Rubrica — Fiorentina

Contemporary football. La tendenza del calcio italiano ha dei difetti

Potremmo affermare da tifosi: “prima Firenze poi l'Italia!” e avremmo ragione. Mancini e già alcuni club della Serie A hanno iniziato a copiare certi princìpi di gioco tipici della Fiorentina. Però non capiscono ancora, causa la cecità che la novità a volte dona, che questa bellezza abbia dei difetti frutto della sua beltà


Il limite di questo gioco è quello di isolare la difesa, cioè trattarla come un corpo estraneo, perché tende ad allungare l’undici in campo. Perciò i difensori devono accorciare e portare la linea alta.

La squadra non corre tanto siccome parte avanzata, ma non ha “attendismo” che possa aiutarla nel prorogare una protezione corretta della propria porta. Si crea una tensione data dalla frenesia che tale meccanismo comporta. Così non viene applicata nemmeno una marcatura a zona esaustiva, poiché gli occhi di ogni calciatore sono concentrati solo sul pallone.

Infatti è importante l'ausilio del libero, che compie il ruolo del leader e della guida durante la fase arretrata. Oltretutto possiede, carattere maggiore, la libertà nei movimenti che risultano fondamentali per chiusure al limite di un gioco al limite: esempio interessante potrebbe essere la prestazione fatta da Pezzella contro l'Atalanta.

Comunque un’attesa erronea o un'interpretazione frettolosa, alla quale questo sistema può portare, rischia che si creino situazioni di solitudine assoluta nel battere a rete dell’avversario. Ecco perché diventa dominante una difesa con 4 giocatori, che rimangono stretti per comunicare tra loro il fuorigioco e coprire da palo a palo la porta. Una sorta di organismo passivo ordinato che stacca dal caos davanti sé. Questa è la differenza profonda tra Fiorentina e Atletico Madrid.

Insomma, un gioco che sì, ha le peculiarità esatte per il calcio contemporaneo (veloce e triangolare), garantendo giro palla rapido e recupero della dispersione degli inserimenti negli spazi (atteggiamento classico del Dortmund di Klopp), ma che non ha eccessivo “tiki taka” o “cholismo”. Quindi ostruisce bene i canali di passaggio e l'impostazione iniziale, attraverso influenze provenienti dal gegenpressing e pressing a specchio, limitando i rischi.

Ciò è plausibile solo se attuato con ordine. Invece, se attuato passivamente come ripetizione noiosa, avverrebbe un effetto collaterale che taglierebbe netta la squadra in due con successiva superiorità numerica laterale avversaria. Infatti la sofferenza principale della Fiorentina sta sulle fasce. Perciò diviene esemplare un approccio psicologico attivo continuo, martellante che mantenga energica qualsiasi facoltà. Motivo preponderante che ha rialzato l’aggressività media nel nostro campionato e, soprattutto, l’attrazione verso giocatori che ne abbiano abbondanza: Belotti, Chiesa, Benassi, Barella ed ecc..

Uno stile più anglosassone che colmi l'abisso formatosi col pubblico calcistico.

Il calcio è uno spettacolo e i calciatori gladiatori nell'arena.

Fiorentina — rubrica a cura di Manuel Cordero

Manuel Cordero

Manuel Cordero — Nato a Firenze nel 1995, è appassionato di giornalismo e tifoso della Fiorentina

E-mail: fiorentina@nove.firenze.it