Cavalli in Regione Toscana: cessione azienda, advisor parla di offerte in corso

Presenti anche il presidente del cda e l'amministratore delegato della Cavalli


 Due incontri, convocati stamani dal consigliere per il lavoro del presidente della Regione Toscana, hanno consentito di fare il punto su situazione e prospettive della Cavalli, la prestigiosa azienda fiorentina di moda. La convocazione del tavolo era stata proposta dalle organizzazioni sindacali prima della richiesta, avvenuta proprio pochi giorni fa, di pre-concordato in continuità presentata dalla proprietà al Tribunale di Milano.

Al primo dei due incontri hanno preso parte, oltre ai sindacati, anche il sindaco di Sesto Fiorentino e l'assessore al lavoro del Comune di Campi Bisenzio. Nel secondo erano presenti anche il presidente del cda e l'amministratore delegato della Cavalli.

Il consigliere del presidente ha ribadito l'impegno della Regione per la tutela di un brand storico che non può che fondarsi sulla salvaguardia dell'occupazione, oltretutto altamente qualificata, e sulla riconferma del forte legame dell'azienda con il territorio.

I due manager hanno da parte loro spiegato che la richiesta di preconcordato è finalizzata alla volontà della proprietà di cedere l'azienda ed hanno anche informato che l'advisor incaricato dalla società ha già ricevuto diverse manifestazioni di interesse, alcune delle quali considerate interessanti perché ritenute particolarmente congrue: su questo, hanno sottolineato, si sta lavorando.
Nel frattempo, hanno ricordato, va avanti l'attività dell'azienda per garantire la consegna degli ordini e per preparare la nuova collezione.

L'incontro si è concluso accogliendo la proposta del consigliere del presidente della Regione di tenere aperti tutti i canali di comunicazione tra i soggetti interessanti alla vertenza e di riconvocare il tavolo sulla Cavalli non oltre il 25 di aprile, coinvolgendo anche i commissari incaricati dal Tribunale di seguire il concordato e rappresentanti dell'azienda e dell'advisor che si occupano del processo di vendita.

Redazione Nove da Firenze