Cooplat: lo stato fallimentare della cooperativa mette a rischio centinaia di lavoratori

I soci: «Riuniti e mobilitati per ricapitalizzare la società». Incontro con Uiltrasporti: "Il Consiglio di amministrazione verso la liquidazione coatta. Ma è la cooperativa che dovrebbe gestire tutti i servizi Cup dell'Asl per l'area nord Toscana"


E' stato il Presidente Cooplat Andrea Ballerini ad annunciare la crisi della cooperativa.

Nelle procedure fallimentari ci si fa male, soprattutto si fa male ai lavoratori: non si possono evocare come ultima speranza -interviene con un proprio documento un gruppo di soci Cooplat- In tanti siamo determinati ad operare una ricapitalizzazione per parare la perdita prodotta da questo gruppo dirigente, già di fatto sfiduciato lo scorso 9 dicembre dell’assemblea dei soci e rimasto in carica solo per “gestire” un accordo di investimento che prevedeva (e per noi ancora potrebbe prevedere) la trasformazione temporanea in SPA della cooperativa sotto l’egida del CNS e di COOPFOND. Già oggi, centinaia di soci e dipendenti, tra responsabili gestionali, capo cantiere, impiegati amministrativi, si sono spontaneamente riuniti e mobilitati per ricapitalizzare la società. Ci presenteremo in assemblea per dare continuità alla nostra cooperativa. Abbiamo letto con rabbia, perché il rischio di una disinformazione sulla nostra società è grande ed ha il solo effetto di poter pregiudicare soluzioni a portata di mano, di una difficoltà importante ma non impossibile da affrontare. Può allarmare i nostri clienti e fornitori, che invece conoscono il valore del nostro lavoro e che intendiamo rassicurare: noi, definiti piccoli-lavoratori ce la faremo a ricapitalizzare e siamo certi che il movimento cooperativo, visto il nostro impegno, ci aiuterà ad affrontare al meglio questa situazione. Siamo abituati ai sacrifici: non abbiamo paura. Tanti dei nostri sono stati in prima linea ad affrontare l’emergenza Covid, siamo i più strutturati almeno in Toscana per effettuare le sanificazioni, per certificarle. Abbiamo prospettive importanti di lavoro. Siamo una organizzazione economica e sociale storica di riferimento per la Toscana, apprezzati in tante altre regioni. Rassicuriamo tutti, a partire dai nostri amministratori e dirigenti, più volte sfiduciati, che Cooplat ha ancora una lunga vita davanti a sé. Il destino della cooperativa lo decidono i soci.

“Il futuro di centinaia lavoratori apuani è in rischio grazie all’ennesimo paradosso del sistema delle cooperative e al disastro della gestione degli appalti pubblici. La vicenda è quella della Cooplat: una grande cooperativa nazionale che conta migliaia di dipendenti su tutto il territorio servito. Società che ha già in appalto parte dei servizi Cup e front office dell’Asl area nord Toscana e che da luglio addirittura dovrebbe prendere tutto in carico, come cooperativa locale scelta dall’impresa vincitrice dell’appalto, il Consorzio Cns, facendosi pure carico dei dipendenti delle altre cooperative che a oggi operavano al Cup. Lavoratori che dovrebbero quindi passare da un’azienda sana a una malata. Una follia”. A segnalare il caso è la Uiltrasporti, tramite il segretario provinciale Rolando Bellè e il rappresentante di settore, Angelo Lieti, che venerdì sera hanno incontrato alcuni lavoratori della Cooplat per analizzare la situazione, assieme al segretario Uil area nord Toscana, Franco Borghini.

“Purtroppo i conti dell’azienda non erano più buoni e avevano tentato alla fine del 2019 di avviare una procedura di salvataggio, complessa e difficile, per trasformarsi in società per azioni. Hanno provato a ricapitalizzare, hanno chiesto soldi ai lavoratori tramite ferie, permesse, quote sociali e Tfr, migliaia e migliaia di euro. Tentativo naufragato per ben due volte, anche a causa dell’emergenza Covid19. Per l’azienda il disastro sembra annunciato: lunedì scorso si è riunito il Consiglio di amministrazione Cooplat e ha deciso per la liquidazione coatta della cooperativa. Ci siamo già mossi, diffidando dall’attivazione della procedura – evidenzia Lieti – ma la fase è estremamente turbolenta”. Ci sono diversi problemi da risolvere. “Prima di tutto non sappiamo neppure con esattezza quanti siano i lavoratori in provincia. Basta pensare che la Cooplat ha anche l’appalto per la pulizia dei supermercati Coop in provincia. Poi c’è il caso di Cup e front office Asl, che conta 108 dipendenti gestito fino a oggi da tre cooperative diverse. E’ stata però fatta una nuova gara di appalto, vinta da Consorzio Cns, che ha scelto come braccio operativo dell’area nord Toscana proprio Cooplat. Quindi chi oggi lavora per le altre due cooperative in salute dovrebbe passare a Cooplat, che sta per saltare in aria. Tanto per capirci: sono mesi che ritardano il pagamento degli stipendi – dice ancora Lieti -, non pagano gli straordinari, non c’è una busta paga che va bene, hanno sospeso pure i contributi Inps per dicembre e gennaio. E’ una vicenda che ha dell’incredibile”. La battaglia è appena iniziata: “Come sindacati, insieme a Filcams Cgil e Fp Cisl, abbiamo aperto lo stato di agitazione – conclude Lieti - e il 18 abbiamo convocato l’assemblea. Assemblea che peraltro non sappiamo neppure dove fare perché con il distanziamento sociale non c’è un luogo idoneo ad accogliere magari centinaia di lavoratori. Ci chiediamo comunque come sia possibile che a oggi l’Asl non dia risposte. Vogliamo un incontro con i vertici Asl, il committente dell’appalto che dovrebbe volere un’azienda seria e sana per gestire Cup e Front Office”.

Redazione Nove da Firenze