Ciclovia tirrenica: mille km e la parte toscana sarà pronta entro il 2023

Il 30% è già esistente, il resto sarà adeguato con il coinvolgimento di cinque province e 30 Comuni. Investimento della Regione di 90 milioni. L'infrastruttura arriverà da Ventimiglia a Roma


(DIRE) Firenze, 4 ott. - Entro il 2023 sarà pronta e percorribile la parte toscana della ciclovia tirrenica. L'infrastruttura, al centro di un convegno oggi a Livorno, si snoderà per 1.000 chilometri da Ventimiglia a Roma, solcando per 387 chilometri la regione. Il 30% della tratta è già esistente, il resto verrà adeguato o realizzato attraverso il coinvolgimento di 5 Province e 30 Comuni. 

Si tratta di un impegno che viene da lontano, da quando nel maggio 2015 la Regione presentò uno studio di fattibilità e che si accorda con una politica orientata verso la mobilità su due ruote: "Dal 2014 ad oggi - ricorda l'assessore ai Trasporti Vincenzo Ceccarelli- la Regione ha messo a bilancio 64 milioni per interventi sulla mobilità ciclabile sull'intero territorio regionale, promuovendo investimenti complessivi per oltre 90 milioni". 

La scelta fatta dalla Toscana "è disegnare un sistema regionale di ciclovie- aggiunge l'assessore- capace di connettersi sia con i grandi itinerari nazionali che con le ramificazioni territoriali". 

Gli assi portanti sono la ciclovia dell'Arno e quella Tirrenica, i due itinerari che si trovano, al momento, in una fase più avanzata di progettazione e realizzazione. L'obiettivo è anche di promuovere azioni amiche dell'ambiente: "Abbiamo scelto già da anni- ricorda Ceccarelli- di andare avanti nella direzione che oggi ci viene indicata a gran voce dai movimenti dei giovani che lottano contro i cambiamenti climatici e chiedono l'abbattimento delle emissioni di CO2. Siamo dunque sempre più determinati nel portare avanti la nostra scelta di promuovere una mobilita' sostenibile". E la Toscana, capofila del progetto, grazie al Mit potrà accedere a un finanziamento nazionale pari a 16 milioni per la progettazione e il finanziamento dei primi lotti. (Cap/ Dire)

Redazione Nove da Firenze