Carrara: polemica sull'incidente sul lavoro

Lucchetti (Confindustria): “Basta attacchi strumentali alle imprese”. La Cgil ribatte che nessuno dovrebbe uscire la mattina per andare al lavoro e non tornare, la sera, a casa dai propri cari, ed invece sono in crescita quelli a cui tocca questa sorte


Firenze 01.03.2020- La strage continua. In Italia a gennaio di quest’anno ci sono stati 52 morti sul lavoro, il 18,2% in più che che nel gennaio del 2019. La Toscana ha dato il suo contributo di sangue con 7 morti, 4 in più dello scorso anno, più che raddoppiati, un dato da brividi. Questa è la realtà che la Cgil evidenzia, nella speranza che tutti coloro che possono fare qualcosa ascoltino.

“Per prima cosa voglio esprimere la mia vicinanza al lavoratore, infortunato presso la ditta Franchi, e ai suoi familiari, augurandogli una piena guarigione sia a nome mio che di tutte le imprese di Massa Carrara. Sappiamo che sta migliorando e che sue condizioni per fortuna non sono gravi. È una buona notizia. Perché per il nostro mondo imprenditoriale, dove c'è una vicinanza quotidiana fra l'imprenditore e i propri collaboratori, ogni volta che una persona si fa male si tratta di una sofferenza comune e condivisa” così il presidente degli industriali di Massa Carrara, Erich Lucchetti, interviene riguardo l'incidente sul lavoro avvenuto giovedì a Carrara. “Mi spiace invece notare - continua Lucchetti – che ancora una volta il segretario provinciale della Cgil di Massa Carrara, Paolo Gozzani, non abbia perso l'occasione per usare una vicenda dolorosa a fini di propaganda demagogica contro le imprese e gli imprenditori. E' assolutamente pretestuoso e offensivo ad esempio tirare in ballo la Fondazione Marmo dicendo che gli imprenditori si sciacquano la coscienza con iniziative di carità. Così come è strumentale il richiamo a una impresa al dover fornire notizie più precise che in questi casi, come sa bene anche Gozzani, sono ad esclusivo appannaggio dell'attività inquirente che indaga per accertare l'effettivo svolgersi dei fatti”. “Chi guida un grande sindacato – aggiunge Lucchetti - però dovrebbe almeno sapere che da tempo assieme ai rappresentanti sindacali dei lavoratori del settore lapideo e alle istituzioni locali e regionali, noi imprenditori abbiamo stilato un rigoroso protocollo riguardante la sicurezza sul lavoro che prevede sistemi concreti per limitare ogni pericolo potenziale e relativi controlli molto puntuali sulla sua applicazione quotidiana che vengono svolti dalla Asl, cioè da un organo terzo e indipendente. E i dati dimostrano che queste azioni stanno producendo risultati positivi come dimostra la costante diminuzione degli infortuni”. “Chi guida un sindacato – aggiunge Lucchetti – poi dovrebbe anche sapere che nel nuovo contratto collettivo di lavoro del settore lapideo, al di là degli aumenti salariali molto significativi, c'è un nuovo e importante passo in avanti sul tema della salute e della sicurezza. Infatti abbiamo, imprese e sindacati insieme, deciso di aumentare considerevolmente le risorse da destinare a un capitolo speciale del Fondo Altea (cioè il Fondo di assistenza sanitaria integrativa per i lavoratori) per finanziare interventi di formazione, prevenzione, salute e sicurezza sui luoghi di lavoro e abbiamo incrementato anche i fondi per le malattie professionali. E al tempo stesso ci siamo imposti, come imprese, di privilegiare i contratti di lavoro a tempo indeterminato rispetto a quelli meno vincolanti fissando un tetto massimo del 25% sui contratti a termine. Cioè rispetto al precariato privilegiamo i contratti che danno più sicurezza e quindi più diritti al lavoratore proprio perché siamo convinti, non a parole ma coi fatti, che è solo dalla collaborazione concreta fra imprenditore e lavoratore che si costruiscono azioni positive anche sul piano della lotta agli infortuni”. “La battaglia per la sicurezza sul lavoro non va considerata mai finita - conclude Lucchetti – e noi imprenditori assieme ai lavoratori la continueremo. Ma sarebbe di aiuto se chi guida un sindacato la smettesse di guardare alla nostra realtà con gli occhi chiusi dal pregiudizio ideologico che gli fa vedere un nemico da abbattere in chi investe e crea posti di lavoro. La logica del muro contro muro è quanto di più sbagliato e inutile vi sia perché non serve a fare, insieme, passi in avanti, ma solo a creare un clima di scontro e incomunicabilità”.

"Non ascolta, in tutta evidenza, il presidente degli industriali di Massa Carrara che accusa Paolo Gozzani, segretario della Cgil Apuana di attacchi strumentali sol perché ha chiesto chiarezza sulla dinamica dell’incidente pretendendo la giusta attenzione nei confronti dell’ennesimo infortunio sul lavoro -ribattono dalla Cgil Toscana- Va da se che se ci sono risvolti penali sarà la magistratura a stabilirlo, noi già conosciamo i risvolti sociali che sono drammatici. Nessuno dovrebbe farsi male sul lavoro, nessuno dovrebbe uscire la mattina per andare al lavoro e non tornare, la sera, a casa dai propri cari, ed invece sono in crescita quelli a cui tocca questa sorte. Ci domandiamo come si possa dire che stiamo facendo tutto il possibile".

Redazione Nove da Firenze