Bypass di Mantignano: 300 metri infiniti

Alessandro Draghi (Fratelli d’Italia): “Ad un anno esatto dall’annuncio del termine dei lavori, ancora nulla di fatto”. L’assessore Giorgetti: “I lavori vanno avanti. Venerdì 22 gennaio ho effettuato un sopralluogo e il cantiere era in attività. Termine previsto in aprile”


“I disagi sono evidenti per gli abitanti e le attività agricole a causa del mancato completamento dell’ultimo tratto del bypass di Mantignano e Ugnano. Stamani il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi, insieme ai residenti della zona, è andato sul cantiere a controllare lo stato dei lavori. “Mi è stato riferito che non ci sono operai da più di un mese”. “Manca solo questo pezzo – attacca Draghi – per collegare Mantignano all’Isolotto, si tratta di circa 300 metri, ma dopo un anno di annunci, rimane la chiusura di via dell’Argingrosso che causa notevoli disagi anche perché la deviazione conduce i veicoli verso via San Bartolo a Cintoia attraverso una curva a gomito e in una strada particolarmente stretta che termina con un incrocio pericoloso (via S. Martini). Attendiamo delle risposte sulle motivazioni di questi ritardi” conclude il capogruppo di Fratelli d’Italia e vice presidente della Commissione mobilità.

"Invito il consigliere Draghi a verificare con più attenzione le segnalazioni dei cittadini. Ho effettuato personalmente un sopralluogo al cantiere del bypass venerdì 22 gennaio e i lavori erano in corso”. É quanto dichiara l’assessore alla Mobilità Stefano Giorgetti in risposta alle affermazioni del consigliere di FdI Alessandro Draghi “I lavori del bypass di Mantignano sono complessi e i ritardi che si sono verificati sono legati proprio alle difficoltà esecutive dell’opera soprattutto per quanto riguarda gli aspetti idraulici e alle condizioni meteorologiche”. Si ricorda che il Genio Civile della Regione Toscana ha chiesto una serie di lavori in alveo e la realizzazione di un tombino per dare continuità al Fosso degli Ortolani, sotto il nuovo rilevato stradale, e il completamento dell’intervento fino a via Canova. Il tombino è un’opera idraulica costituita da uno scatolare in cemento armato di sezione 4,00 X 2,20 m. e lungo circa 50 metri. Nel progetto anche una struttura per l’alloggiamento dei meccanismi di chiusura idraulica, al momento del bisogno. Per effettuare questa lavorazione è stato necessario prima realizzare un argine provvisorio, demolire il vecchio argine (di fatto il rilevato stradale di via dell’Argingrosso), il tombino esistente e il casotto di alloggiamento dei meccanismi di chiusura in caso di piena. E ancora completare il tombino e realizzare la nuova struttura per l’alloggiamento dei meccanismi di chiusura meccanica in caso di piena. E infine procedere al rifacimento dell’argine/rilevato stradale. Lavori complessi e lunghi che hanno dovuto fare i conti anche con le problematiche legate al meteo e all’emergenza sanitaria. Ultima fase dei lavori la realizzazione della nuova rotatoria di via Canova e del tratto di collegamento tra la stessa rotatoria e il ponte esistente, con l’adeguamento del tratto via dell’Argingrosso. “Anche i nostri uffici, e io personalmente, andiamo a controllare i cantieri - ribadisce l’assessore Giorgetti - che, in questo periodo, devono fare i conti anche con le condizioni meteorologiche non certo favorevoli. Comunque ad oggi il cronoprogramma prevede di completare le opere nel mese di aprile”. 

Redazione Nove da Firenze