"Coronavirus, a Firenze impatto economico devastante"

foto Agenzia Dire

Il sindaco Nardella: "Ne parlerò con la Regione, ci dobbiamo attrezzare perché non sarà un evento di breve periodo". In tutta la Toscana prevista contrazione della spesa turistica di circa 778 milioni. Asl impegnate in un aggiornamento quotidiano delle misure precauzionali


(DIRE) Firenze, 4 feb. - Nel 2020 in Toscana l'allerta legata al coronavirus potrebbe generare un contrazione della spesa turistica pari a circa 778 milioni. È quanto emerge da uno studio dell'Istituto Demoskopika, che ha tracciato una mappa dei possibili effetti sul settore italiano. La contrazione del consumo totale di beni e servizi da parte del viaggiatore nel paese visitato (alloggio, pasti, intrattenimenti, souvenir, regali, altri articoli per uso personale, ecc.), sarebbe diretta conseguenza della riduzione degli arrivi, quantificata in 4,7 milioni che genererebbero, a loro volta, circa 14,6 milioni di presenze in meno rispetto al 2018. 

Così se è il Veneto ad indossare la maglia nera (con un calo di 971 mila arrivi, di oltre 3 milioni di presenze e, infine, con una contrazione della spesa turistica pari a circa 955 milioni), sono definiti "preoccupanti anche i possibili 'postumi da virus' per il turismo in Toscana, con un calo di 695 mila arrivi, di oltre 1,8 milioni di presenze e con una contrazione della spesa turistica pari a circa 778 milioni", di cui 435 direttamente dal mercato cinese (121 dagli Stati Uniti e 44 dal Giappone).

A Firenze "l'entità del danno economico" legato al coronavirus "per il turismo sarà devastante", sostiene il sindaco Dario Nardella. "Non dobbiamo sottovalutare l'impatto economico sul turismo a Firenze", aggiunge "e spero di poter incontrare insieme all'assessore Del Re gli operatori del turismo", perché "prevediamo un impatto negativo significativo. Quindi ci dobbiamo attrezzare, perché non sarà un evento di breve periodo. A maggior ragione l'allarmismo verso la Cina e dalla Cina va calcolato anche in funzione dell'impatto economico", conclude.

Per la popolazione scolastica l'Asl Toscana centro, in accordo con quanto stabilito dalla circolare ministeriale, raccomanda sia per bambini in età scolare che per studenti universitari, rientrati dalle zone a rischio nelle ultime due settimane, ma in assenza di sintomi, "di seguire le consuete norme igieniche oltre a un monitoraggio domiciliare autogestito". Non altro, tanto meno la quarantena a scopo precauzionale, come chiesto dai governatori leghisti del Nord (Veneto, Lombardia, Friuli e Trentino) per i bambini rientrati dalla Cina da meno di 14 giorni. 

E' quanto spiega l'azienda ospedaliera in una nota i cui fa il punto della situazione. In questa fase, infatti, continua il lavoro dell'unità sanitaria di crisi (usc) dell'Asl, impegnata in un aggiornamento quotidiano delle misure precauzionali da adottare per una eventuale gestione di casi di "Nuovo Coronavirus", già diffuse da alcuni giorni in tutti i presidi aziendali (ospedalieri e territoriali), oltre che negli ambulatori dei medici di famiglia. Con i coordinatori delle aggregazioni funzionali territoriali e' stato recentemente organizzato un incontro cosi' da coinvolgerli attivamente in questa azione preventiva messa in atto al fine di diffondere, nei prossimi giorni, le adeguate indicazioni sui comportamenti da adottare. In questa situazione di emergenza, infatti, "il medico di medicina generale svolge un ruolo centrale nell'informare i suoi assistiti sulle precauzioni da adottare", si spiega. "Con l'usc monitoriamo quotidianamente l'evoluzione epidemiologica del Nuovo Coronavirus adeguando le nostre procedure agli indirizzi ministeriali e regionali", spiega Federico Gelli, coordinatore usc dell'Asl Toscana Centro.

Redazione Nove da Firenze