Coronavirus: firmata una nuova ordinanza sul tpl per consentire i bus pieni all'80%

Tutte le informazioni utili per un rientro in sicurezza. La misurazione della febbre a casa e anche prima di entrare a scuola grazie a personale incaricato dal Comune. Toccafondi (IV): “Ad Azzolina in aula ho raccontato quel che ho visto: la passione del personale, ma anche preoccupazioni per ripartenza tecnicamente difficile”


Il 14 settembre è vicino: non è stato semplice organizzare tutti gli aspetti per un rientro a scuola in sicurezza. Una delle questioni che è stata più difficile da affrontare è stata quella del trasporto scolastico, alla luce delle indicazioni emanate dalla direttiva ministeriale.

Firmata dal presidente della Regione Toscana una nuova ordinanza che recepisce il Dpcm emanato dal Governo lunedì scorso, 7 settembre 2020, in tema di trasporto pubblico locale e regionale. In particolare vengono recepite le ulteriori disposizioni attuative date dal Governo, che per quanto riguarda il tpl prevedono in particolare la decisione di fissare il limite di utilizzo all’80% della capienza massima dei mezzi di trasporto. Grazie al recepimento delle novità introdotte lunedì scorso ed ai 3 milioni di fondi aggiuntivi stanziati dalla Giunta regionale per integrare la normale programmazione dei servizi attraverso l’utilizzo di bus turistici e Ncc, tutte le corse di mezzi pubblici destinate a garantire i collegamenti con le scuole - come determinato nella ricognizione fatta dalle Province - potranno essere effettuate. Restano in vigore tutte le ulteriori disposizioni di sicurezza, come l’obbligo di utilizzare la mascherina a bordo, l’incentivazione della bigliettazione elettronica, le sanificazioni ricorrenti da parte dei gestori del servizio di trasporto e tutte le altre misure a contrasto della diffusione del virus Covid 19 previste dal decreto-legge n.19 del 25 marzo 2020, dal decreto-legge n.33 del 16 maggio 2020 e dal relativo allegato “Linee guida per le informazione agli utenti e le modalità organizzative per il contenimento della diffusione del Covid-19 in materia di servizio pubblico”. Viene contestualmente revocata la precedente ordinanza regionale n.74 e le relative linee guida, che vengono sostituite con quelle allegate all'ordinanza n.85.

In vista della ripartenza della scuola e dell’inizio dell’anno scolastico previsto lunedì 14 settembre 2020, l’amministrazione comunale ricorda che a tutti i bambini e agli alunni, dai servizi educativi alle scuole dell’infanzia, dalle primarie alla scuola secondaria di primo grado si dovrà misurare la febbre anche all’ingresso dei plessi scolastici. Infatti al loro arrivo bambini dei nidi e degli asili, ragazzi delle elementari e delle medie troveranno personale che il Comune di Empoli ha incaricato per agevolare l’ingresso scaglionato e avrà anche il compito, in collaborazione con personali scolastico, di misurare la febbre a tutti gli alunni tramite l’utilizzo di un termoscanner. Si ricorda comunque che la febbre, come da direttiva ministeriale, dovrà essere misurata anche a casa, prima di uscire per raggiungere la propria scuola. Il ministero dell'Istruzione ritiene che la misurazione della temperatura per i bambini e i ragazzi minore debba essere una responsabilità dei genitori prima che arrivino in classe. Il protocollo del Ministero prevede:

  1. l’obbligo di rimanere al proprio domicilio in presenza di temperatura oltre i 37.5° o altri sintomi simil-influenzali e di chiamare il proprio medico di famiglia e l’autorità sanitaria;
  2. il divieto di fare ingresso o di poter permanere nei locali scolastici laddove, anche successivamente all’ingresso, sussistano le condizioni di pericolo (sintomi simil-influenzali, temperatura oltre 37.5°, provenienza da zone a rischio o contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti, etc.) stabilite dalle Autorità sanitarie competenti.

“Mancano i docenti e la sinistra di governo regionale e nazionale coi grillini, incapaci di programmazione, che ha ideato? I contingenti covid. L’aliquota covid, finanziata Toscana con 100 milioni che devono servire ad assumere docenti che non ci sono con fondi legati all’emergenza. Ciò significa che finita l’emergenza questi docenti cessano l’attività con uno schiocco di dita. Vanno a casa centinaia e centinaia di insegnanti, migliaia di ragazzi restano senza docenza e saranno costretti a rimanere a casa con famiglie che non sapranno come fare. E’ la pensata di questi meravigliosi genii di cui fa parte l’assessore regionale Grieco che vive di luce riflessa del suo presidente e quindi dimostra la totale incapacità”. Lo ha affermato il senatore di Forza Italia Massimo Mallegni, commissario regionale di Forza Italia in Toscana, ieri sera a margine di un incontro elettorale a Firenze con esponenti dell’associazionismo.

“In questi giorni ho visitato tante scuole toscane, in particolare superiori: professionali, tecnici, licei, ma anche paritarie dell’infanzia. Altre ancora le visiterò nei prossimi giorni. Ho visto una grande passione di dirigenti, docenti, personale ata e tecnici. Ed oggi, in aula alla Camera con il ministro dell’Istruzione ho riportato quello che ho visto: il grande impegno ma anche le preoccupazioni.” Così il deputato fiorentino Gabriele Toccafondi, capogruppo di Italia Viva in commissione cultura alla Camera “La scuola Toscana riapre tutta, ed è fondamentale che resti aperta tutta, in presenza. Perché la DAD, che pure noi abbiamo difeso quando era inevitabile, non è scuola, ovvero percorso educativo. Servono tamponi e test rapidi subito disponibili perché altrimenti i presidi chiuderanno intere classi, o peggio, intere scuole. Serve personale sanitario di supporto nei casi sospetti dentro le scuole perché la stanza Covid c'è, ma se il genitore non arriva che succede? Per questo, quando sarà disponibile, serve il vaccino obbligatorio per tutto il personale scolastico.” Prosegue Toccafondi “Ma la scuola non ha bisogno solo di aprire e rimanere aperta. La scuola ha bisogno di funzionare, di dare risposte ai ragazzi. Per questo è fondamentale aumentare l'autonomia scolastica perché solo così docenti e presidi riusciranno a rispondere sia ai bisogni educativi dei ragazzi che anche alle nuove esigenze che la scuola deve affrontare in questa fase” “è importante sottolineare che la scuola deve essere aiutata tutta – insiste il deputato - perché dobbiamo aiutare i ragazzi, indipendentemente dal fatto che frequentino una scuola statale o una paritaria. Gli istituti professionali vanno riformati ascoltando chi ci lavora: gli abbandoni quasi al 10% dimostrano che tanti scappano dai professionali. Servono meno materie e più laboratori, tirocini e dialogo con il mondo del lavoro.” “La scuola cambia gli orari di ingresso e uscita – conclude Toccafondi- Le città, anche e soprattutto con gli orari del trasporto pubblico, si adeguino a questa novità, che ci accompagnerà per diversi mesi. In sintesi, serve fare sistema. La scuola riparte solo così, rimane aperta solo cosi”.

Redazione Nove da Firenze