Bonafè (Pd): "Salvini, in Toscana l'assalto al fortino è fallito"

La segretaria regionale esulta e 'chiama' Zingaretti: "Siamo un modello, non si può prescindere da noi". I Dem portano a casa 14 ballottaggi su 17 e complessivamente 144 Comuni toscani sui 189 al voto


(DIRE) Firenze, 10 giu. - "Salvini può accontentarsi di mettere le sue bandierine altrove, in Toscana l'assalto al fortino è fallito. Con la conferma di Biffoni a Prato e la netta affermazione di Salvetti a Livorno, chiudiamo questa tornata elettorale con un ottimo risultato". Lo sottolinea Simona Bonafè, segretaria del Pd toscano, nel corso una conferenza stampa convocata nella sede regionale del partito, a Firenze, per fare il punto sui risultati emersi dalle urne. Dei 189 Comuni al voto, spiega Massimo Pescini, responsabile enti locali, il centrosinistra trascinato dal Pd se ne è aggiudicati 144.

Inoltre i dem portano a casa 14 dei 17 ballottaggi di ieri. Bonafè, quindi, parla di "modello toscano del partito, fatto di buon governo dei suoi amministratori, pragmatismo, capacità di parlare con tutti e stare sui problemi senza chiusure su posizioni identitarie. Penso anche al dato europeo, dove siamo stati l'unico partito ad aver tenuto testa alla Lega. E evidente che qui c'è qualcosa che ha funzionato e altrove no". Un modello, dice rivolgendosi alla sfera nazionale guidata da Nicola Zingaretti, "da analizzare. Dico che possiamo e dobbiamo lavorare insieme, perché non si può prescindere dalla Toscana".

C'è poi il tema alleanza e Bonafè immagina uno schema con il Pd fulcro e perno della coalizione di centrosinistra: "Ci rivolgeremo a tutti", guardando a sinistra e ai moderati "senza chiudersi in posizioni identitarie". L'europarlamentare, pero', punta con decisione anche a quest'ultimo anno di mandato. Cosi' si rivolge al gruppo del Pd in Consiglio regionale e al presidente Enrico Rossi, da poco rientrato nei 'dem': "Abbiamo davanti un anno di governo e dobbiamo pensare a dare risposte su temi come rifiuti e sanità, penso per esempio alle liste di attesa". Insomma "dobbiamo provare a dare una sterzata e chiudere i nodi irrisolti".

Tornando la voto di ieri, Bonafè dice: "Quella di Piombino è una sconfitta che brucia. Una ferita. Ci hanno penalizzato le divisioni interne e il giudizio negativo sui cinque anni passati", visto che "alle europee il Pd tiene e si conferma primo partito" (32,97% contro il 29,83% della Lega), mentre ha ceduto alle amministrative. Detto questo, prosegue "abbiamo vinto in altre città operaie, come Pontedera o Figline, dove c'è una delle crisi industriali più importanti della Toscana, la Bekaert".

Piu' digeribile, invece, il risultato di Cortona, dove, ricorda Bonafe', anche nel 2014 "vincemmo al filo per poche centinaia di voti". Su Livorno, infine, "possiamo dire con certezza che l'astensionismo si è manifestato nei 5 Stelle e in parte del centrodestra. Abbiamo vinto tenendo sui voti assoluti" presi al primo turno. "Il nostro elettorato si è mobilitato contro lo spettro della destra leghista: abbiamo riportato tutti a votare".

Redazione Nove da Firenze