Caso di scabbia in ospedale a Firenze: sintomi e cura

Avviata l’opportuna prevenzione


Un operatore in servizio al Pronto Soccorso di Torregalli è stato contagiato da una infezione da scabbia, prontamente esonerato dal servizio e trattato farmacologicamente per eradicare i parassiti che l’hanno provocata. Dosi di permetrina, che non appena presa impedisce la diffusione dell’acaro, sono state inoltre applicate ad altri sanitari che, dopo l’accertamento del caso di scabbia nel loro collega, hanno manifestato un diffuso prurito.
E' in corso un più accurato controllo da parte di uno specialista dermatologo. È stato inoltre avviato un intenso programma di sanificazione dei locali e degli oggetti.

"La scabbia è un'infezione contagiosa della pelle che si verifica tra gli esseri umani e in altri animali. È stata classificata dalla Organizzazione Mondiale della Sanità come una patologia legata all'acqua. È causata da un parassita molto piccolo e di solito non direttamente visibile, l'acaro Sarcoptes scabiei, che si inocula sotto la pelle del soggetto colpito, provocando un intenso prurito allergico. L'infezione negli animali (causata da specie di acari simili) viene chiamata rogna sarcoptica.

La malattia può essere trasmessa da oggetti, ma più spesso dal contatto diretto pelle-pelle, con un elevato rischio dopo un contatto prolungato. L'infezione iniziale richiede da quattro a sei settimane per diventare sintomatica. Poiché si riscontrano sintomi allergici, oltre al ritardo nella presentazione si ha anche un significativo ritardo nel sollievo dopo che i parassiti sono stati sradicati. La scabbia crostosa, precedentemente conosciuta come scabbia norvegese, è una forma più grave d'infezione spesso associata alla immuno-soppressione" (Wikipedia).

Redazione Nove da Firenze