tempestivo e puntale, ma soprattutto con la massima trasparenza. Non sappiamo, ad ora, quanti tamponi sono stati effettuati da quando è entrata in vigore l'ordinanza e quante chiamate per sospetti casi di Coronavirus, e da quali territori, sono giunte ai numeri dedicati, o se ci sono persone in quarantena oltre a quelle comunicate la scorsa settimana. Sarebbe consono - aggiunge- dare un bollettino ufficiale ogni 7-8 ore, per evitare anche che si diffondano fake news. Si sta diffondendo il sospetto che qualcosa venga celato, i cittadini devono essere tranquillizzati, non tenuti all'oscuro". Alberti invita inoltre a tradurre le informazioni sui siti istituzionali anche in cinese.

Il presidente del Consiglio regionale e candidato a governatore della Toscana per il centrosinistra, Eugenio Giani, commenta così l'iniziativa di stamani: "Francamente trovo patetica, in un momento in cui tutte le istituzioni si devono unire per contrastare il diffondersi del Coronavirus con misure operative di prevenzione, l'iniziativa dei consiglieri regionali della Lega di un esposto su una presunta carenza della Toscana quando il virus si sta trasmettendo in Italia passando da Regioni governate dalla Lega come Lombardia e Veneto. La battuta del presidente Rossi nei confronti del professor Burioni - aggiunge- può essere considerata impropria, ma dobbiamo riconoscere allo stesso presidente come oggi la Toscana stia eseguendo con rigore i protocolli sanitari emanati dal governo nazionale". Quindi, avverte, "c'è bisogno di sostenerlo in maniera responsabile e attiva per generare fiducia nella popolazione e ottemperare cosi' alle misure che la comunita' scientifica ritiene più idonee in questo difficile momento".

Redazione Nove da Firenze