Casa dei Babbi separati a Firenze, cosa succede?

Del Re (Firenze Democratica): “Poche notizie e confuse in risposta al nostro question time”

Redazione Nove da Firenze
Redazione Nove da Firenze
30 Marzo 2026 16:56
Casa dei Babbi separati a Firenze, cosa succede?

“Dietro segnalazione di residenti di piazza Santo Spirito, che ormai da diversi anni non vedono più nessuno negli appartamenti di proprietà comunale che nel 2017 vennero destinati al progetto dei babbi separati, abbiamo chiesto all’amministrazione comunale notizie in merito prima con una interrogazione scritta, che da tempo però giace senza risposta, e poi con un question time odierno, che però ha ottenuto solo parziali risposte". Così la capogruppo di Firenze Democratica, Cecilia Del Re. 

"Non ci è stato risposto, infatti, - prosegue - su quante persone oggi abitino quegli appartamenti; non ci è stato risposto se siano padri separati o meno, così come non ci è stato risposto se gli altri 5 appartamenti che dovevano essere ristrutturati lo siano poi stati o meno (solo fuori microfono, è stato risposto che mancano le cucine, e quindi, a distanza di 9 anni dall’annuncio, ancora non sono abitabili).

L’associazione GenGe, a cui era stata affidata la gestione di questi appartamenti, da diversi anni ormai non segue più il progetto, che pare essere tornato in capo all’amministrazione comunale. L’assessore alla casa ci ha risposto che con una determina di un anno fa è stato riaperto il bando per i padri separati, e che sono state accettate 3 domande di persone che ancora devono però entrare. Aspetteremo ancora la risposta all’interrogazione scritta, che chiedeva dati ancora più puntuali sull’utilizzo - o meglio non utilizzo - di un progetto che è evidente abbia avuto notevoli difficoltà e che neppure è menzionato nel Documento Unico di Programmazione.Quello che dispiace è non solo che si cerchi di non parlarne per non riconoscere le difficoltà, ma che - in un’epoca di grandi difficoltà sul fronte dell’abitare - non siano stati a pieno utilizzati degli alloggi pubblici comunali, e altri non siano stati neppure poi ristrutturati in 9 anni dall’annuncio”, conclude Del Re.

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