Case popolari, nuova legge in Toscana: ecco cosa cambia

La nuova legge regionale sulla casa è stata approvata oggi dal Consiglio regionale della Toscana


Più equità, più efficienza nel sistema dell'edilizia pubblica, più autonomia per i Comuni e nessun aumento dei canoni. Questi i capisaldi della nuova legge regionale sulla casa approvata oggi dal Consiglio regionale della Toscana.
Il giudizio di Cgil-Cisl-Uil Toscana e dei sindacati inquilini Sunia-Sicet-Uniat: “Testo migliorato. Ci sono aspetti positivi e criticità”.
Si tratta di un provvedimento che interesserà direttamente o indirettamente oltre 1 milione di persone che già abitano nelle 49.751 case popolari toscane, 21.888 famiglie che hanno presentato, attraverso i bandi comunali, domanda di assegnazione di una casa pubblica, 366 lavoratori che operano nelle aziende di proprietà dei Comuni che hanno il compito di gestire e mantenere il patrimonio immobiliare.

"E' una legge che cerca di coniugare i diritti e la legalità, il rigore con l'umanità e non aumenta i canoni di affitto – spiega l'assessore regionale alla casa Vincenzo Ceccarelli - Abbiamo voluto aumentare l'efficienza del sistema e per questo saranno fissati una serie di parametri di efficienza che dovranno essere rispettati da tutti i soggetti gestori. Ci sarà un unico contratto di servizio uguale per tutta la Toscana, che rappresenterà un elemento di equità, e saranno fissate delle percentuali degli introiti da destinare alla ristrutturazione degli alloggi".

"Per quanto riguarda i Comuni – prosegue l'assessore - ci sarà maggiore autonomia e le amministrazioni comunali avranno a disposizione il 40% degli alloggi da assegnare sulla base di graduatorie speciali gestite da i Comuni stessi. I Comuni potranno inoltre stabilire una soglia Isee per la decadenza dell'alloggio popolare anche più bassa di quella indicata dalla Regione di 36.000 euro. Si precisano poi tutta una serie di criteri per quanto riguarda la definizione dei punteggi per le graduatorie".

L'assessore ha sottolineato la scelta di rinunciare all'aumento dei canoni di affitto prevista tre anni fa, all'inizio dell'iter di legge. Le uniche rimodulazioni previste per quanto riguarda gli affitti saranno delle premialità per chi risiede in alloggi a bassa efficienza energetica e quindi paga bollette più alte rispetto a chi abita in casa ad alta efficienza energetica e quindi paga bollette inferiori".

"E' stato un percorso lungo – racconta inoltre Ceccarelli - perché sia l'assessorato, sia la commissione consiliare hanno voluto ascoltare ed accogliere molti dei suggerimenti che sono venuti. Alla fine siamo approdati ad un testo che rappresenta davvero una novità ed un passo in avanti nel tentativo di dare risposta al disagio abitativo".

L'assessore ha infine ricordato che la nuova legge è accompagnata da importanti investimenti che la Regione Toscana sta facendo e continuerà a fare. "Ci eravamo impegnati a destinare all'edilizia popolare 100 milioni in 3 anni – ha detto – adesso siamo alla fine dei due anni ed abbiamo già stanziato 61 milioni, ai quali si aggiungono 27 milioni destinati a ristrutturazioni. Abbiamo anche rifinanziato il fondo per il sostegno all'affitto e quello per il contrasto allo sfratto dei morosi incolpevoli. Ci aspettiamo che anche il Governo rimetta tra le proprie priorità il diritto alla casa".

Queste le principali novità contenute nel testo della legge:

DECADENZA. Si è introdotta una valutazione patrimoniale dei beni mobili, resa possibile dal sistema ISEE, per una maggiore equità nella destinazione degli alloggi ERP. Così come resta confermato l'accertamento dei requisiti, in particolare per quanto riguarda la possidenza immobiliare. La soglia di decadenza è collegata alla fascia ISEE utilizzata in altri settori dell'intervento pubblico, come la sanità o il TPL, portandola a 36.151,98 €.

PIU' AUTONOMIA PER I COMUNI. Si è incrementata l'autonomia e la responsabilizzazione dei comuni nella gestione dei casi più delicati, per i quali ciascun comune potrà disporre anche un limite ISEE inferiore a quello fissato dalla legge nel classico valore di 36.151,98€. Maggiore autonomia per i comuni sarà data anche nella gestione di bandi speciali o assegnazioni temporanee per far fronte a situazioni di emergenza.

SOTTOUTILIZZO. E' introdotta una nuova disciplina del sottoutilizzo degli alloggi, calcolato in base al rapporto tra numero dei vani e numero dei componenti del nucleo familiare assegnatario, che prevede una maggiorazione del canone di locazione esclusivamente nei casi in cui il nucleo familiare stesso non acconsenta alla mobilità verso un alloggio di dimensioni adeguate.

MEDIATORE SOCIALE E CULTURALE. Novità assoluta è la previsione di attività e di procedure per evitare possibili conflitti all'interno delle comunità ERP, con la figura del mediatore sociale e culturale, che potrà anche avere residenza in determinati contesti e la possibilità di svolgere specifiche attività di informazione e formazione nei confronti degli assegnatari.

SISTEMA DEI PUNTEGGI E CONDIZIONI DI STORICITÀ DI PRESENZA. E' previsto un incremento per i casi legati alla presenza di disagio abitativo (abitazioni precarie o inadatte, incidenza del canone sul reddito, coabitazioni, ecc), eliminando il precedente limite al cumulo dei punteggi attribuiti per singolo fattore. Inoltre se la residenza anagrafica o la prestazione di attività lavorativa continuativa di almeno un componente del nucleo familiare nell'ambito territoriale di riferimento del bando, risulta essere da almeno 10 anni alla data di pubblicazione del bando, saranno previsti 2 punti; se da almeno quindi anni 3 punti; se da almeno venti anni 4 punti. Invece, per la presenza continuativa del richiedente nella graduatoria comunale o intercomunale per l'assegnazione degli alloggi, ovvero presenza continuativa del richiedente nell'alloggio con utilizzo autorizzato, sono previsti 0,50 punti per ogni anno di presenza in graduatoria o nell'alloggio, fino ad massimo di 6 punti.

 Il testo approvato dal consiglio risulta sensibilmente diverso rispetto a quello iniziale proposto qualche anno fa sul quale i Sindacati dei lavoratori e degli inquilini avevano espresso forti riserve e contrarietà tanto da organizzare iniziative di mobilitazione e proporre ben 40 proposte di emendamento
"Il risultato, raggiunto con l’approvazione del provvedimento, testimonia la capacità di ascolto, valutazione, concertazione che ha portato sensibili miglioramenti al testo da parte dell’assessore regionale alle politiche abitative Vincenzo Ceccarelli, dei componenti la commissione consiliare presieduta da Stefano Scaramelli, dai gruppi consiliari di maggioranza PD, MDP e da parte dell’opposizione, Movimento 5 Stelle e Si Toscana a Sinistra" commentano i sindacati toscani.

Redazione Nove da Firenze