Centro Storico, la bestia nera di Firenze: serve un mediatore civico

Da anni oramai è il quartiere più turbolento del capoluogo toscano


Il termometro politico si scalda, la temperatura sale al Quartiere 1 dove la maggioranza che vacilla viene bersagliata dalle opposizioni
Nello specifico la presidenza della Commissione Ambiente sfugge al Partito Democratico che non si accorda sul nominativo da supportare. 

Immediate scoccano le frecce da sinistra e da destra, "la maggioranza è allo sbando". Un campanello di allarme che però non è nuovo e conferma la difficoltà di gestire un'area che racchiude esigenze ed interlocutori molto diversi tra loro, dove sarebbe fin troppo facile seguire ogni soffio di vento e promettere tutto a tutti. Ma non è un gioco a chi grida più forte.

L'impossibilità di dominare la bestia nera non è solo una questione politica, ma pratica. A raccontarlo sono gli episodi, sono le risse, comprensive di scazzottate, che si sono consumate in Palazzo Cocchi Serristori, per pura casualità in piazza Santa Croce, luogo deputato ad accogliere le sfide del Calcio Storico Fiorentino.
  Presidenti più o meno orientati, uomini di partito e di contro-partito e persino rappresentanti civici hanno tentato di gestire la situazione davanti alla più agguerrita selezione di comitati ed associazioni che si siano visti in città: dai residenti storici, agli inquilini disposti ad occupare, dagli artigiani ai bottegai agli ambulanti passando per i difensori delle pietre e delle piazze, agli alfieri della lotta al degrado.

Il centro storico rivendica i caratteri della residenzialità dal silenzio alla pulizia, dalla vivibilità al posto auto, priorità che sono venute meno con il crescere dei flussi turistici e che oggi si scontrano con la mini imprenditoria degli host che hanno lasciato il centro per mettere a reddito il posto letto e la mega imprenditoria di chi affitta centinaia di camere. 
 
Ci sono poi i commercianti di vicinato, gli artigiani, gli ambulanti, le categorie economiche che attraversano la città per lavoro e necessitano di permessi speciali di carico e scarico. 

Un appartamento in centro storico è una ottima eredità. La rendita è sicura ed ha affascinato soprattutto le nuove generazioni che dalle case della nonna ne hanno tratto la propria, insperata, professione.
Chi resiste, tra corridoi stretti, scorci fotogenici ed interni da favola, vorrebbe compagnia: sguardi amichevoli alle persiane mentre si stendono i panni, cestini di paglia che salgono e scendono dalle finestre, e la libertà di lanciare secchiate a chi consuma panini e bibite sul marciapiede. 

La sopravvivenza delle attività artigianali, è legata strettamente agli andamenti del mercato. Il rapporto qualità-prezzo non è lo stesso degli anni '80. Molti negozi abbandonati sono stati trasformati in alloggi fino ad un drastico intervento da parte del Comune sulle concessioni edilizie. I locali sfitti sono oggi vuoti, oppure proposti a costi insostenibili. C'è chi li chiede in comodato gratuito, chi in affitto calmierato e chi rivendica il diritto di stabilire il prezzo e non vorrebbe vincoli sulla destinazione d'uso.

 Il centro storico deve proporre eventi, da una parte perché è quella l'aspettativa propria delle città turistiche, dall'altra perché la permanenza delle attività ricettive, ristorative ed economiche in genere è legata al passaggio.
Sono state tentate le delocalizzazioni degli eventi più rumorosi e sono rimasti i mercatini, le fiere e le rassegne estive ospitate nelle piazze. Agli avventori piacciono, piace meno rinunciare all'auto privata ed optare per i mezzi pubblici.

Le pedonalizzazioni sono state la grande novità degli anni 2000 in una città che ospitava parcheggi in ogni piazza storica e presentava cartoline che oggi sarebbero da denuncia penale per chi si esprime quotidianamente con frasi tipo "nella splendida cornice" o "il salotto di Firenze". Ai residenti sono piaciute, dove si è provveduto a riservare loro posti auto esclusivi, ai commercianti sono piaciute meno ed il dibattito si infiamma ogni volta che la Ztl si accende.
Qualcuno avrebbe voluto la Tramvia passante dal Duomo, qualcuno avrebbe voluto scavare per bypassare il centro storico, sbucando dal sottosuolo di tanto in tanto, in piazza della Repubblica o piazza Santa Croce.

Il centro storico merita una riflessione articolata. Ha bisogno di mediatori civici e non di leader, perché non è facile da governare. Chi lo vive può restare affascinato dal bagliore di una soluzione sbrigativa, ma rappresenta ancora oggi l'anima genuina dei fiorentini che davanti alle promesse facili, mangiano presto la foglia. 

Antonio Patruno