Bonafè: "Se la Lega vince in Toscana, governa l'Italia altri 40 anni"

Regionali 2020, la segretaria del Pd a Montemurlo lancia un appello all'unità del partito: "Evitiamo di farci del male, non si acquista credibilità parlando per mesi e mesi del nostro candidato. L'emergenza nel nostro Paese non è l'immigrazione ma il lavoro"


(DIRE) Montemurlo (Prato), 8 lug. - Il Pd può farcela alle Regionali, a condizione di non litigare troppo al proprio interno su chi dovrà fare il candidato alla presidenza della Toscana. È questo il ragionamento che la segretaria regionale del Partito democratico, Simona Bonafè, affida ai militanti della festa dei dem a Montemurlo (Prato), nel corso di un dibattito coordinato dal segretario locale Alberto Vignoli. "Sono anche un po' arrabbiata per il balletto di nomi che si continua a fare sui giornali - afferma senza mezzi termini l'eurodeputata-. Perché questo dà l'idea di un partito che è allo sbando, cosa che non è assolutamente vera. Sto girando tanto il Pd e vedo tanta voglia di ripartire, di rimettersi in movimento, di non lasciare nelle mani della Lega questa regione". Un avviso ai naviganti che non potrebbe suonare più esplicito: "Evitiamo di farci del male da soli, evitiamo di finire per i prossimi quattro, cinque, sei mesi a parlare solo di chi deve fare il candidato presidente della Regione, perché non è così che acquistiamo credibilità fra i nostri elettori".

In palio, d'altronde, non c'è solo la guida del governo regionale. La partita per palazzo Strozzi Sacrati, in effetti, è destinata ad avere un riflesso prettamente nazionale e rischia di essere decisiva per attribuire al Pd un ruolo ancora centrale nella politica italiana o, viceversa, per relegarlo nella parte del gregario. "Badate bene- spiega a centinaia di iscritti e simpatizzanti accorsi per la serata conclusiva della festa del Pd-, consegnare la Toscana nelle mani della Lega significa darle la golden share per governare questo Paese per i prossimi 40 anni. E non sto esagerando. Vedrete che campagna elettorale massiccia e aggressiva faranno sulla Toscana".

Un assaggio lo si è avuto in occasione delle ultime amministrative: "Non gli è andata bene, ma ritenteranno per le Regionali - sostiene Bonafè -. Hanno dichiarato apertamente guerra al Partito democratico in Toscana. Sanno perfettamente che se si mettono la medaglina qua, a prescindere dai temi concreti, per noi significa uno smacco che ci ridurrebbe ad avere un ruolo residuale in Italia". Motivo per il quale, sottolinea, "non solo abbiamo la responsabilità di tenere nelle nostre mani la Toscana, perché vogliamo evitare di farle fare la fine che sta facendo questo Paese, ma abbiamo un obbligo anche nei confronti del Pd nazionale perché questa è la regione nella quale siamo ancora il primo partito".

Da oggi inizia un tour nei territori, scegliendo come prime tappe Grosseto e Massa Carrara, aree penalizzate da una crisi i cui colpi non sono stati ancora riassorbiti, specie a livello occupazionale, e che hanno inflitto pesanti delusioni al centrosinistra nell'ultimo triennio. Ecco perché secondo l'europarlamentare il punto numero uno da mettere sul tavolo del centrosinistra è il lavoro: "È una questione che dobbiamo affrontare in tutta Italia, non solo in Toscana. Nel Paese non c'è una emergenza immigrazione- spiega-, c'è un'emergenza lavoro". È un'istanza cruciale che può abbinarsi all'altro punto che scalda i cuori dei progressisti, quello dell'economia circolare. La riconversione ecologica, del resto, rende indispensabile riqualificare i lavoratori attualmente impegnati in imprese inquinanti. Servono idee concrete e alcuni spunti potrebbero arrivare dal viaggio che porterà già in queste ore Bonafè a incontrare dirigenti, militanti del partito ma anche amministratori locali, imprenditori, associazioni di categoria, mondo del lavoro.

Il tour andrà avanti almeno per tutto il mese e in ogni caso si concluderà agli inizi di settembre. Ed è proprio in concomitanza col ritorno delle vacanze estive che Bonafè mette in agenda un appuntamento cruciale nei suoi piani: "A inizio settembre organizzeremo una bella conferenza programmatica nella quale ci confronteremo sui punti sui quali vogliamo discutere con la coalizione per costruire un programma". Passi graduali, ragionati e basati sui contenuti. Questa è la ricetta di Bonafè per avvicinarsi alla scelta decisiva per palazzo Strozzi Sacrati. Consapevole che la grande battaglia delle urne dell'anno prossimo richiede molta cautela: "La sfida è complicata - riconosce-, non diamo per scontato di avere già il risultato in mano, perché cosi' non è".

Redazione Nove da Firenze