Condannati per mafia, o altri gravi reati beneficiavano del reddito di cittadinanza

Prosegue l’azione di prevenzione su tutto il territorio metropolitano di Firenze. Plauso del Prefetto all’operazione della Guardia di Finanza


Specifiche attività di monitoraggio, prevenzione e contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e sociale, hanno fatt emergere all’INPS 52 soggetti percettori del reddito di cittadinanza, che avevano omesso di indicare nelle domande di richiesta di aver subito condanne per gravi delitti.

Merito dei militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Firenze, che hanno esaminato le posizioni economiche dei soggetti condannati o sottoposti a misure cautelari per delitti di elevato impatto sociale, fra i quali quelli relativi al crimine organizzato di stampo mafioso, al traffico di sostanze stupefacenti, rapina e truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche. Gli accertamenti eseguiti dal Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata delle Fiamme Gialle fiorentine durante la fase di lockdown emergenziale sono stati finalizzati a riscontrare i requisiti per ottenere il beneficio reddituale da parte dei soggetti a vario titolo condannati, identificando contestualmente anche le fonti di sostentamento economico. L’elaborazione dei dati, effettuata anche attraverso gli applicativi in uso al Corpo, ha portato all’individuazione di numerosi soggetti che, omettendo di indicare nelle domande di richiesta del Reddito di Cittadinanza la condanna per gravi delitti, per cui è inibito l’accesso alla misura di sostegno economico, hanno indebitamente percepito il beneficio assistenziale. All’esito delle investigazioni sono stati segnalati 52 soggetti all’INPS, tra richiedenti il beneficio e loro familiari, che presentavano una connessione con il territorio, nei confronti dei quali saranno avviate le procedure di recupero delle somme percepite. L’attività investigativa si inserisce in una più ampia strategia istituzionale messa in campo dalla Guardia di Finanza, finalizzata a contrastare l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale e l’illecita percezione delle risorse pubbliche destinate alle persone e alle famiglie in difficoltà.

Il prefetto esprime infine plauso e soddisfazione alle donne e agli uomini del Comando provinciale della Guardia di Finanza di Firenze.

ALTRE TRE INTERDITTIVE ANTIMAFIA ADOTTATE DAL PREFETTO DI FIRENZE

Sale a otto il numero complessivo di interdittive antimafia adottate da aprile ad oggi dal prefetto di Firenze, che ha firmato altri tre provvedimenti riguardanti due società con sede a Campi Bisenzio e un’impresa individuale con sede a Calenzano, tutte operanti nel settore del commercio dei pallets. L’intervento scaturisce dagli approfondimenti condotti dal Gruppo Interforze della Prefettura effettuati nell’ambito dell’inchiesta “Golden Wood”, che ha portato ad una maxi operazione svolta a Prato dalla Guardia di Finanza, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze, un’indagine con importanti ramificazioni anche nel territorio fiorentino. Questa ulteriore azione rafforza l’attività messa in campo in chiave anticipatoria per contrastare ogni forma di illegalità a tutela dell’economia sana, in un contesto dove risulta significativo il rischio di infiltrazioni nel tessuto produttivo locale. Il contrasto alla criminalità organizzata costituisce uno degli obiettivi primari dell’azione della Prefettura, soprattutto nell’attuale congiuntura, dove le difficoltà di imprese ed esercizi commerciali, fortemente provati dal prolungato periodo di lockdown e dalla conseguente crisi di liquidità, mettono prepotentemente a rischio la tenuta dell’economia legale. Massima è quindi l’attenzione per intercettare tentativi infiltrativi.

Redazione Nove da Firenze