Contratto scaduto da 3 anni, presidio dei lavoratori Ataf

Stamani sotto la sede di viale dei Mille. "Chiediamo a Regione, Comune e Azienda di intervenire con garanzie precise"


Stamani una rappresentanza di lavoratori ha messo in atto un presidio sotto la sede Ataf di viale dei Mille.

Il 2020 è stato un anno particolarmente difficile ha visto i lavoratori e le lavoratrici di Ataf Gestioni (distaccati di Busitalia compresi) affrontare le incognite della pandemia con grande dedizione e coraggio, stando sempre in prima linea anche quando le notizie sulla pericolosità del virus erano pochissime. "La maggior parte dei lavoratori - si legge in una nota Rsu -, una volta ridotto il servizio durante il lockdown, con senso di responsabilità hanno sacrificato le proprie spettanze di ferie, permessi e contatori vari per ovviare all’eccedenza di personale che si era creata improvvisamente. Alcuni invece sono incorsi addirittura nel fondo bilaterale di solidarietà, rimettendoci buona parte della paga. Sempre i lavoratori, non senza problemi, hanno gestito gli sbalzi continui delle restrizioni derivate da DPCM e delibere, spesso rischiando in prima persona per garantire la tutela della salute pubblica. Ad oggi questi Lavoratori sono stanchi e arrabbiati, senza prospettive. Sono anche molto preoccupati per il loro futuro, per la loro stabilità lavorativa ed economica, per le loro famiglie. La contrattazione è ferma da troppo tempo: il CCNL è scaduto da tre anni; il contratto di secondo livello di Busitalia è scaduto da tre anni; i lavoratori in distacco “temporaneo” aspettano garanzie sul futuro; in Ataf non ci sono certezze economiche sul 2020 e forse nemmeno sul 2021; la retribuzione integrativa degli assunti dopo dicembre 2000 (AP) ha una tabella che non prevede le assenze da pandemia e che va aggiornata per non penalizzarli ingiustamente; c’è la mancata integrazione salariale della quota del Fondo Bilaterale di Solidarietà; a bordo non si incassa più l’aggio sui biglietti; da troppo tempo il livelli salariali sono fermi mentre il costo della vita avanza senza sosta. La situazione complessiva è pesantissima! Sentiamo parlare di ristori milionari del Governo e della Regione, di risorse aggiuntive destinate al TPL, di un Recovery Fund miracoloso… e alla fine vediamo un settore sempre incerto, non solo immerso dentro al traffico e ai soliti cantieri ma senza una vera competitività e senza una programmazione a medio-lungo termine. Senza investimenti. In un lento declino, con la pandemia che rischia di diventare il colpo di grazia. Tutto ciò non certo per colpa dei lavoratori! I quali pagano sempre sulla loro pelle nonostante i sacrifici quotidiani, nonostante i rischi, nonostante la grande responsabilità di trasportare persone. Chiediamo pertanto a Regione, Comune e Azienda di intervenire con garanzie precise!", conclude la nota Rsu Ataf.

Redazione Nove da Firenze